Ludwigsburger Schlossfestspiele 2026 – Scharoun Ensemble

Foto ©schlossfestspiele.de

Il concerto dello Scharoun Ensemble ai Ludwigsburger Festspiele era pensato come omaggio al centenario della nascita di Hans Werner Henze, una tra le più illustri personalità musicali della nostra epoca la cui vicenda artistica è strettamente legata alle istituzioni artistiche della nostra zona a partire dal 1975 quando l’ allora Intendant Hans Peter Doll invitò per la prima volta a collaborare con la Staatsoper Stuttgart il compositore, che a quell’ epoca era quasi stato bandito dalle scene tedesche dopo lo scandalo politico dell’ oratorio Das Floß der Medusa la cui prima ad Hamburg fu segnata da violenti scontri tra polizia e dimostranti. Con l’ apertura culturale che da sempre la contraddistingue, Stuttgart divenne un sicuro rifugio artistico per Henze che fino al 1985 ebbe un ruolo quasi da Artist in Residence del teatro e fece eseguire alla Staatsoper molti suoi lavori fra cui la prima rappresentazione dell’ opera König Hirsch in versione integrale. Nell’ intervallo del concerto di Ludwigsburg la direzione artistica ha organizzato una cerimonia commemorativa, con una fanfara suonata dai musicisti e il taglio di una torta di compleanno distribuita al pubblico. Nella prima parte del programma sono state eseguite le Quattro Fantasie, un pezzo che unisce tre movimentti della Kammermusik del 1958 con un Adagio scritto nel 1963, perfettamente rappresentativo dello stile di Henze, ricco di virtuosismo tecnico, in un clima sonoro che mescola elementi di serialismo, schemi tonali e libera atonalità con atmosfere timbriche incantevoli nella loro ricercata raffinatezza.

Foto ©schlossfestspiele.de

L’ ottetto Scharoun Ensemble, fondato nel 1983, è uno dei tanti complessi da camera composti da strumentisti che fanno parte dei Berliner Philharmoniker e prende il nome da Hans Scharoun, l’ architetto che progettò la nuova Philharmonie, inaugurata nel 1963 e da allora sede dell’ orchestra berlinese. Oltre al brano di Henze, la prima parte del programma eseguito nella Ordensaal del Residenzschloss comprendeva il Concerto in mi bemolle maggiore K. 447 per corno e orchestra di Mozart nell’ arrangiamento di Roland Horvath per corno e quartetto d’ archi con la parte solistica suonata da Přemysl Vojta, quarantatreenne cornista ceco oggi attivo come solista dopo aver ricoperto il ruolo di primo corno alla Konzerthausorchester Berlin e alla WDR Sinfonieorchester. Nella seconda parte il complesso berlinese ha messo in mostra tutto il suo straordinario potenziale esecutivo in una lettura assolutamente eccezionale dell’ Ottetto in fa maggiore D. 803 di Schubert, una tra le composizioni più vaste di tutto il repertorio cameristico, modellata sulla forma del Settimino op. 20 di Beethoven di cui adotta il numero e la successione dei tempi. L’ interpretazione dello Scharoun Ensemble coglieva alla perfezione il carattere dolcemente lirico e la ricchezza di sfumature contenute in questa musica, che annovera alcune tra le più ispirate pagine schubertiane, soprattutto nell’ Adagio e nel Tema con Variazioni in cui l’ esecuzione ha toccato vertici espressivi davvero coinvolgenti. Come fuori programma, con una scelta perfettamente logica, l’ ensemble ha suonato il Minuetto dal Settimino op. 20 di Beethoven. Pubblico purtroppo non molto numeroso ma successo assai vibrante per una serata altamente significativa


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