Ludwigsburger Schlossfestspiele 2026 – Vsevolod Zavidov

Foto ©Mozart2006

I Ludwigsburger Schlossfestspiele, fondati nel 1932, sono una delle rassegne musicali tedesche più antiche e rinomate. Ogni anno il programma comprende fra sessanta e settanta serate sinfoniche, solistiche e cameristiche, oltre che teatrali e di jazz, con la presenza di interpreti di altissimo livello internazionale. La maggior parte degli appuntamenti cameristici si tengono nella splendida cornice del Residenzschloss, uno fra i massimi capolavori dell’ architettura barocca tedesca, costruito tra il 1704 e il 1733 per iniziativa del Duca Eberhard Ludwig von Württemberg su un progetto iniziale ideato da Johann Friedrich Nette e successivamente ampliato dall’ architetto italiano Donato Giuseppe Frisoni, che per la concezione di insieme si ispirò allo stile della Reggia di Versailles e vi aggiunse i giardini del Blühendes Barock, con giochi d’ acqua e grotte e successivamente si occupò della ristrutturazione complessiva del centro storico di Ludwigsburg. Oggi il Residenzschloss, oltre ad ospitare gran parte delle serate del festival e di varie altre manifestazioni culturali, è uno dei monumenti più visitati dai turisti, che arrivano da tutta la Germania e dall’ estero per ammirare le stupende decorazioni interne, il museo delle porcellane antiche, quello della moda e la collezione di quadri settecenteschi proveniente dalla Staatsgallerie Stuttgart. L’ edizione di quest’ anno presenta come sempre un cartellone ricco di proposte interessanti, tra le quali si segnala una bella serie di recitals pianistici e di musica da camera, tenuti da alcuni tra i nomi piú prestigiosi della scena concertistica internazionale, che come sempre si tengono nella magnifica Ordensaal situata al primo piano dell’ ala ovest del palazzo.

Protagonista della prima Klavierabend era il ventunenne moscovita Vsevolod Zavidov, ennesimo prodotto della scuola pianistica russa che ogni anno sforna decine di giovani talenti formati da istituzioni di prestigio come il Conservatrorio Tchaikowsky e il Gnessin Institute. Il giovanissimo virtuoso russo, che lo scorso anno è stato insignito del Prix UBS Jeunes Solistes e attualmente vive in Svizzera, sta svolgendo una carriera internazionale in rapida crescita fra grandi successi di pubblico e di critica e io non ho voluto perdere l’ occasione di verificarne le doti dal vivo. Come ho già avuto modo di osservare in altre occasioni, ci sono molti strumentisti di età intorno ai vent’ anni che suonano in modo tecnicamente impeccabile ma pochi sono quelli che dimostrano una maturità musicale già progredita e suscettibile di sviluppi interessanti. Nel campo del pianoforte, tra quelli da me ascoltati negli ultimi cinque anni mi hanno impressionato fortemente Eva Gevorgyan, Alexandra Dovgan e Yunchan Lim, ai quali dopo il concerto a Ludwigsburg posso tranquillamente aggiungere il nome di Vsevolod Zavidov che in questa occasione ha dimostrato qualità musicali e tecniche da autentico pianista e soprattutto da vero interprete.

Foto ©Mozart2006

Quando si va ad ascoltare in concerto un laureato di una grande competizione internazionale, di solito si sa che ci si puo attendere esecuzioni impeccabili dal punto di vista tecnico. Il pianismo dei nostri tempi ha raggiunto un livello medio talmente elevato da produrre tutta una serie di strumentisti in grado di affrontare con la massima sicurezza il repertorio virtuosistico più arduo. Il problema è vedere se dietro la preparazione tecnica impeccabile ci sia un temperamento interpretativo capace di soluzioni originali e una musicalità capace di comunicare, cosa che purtroppo non sempre accade. Sotto questo punto di vista, Vsevolod Zavidov mi è sembrato un pianista decisamente interessante che in questa serata ha dimostrato di possedere autentiche doti di concertista. Il ragazzo russo suona sicuramente molto bene, con un’ articolazione chiara e definita, un controllo sicuro della tastiera e una dinamica molto ben articolata. A tutto questo si accompagna una personalità di interprete già abbastanza sviluppata e un senso dello stile chiaro e definito. Nei tre movimenti dalla Partita in mi maggiore per violino solo di Bach rielaborati per pianoforte da Rachmaninov mi è sembrata molto apprezzabile l’ eleganza del fraseggio, oltre al tocco assai ben graduato e assolutamente privo di esagerazioni manieristiche. Anche nei quattro Impromptus op. 90 di Schubert, un buon test per valutare la maturità musicale di un pianista, l’ esecuzione di Zavidov è apparsa interessante per il tono di drammaticità asciutta e severa, espressa attraverso un fraseggio intenso e serrato e con una paletta timbrica di bella varietà.

Le cose migliori comunque si sono ascoltate nella seconda parte del recital, interamente dedicata a musiche di Sergej Rachmaninov. Di ottimo livello è apparso il taglio esecutivo conferito da Zavidov agli otto Etudes-tableaux op. 33 per la disinvoltura e sicurezza nel superare tutte le difficoltà tecniche, in particolare quelle del terzo brano della raccolta, e la nobiltà conferita alle linee melodiche esposte con severità di gusto e senza mai cadere nel kitsch. Con le Variazioni su un tema di Corelli op. 42 il giovane pianista ha poi esibito tutto il meglio delle sue qualità interpretative, in una lettura molto originale nella scelta dei colori e anche qui assai apprezzabile per l’ impostazione antiretorica e la mancanza di esagerazioni bombastiche. Alla fine, Zavidov moscovita ha regalato al pubblico due fuori programma: il Preludio in mi minore di Bach trascritto da Alexander Siloti, cugino e anche insegnante di Rachmaninov, e Arabesque op. 18 di Schumann, suonato con una bella eleganza nei passi di agilità di grazia. Tirando le somme, possiamo dire che la serata ci ha permesso di fare la conoscenza di un musicista abbastanza maturo per la sua età, con un suo stile e idee esecutive già chiare. Naturalmente non si può pretendere che un pianista di ventun anni sia già un interprete fatto e finito, ma direi che a mio avviso le qualità messe in mostra dal giovanissimo strumentista russo in questa sua prima esibizione qui a Ludwigsburg meritano attenzione e che Vsevolod Zavidov possiede tutti i requisiti per offrirci qualcosa di interessante e originale nei prossimi anni.


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