SWR Vokalensemble – “Von Liebe und Leidenschaft”

Foto ©swr.de

Tra gli ambasciatori culturali della città di Stuttgart, un ruolo di primo piano è svolto dall’ SWR Vokalensemble, complesso corale che nei suoi ottant’ anni di attività si è guadagnato una reputazione internazionale per il suo lavoro dedicato all’ approfondimento scrupoloso e continuo nel campo della musica del nostro tempo. A partire dalle prime prove tenutesi nella primavera del 1946 in un locale della Neckarstraße sotto la denominazione di Kammerchor von Radio Stuttgart in una città semidistrutta dopo la fine della guerra, l’ SWR Vokalensemble, pur eseguendo abitualmente il grande repertorio corale classico, ha infatti focalizzato il suo lavoro sull’ esecuzione della musica vocale contemporanea imponendosi nel corso degli ultimi decenni come complesso di riferimento nel campo della Neue Musik. Più di 250 prime esecuzioni assolute di brani composti da autori come Luigi Nono, Penderecki, Carl Orff, Mauricio Kagel, Peter Eötvös, Wolfgang Rihm, Stockhausen, Hans Zender e Vinko Globokar, esibizioni presso tutti i più celebri festival, una cospicua serie di incisioni discografiche insignite dei massimi riconoscimenti internazionali come il Preis der Deutschen Schallplattenkritik, il Diapason d’ Or, il premio Choc de la musique e per quattro volte l’ Echo Klassik Preis sono i risultati che testimoniano l’ eccellenza assoluta dell’ SWR Vokalensemble, oggi considerato unanimemente come il miglior coro attivo nel campo della musica contemporanea.

Foto ©Mozart 2006

Per il primo concerto della stagione Yuval Weinberg, il musicista israeliano che dal 2018 è succeduto a Marcus Creed come Chefdirigent dell’ ensemble, ha impaginato un bel programma di brani moderno e contemporanei che iniziava coi Cinq Rechants per coro a 12 voci miste, squisita composizione ricca di raffinate soluzioni armoniche composta da Olivier Messiaen nel 1948, dall’ effetto quasi ipnotico nella sua atmosfera sonora preziosamente rarefatta in cui il coro è impegnato nella scansione di giochi linguistici comprendenti parole in diverse lingue. La prima parte della serata si chiudeva con Nuits, Adieux di Kaija Saariaho, la musicista finlandese recentemente scomparsa che era stata anche Composer in Residence nella prima stagione della SWR Symphonieorchester dopo la fusione dei due complessi precedenti in un unico ensemble, nove anni fa. La Saariaho, che prima di dedicarsi esclusivamente alla musica aveva studiato pittura a livello professionale, si era formata alla Sibelius-Akademie di Helsinki, dove insieme a Magnus Lindberg e altri compositori aveva fondato il gruppo Open Ears, e successivamente era stata allieva di Brian Ferneyhough e Klaus Huber a Freiburg e ai Damrstädter Ferienkursen, completando poi la sua preparazione all’ IRCAM dove approfondì la tecnica della composizione con mezzi elettronici e nastro magnetico. Nuits, Adieux, che la compositrice scrisse nel 1991 per quattro solisti e base elettronica, poi rielaborato per coro a cappella nel 1996, è un perfetto esempio delle atmosfere sonore estremamente sofisticate nell’ evocare una sorta di sinestesia tra timbri sonori e colori pittorici che rendono i suoi lavori affascinanti all’ ascolto come quelli di pochi altri autori contemporanei. Molto interessante era anche la prima esecuzione assoluta di Ekstase della compositrice belga Annelies Van Parys, lavoro scritto su commissione della SWR. Il libretto è opera dell’ autrice belga Gaea Schoeters, sua collaboratrice di lunga data. Il testo, di natura sensuale e redatto in parte in tedesco, si sviluppa a partire da singole parole e frammenti, trasformandosi in un intenso messaggio d’ amore. Completavano il programma due cicli di madrigali cechi di Bohuslav Martinů, compositore ceco che nella sua opera unisce elementi neoclassici e impressionistici derivati dai suoi studi con Josef Suk e Albert Roussel e dalla sua lunga consuetudine con Strawinski e con i compositori del Groupe des Six a spunti di derivazione jazzistica appresi durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, dove si rifugiò poco prima della Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di pezzi per coro misto a cappella nei quali il compositore impiega elementi stilistici provenienti dalla polifonia rinascimentale e dal folklore boemo.

Per quanto riguarda l’ esecuzione, è difficile trovare aggettivi adeguati a descrivere la bravura straordinaria e la perfezione tecnica con cui l’ SWR Vokalensemble è in grado di eseguire queste musiche padroneggiandone tutte le difficoltà tecniche con una sicurezza davvero impressionante. Sotto la guida attentissima e scrupolosa di Yuval Weinberg, che ha messo in mostra una perfetta preparazione direttoriale e una grande sintonia interpretativa con i cantori, il coro ha esibito una serie di virtuosismi timbrici davvero di altissima scuola e una sbalorditiva gamma dinamica e coloristica nel mettere in evidenza tutte le preziosità di scrittura e tutte le complesse strutture formali dei brani eseguiti. Un concerto veramente di altissimo livello, che ha messo pienamente in evidenza la statura artistica straordinaria di un complesso corale che attualmente ha ben pochi rivali al mondo nell’ interpretazione di questo tipo di repertorio. Il pubblico ha seguito con intensa partecipazione l’ atmosfera arcana e quasi soprannaturale creata da questa affascinante successione di brani e alla fine ha applaudito a lungo i protagonisti.


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