Il Gusto Barocco – “Avec plusieurs instruments… ?!”

Foto ©ilgustobarocco.de

Oltre alla stagioni sinfoniche delle quattro orchestre stabili cittadine, la vita musicale di Stuttgart possiede anche una ricca offerta di appuntamenti dedicati alla musica barocca, sacra e profama. Tra di essi, notevolmente interessanti sono quelli de Il Gusto Barocco, un gruppo strumentale fondato nel 2008 da Jörg Halubek, quarantottenne cembalista, organista e direttore originario del Nordrhein-Westfalien che da otto anni è professore di organo e strumenti storici a tastiera alla Musikhochschule Stuttgart e ha riunito in questo ensemble alcuni degli strumentisti che hanno studiato con lui alla Schola Cantorum Basiliensis, da decenni una tra le istituzioni didattiche di assoluta eccellenza nel campo della musica antica eseguita secondo le prassi storicamente informate. Dal 2020 Il Gusto Barocco propone ogni anno una stagione concertistica intitolata Stuttgart Reihe in cui presenta programmi di musiche strumentali e organistiche oltre che una produzione all’ anno di opera barocca, nel cui ambito Halubek, dopo l’ ottimo esito dell’ Orfeo di Monteverdi eseguito la scorsa primavera agli Schwetzinger SWR Festspiele, presenterà nel febbraio 2027 Henrico Leone di Agostino Steffani, compositore originario di Castelfranco Veneto che svolse gran parte della sua attività come Hofkapellmeister a München e ad Hannover. Avevo già assistito ad alcuni concerti di questa formazione e ne ero rimasto impressionato favorevolmente, quindi ho deciso di andare ad ascoltare il loro concerto di apertura della stagione 2026/27, di nuovo nella Leonhardskirche, chiesa quattrocentesca in stile tardogotico ricostruita con alcune modifiche dopo l’ ultima guerra e situata nel Bohnenviertel, una tra le zone più suggestive della parte occidentale di Stuttgart.

Come negli anni precedenti, anche il concerto inugurale della programmazione di quest’ anno era dedicato a musiche strumentali di Johann Sebastian Bach, in questo caso quattro Concerti per strumenti obbligati e orchestra, raggruppati sotto il titolo avec plusieurs instruments, che è quello originale apposto da Bach alla raccolta dei sei Brandeburgischen Konzerte. I brani solistici erano il Concerto in re maggiore BWV 1054 per cembalo, Il concerto per violino in la minore BWV 1041 con la parte solistica trascritta per flauto traverso da Claire Genewein e il Concerto in re minore BWV 1052 per cembalo trascritto per violino solista da Eva Saladin, la Konzertmeisterin del gruppo. Completava il programma il Concerto Brandeburghese N° 5 in re maggiore BWV 1050, che come strumenti concertanti prevede anch’ esso il flauto, il violino e il cembalo. L’ esecuzione era complessivamente di ottimo livello. Jörg Halubek e i suoi musicisti possiedono una preparazione stilisticamente inappuntabile e qualità strumentali ragguardevoli unite a una spontaneità nel far musica insieme che rende davvero attraenti le loro interpretazioni. In particolare, Halubek ha dato una bella dimostrazione di virtuosismo nella spettacolare Cadenza che chiude il movimento iniziale del Quinto Brandeburghese. Successo notevole da parte di un pubblico numeroso e molto concentrato, come sempre accade in Germania quando si esegue la musica di Bach.


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