
La stagione concertistica della SWR Symphonieorchester si sta avviando alla conclusione e la Liederhalle ha ospitato l’ ultimo appuntamento con il ciclo dei Mittagskonzerte, la serie di concerti che si tengono all’ una del pomeriggio nella quale i brani eseguiti sono introdotti e commentati da Tabea Dupree, giovane giornalista di SWR2 a cui sono affidate tutte le introduzioni ai concerti dell’ orchestra, che collabora anche con altre emittenti radiofoniche e nelle sue presentazioni dimostra sempre competenza approfondità e chiarezza nella comunicazione. È un’ iniziativa frequentata da un pubblico numerosissimo e alla quale prende parte una forte quota di giovanissimi spettatori. Anche in questa occasione infatti la Liederhalle era piena fino all’ ultimo posto e al concerto erano presenti centinaia di ragazzi provenienti da diverse scuole di Stuttgart e dintorni, tra i quali si potevano notare addirittura una trentina di bambini sotto i dieci anni. Una dimostrazione convincente dei risultati ottenuti dal lavoro educativo che la SWR considera da anni uno dei punti qualificanti della sua attività e che si svolge tramite un costante lavoro d’ insieme con le istituzioni scolastiche. Credo sia superfluo ribadire il valore altissimo di simili iniziative, che davvero caratterizzano la civiltà culturale di una nazione.
Sul podio era Ustina Dubitsky, giovane direttrice originaria di München che dopo aver cantato nel coro dei bambini alla Bayerische Staatsoper ha iniziato gli studi musicali a Weimar alla Hochschule für Musik Franz Liszt e poi ha lavorato come assistente alla Gürzenich-Orchester Köln lavorando con François-Xavier Roth, l’ attuale Chefdirigent della SWR Symphonieorchester che le ha affidato anche una serie di concerti con il suo ensemble Les Siècles. Dopo aver vinto il premio dell’ orchestra al concorso francese per giovani direttrici La Maestra nel 2022, Ustina Dubitsky ha uniziato una promettente carriera che l’ ha portata a lavorare con molta fra le più importanti orchestre tedesche. Da quello che si è ascoltato in questa occasione, si tratta senz’ altro di una musicista preparata, dal gesto chiaro e ben definito, molto efficace nel comunicare all’ orchestra le sue idee esecutive. Per questo suo debutto alla Liederhalle, la Dubitsky ha scelto un programma impaginato con grande finezza e intelligenza, composto di tre partiture aventi in comune il tema dell’ acqua. Il concerto iniziava con il celebre Vltava (Die Moldau), secondo brano del ciclo di poemi sinfonici Má Vlast di Bedřich Smetana, amatissimo da tutti i melomani e considerato il vero simbolo della musica boema. La lettura interpretativa di Ustina Dubitsky si è fatta apprezzare soprattutto per l’ accuratezza nella realizzazione delle dinamiche, oltre che per l’ equilibrio e il respiro ampio e solenne conferito alle melodie.
Seguiva poi la suite sinfonica Four Sea Interludes tratti dall’ opera Peter Grimes di Benjamin Britten. La giovane direttrice bavarese ne ha dato una lettura assolutamente esemplare per capacità evocativa, bellezza di tinte e sottolineatura del tessuto armonico. Splendida la luminosità che Ustina Dubitsky è riuscita a conferire alla melodia intonata dai flauti e dai violini in Dawn, così come il raffinato gioco di luci e ombre in Sunday Morning, la perfetta sottolineatura dell’ atmosfera angosciosa in Moonlight con la citazione quasi letterale dal Wozzeck di Alban Berg magnificamente evidenziata e il tono di intensa drammaticità conferito a Storm,in cui la SWR Symphonieorchester ha dato una splendida prova di virtuosismo strumentale. Raffinatissima era anche la scelta del brano conclusivo, una partitura di rarissima esecuzione come i tre Poems of the Sea di Ernst Bloch, composti nel 1922 dopo Bloch, nato a Ginevra figlio di un orologiaio, era emigrato negli USA nel 1916, dove si stabilì definitivamente nel 1939. Pur non essendo musica a programma in senso stretto, Poems of the Sea è un’ opera molto evocativa, riccamente orchestrata e melodicamente accattivante. Se si possono individuare delle influenze, queste derivano principalmente dalla musica americana e britannica, come ad esempio nel secondo movimento, Chanty, che a tratti richiama la musica di Vaughan Williams. Le lettura datane da Ustina Dubitsky è stata savvero notevole per slancio ritmico e fantasia nella scelta delle dinamiche. Come sempre ottima la prestazione della SWR Symphonieorchester, che ha offerto uno splendido saggio delle sue possibilità esecutive, con archi magnifici per cavata e compatezza di legato, fiati precisissimi nell’ intonazione ed eccellenti per morbidezza di suono e ottoni impeccabili per lo squillo e la proiezione. Successo entusiastico alla fine, soprattutto da parte dei giovani ascoltatori.
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