
Foto ©SWR/Hans Fahr
Il penultimo appuntamento con il ciclo dei Mittagskonzerte della SWR Symphonieorchester, come al solito presentato con il consueto garbo e profonda competenza da Tabea Dupree, la giovane giornalista che ha l’ incarico di Redakteurin ufficiale dell’ orchestra, è stato diretto da Bar Avni, trentasettenne israeliana vincitrice nel 2024 della terza edizione del concorso La Maestra di Parigi, fondato da Claire Gibault per dare spazio a nuovi talenti femminili della direzione d’ orchestra. Da quanto abbiamo ascoltato in questa occasione si tratta senza alcun dubbio di una musicista preparata e dalla tecnica sicura, dotata di senso dell’ analisi strutturale e di un gesto chiaro, essenziale ed efficace. Tutto questo è stato evidente gia nell’ ottima interpretazione del Concerto per pianoforte, tromba e archi di Dmitri Shostakovich, primo brano del programma. Il tono spesso scherzoso e scanzonato, gli effetti di comicità aspra, a tratti quasi grottesca espressi tramite una gestualità vivida, forte, graffiante, a volte caricaturale che caratterizzano questo brano così come molta altra musica di Shostakovich sono stati resi con grande puntualità dalla direzione di Bar Avni con fraseggi nervosi e ritmicamente mobilissimi in perfetta sintonia con il pianismo del giovane Roman Borisov, che però forse mancava un tantino di autorevolezza e aggressività, e con il suono pieno, squillante e perfettamente graduato nella dinamica di Thomas Hammes, prima tromba solista della SWR Symphonieorchester.
Completava il programma Zlatý kolovrat (Il fuso d’ oro) op. 109 di Antonin Dvořák, appartenente a un ciclo di poemi sinfonici che il compositore boemo scrisse dopo il suo ritorno dagli Stati Uniti, al termine del suo incarico di direttore al National Conservatory of Music di New York, ispirati alla raccolta di ballate popolari Kytice del poeta e folklorista ceco Karel Jaromír Erben. Si tratta della descrizione musicale di un’ antica fiaba popolare che narra con dettagli cruenti e raccapriccianti la storia di uno scambio d’ identità. Bar Avni ha sottolineato molto bene la variegata tavolozza di colori della strumentazione, in una lettura davvero rilevante per ricchezza di espansione melodica, incisività drammatica e capacità di dare il giusto rilievo ai motivi di origine popolare che questa partitura contiene. Notevole mi è sembrata soprattutto la chiusa, con le fanfare degli ottoni che raffigurano musicalmente la conclusione della storia esposte con intensità ed equilibrio espressivo dalla SWR Symphonieorchester. Successo assai vivo da parte di un pubblico intervenuto assai numeroso alla Liederhalle.
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