
Il secondo concerto della stagione in abbonamento della SWR Symphonieorchester aveva il suo principale motivo di interesse nella prima esecuzione assoluta di un Concerto per violino e orchestra con la parte solistica eseguita da Isabelle Faust, la virtuosa tedesca partner prediletta di direttori illustri come Claudio Abbado, Bernard Haitink e Frans Brüggen, che si esibisce regolarmente nella nostra zona ed è molto amata dal pubblico di queste parti essendo nativa di Esslingen am Neckar. Isabelle Faust, che suona lo Stradivari “Bella Addormentata” del 1709, si è conquistata una posizione di primo piano nel panorama violinistico internazionale per il suo modo di far musica che non concede nulla all’ esibizionismo spettacolare ma si basa soprattutto sulla concentrazione espressiva e sulla tensione del fraseggio. Il suo suono è di timbro chiaro e squillante, non di grande volume ma ricco di sfumature affascinanti e messo in rilievo da una tecnica dell’ arco davvero impeccabile. Negli ultimi anni, la violinista di Esslingen ha raggiunto una maturità interpretativa che le consente risultati di rilievo assoluto in un repertorio ampio e variegato spaziante dal barocco fino alla musica contemporanea, di cui è una tra le più assidue e sensibili interpreti odierne. Il Concerto per violino Oracle del settantaquattrenne compositore francese Philippe Manoury, allievo di Max Deutsch e poi di Pierre Barboud, è un’ opera scritta su commissione della SWR, dell’ Orchestre National de Lille e della Rotterdams Philharmonisch Orkest. Contrariamente a molta della produzione di Manoury concepita per composizione assistita dal computer, la partitura utilizza un’ organico strumentale di tipo tradizionale diviso in gruppi con i quali il violino solista dialoga a turno, secondo un’ impostazione che richiama alla mente brani celebri come Gruppen di Stockhausen oppure Éclat/Multiples di Pierre Boulez, in una scrittura strumentale di tipo puntillistico. Un brano molto interessante e capace di catturare l’ attenzione dell’ ascoltatore per la spettacolarità della concezione e lo stile raffinato della musica. La SWR Symphonieorchester ha una tradizione esecutiva di lunga data in questo repertorio e sotto la guida di François-Xavier Roth, anche lui da sempre interprete appassionato della nuova musica, ha offerto uno splendido sostegno strumentale a Isabelle Faust che ha superato in maniera impeccabile tutti i passi virtuosistici della parte solista e come fuori programma ha eseguito uno dei Duetti per due violini di Luciano Berio insieme a Jermolaj Albiker, il Konzermeister dell’ orchestra.
Nella seconda parte, François-Xavier Roth e la SWR Symphonieorchester hanno presentato una bellissima lettura di Ein Heldenleben di Richard Strauss, una partitura con cui le orchestre di Stuttgart hanno assoluta familiarità avendola eseguita più volte nelle loro stagioni sinfoniche. Roth, che in passato aveva già inciso il ciclo completo dei poemi sinfonici di Strauss con la SWR Sinfonieorchester Baden-Baden und Freiburg, uno dei due complessi dalla cui fusione avvenuta nel 2016 è nato l’ ensemble attuale, è un interprete molto personale e interessante della musica del compositore bavarese, come aveva dimostrato la sua bella esecuzione del Rosenkavalier a Baden-Baden del maggio scorso. La sua direzione si faceva apprezzare per l’ intensità espressiva del fraseggio orchestrale, la cantabilità nobile e appassionata delle linee melodiche e prestazione della SWR Symphonieorchester, che questa musica la conosce anche capovolta e alla quale la celebre partitura dedicata da Strauss a Willem Mengelberg e alla sua Concertgebouworkest dava la possibilità di mettere in mostra tutte le sue caratteristiche di precisione e bellezza timbrica. Il timbro rotondo, compatto, omogeneo e la superba cavata degli archi, la precisione e squillo degli ottoni e la morbidezza della sezione legni venivano messi in splendida evidenza dall’ impostazione fluida e ricca di senso del racconto scelta da François-Xavier Roth, sontuosa nelle sonorità, fervida nel tono narrativo e ricca di preziose sottolineature coloristiche. Già dalla prima esposizione del Thema des Helden, affidata a corni e celli e seguita dal bellissimo motivo lirico in si minore esposto da archi e fiati, l’ orchestra ha messo in mostra tutti i pregi del suo modo di far musica e la sua profonda affinità stilistica con un repertorio che gli strumentisti hanno nel loro DNA e suonano con la naturalezza di chi si esprime nella propria lingua materna. Eccellente il gioco virtuosistico dei fiati nel secondo tempo, seguito dal bellissimo assolo di violino che inizia la terza parte, Des Helden Gefährtin, suonato in maniera davvero magnifica da Jermolaj Albiker, il Konzertmeister del complesso. Magnifica la plasticità ed espressività di esposizione ottenute da Roth nella quarta parte, e assolutamente da ricordare il trionfo di sonorità liquide e iridescenti della sezione conclusiva, con il solenne accordo finale che si distendeva come un autentico arcobaleno sonoro. Un’ interpretazione di alta qualità, originale e meditata, lungamente applaudita dal pubblico della Liederhalle.
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