Stuttgarter Ballett – Dornröschen

Foto ©Stuttgarter Ballett/Roman Novitzky

Lo Stuttgarter Ballett ripropone in questi giorni uno tra i grandi classici del suo repertorio: Dornröschen (La bella addormentata), il celebre balletto che Tschaikowsky trasse dalla fiaba di Charles Perrault, nella coreografia realizzata nel 1987 da Marcia Haydée, la leggendaria danzatrice e coreografa brasiliana che fu la musa ispiratrice di John Cranko e ne assunse l’ eredità artistica dopo la sua morte come continuatrice del suo lavoro alla guida della compagnia per diciannove anni, fino al 1995. Prima interprete di quasi tutte le grandi creazioni di John Cranko e di numerosi altri lavori creati per lei da coreografi come Kenneth MacMillan, Maurice Bejart e John Neumeier, durante la prima tournée negli Stati Uniti dello Stuttgarter Ballet nel 1965 Marcia Haydée fu definita dal critico del New York Times come un’ artista paragonabile per importanza nel balletto a quello che Maria Callas era per il teatro d’ opera. La sua versione di Dornröschen fu la prima coreografia da lei realizzata e lo Stuttgarter Ballet la ripropone regolarmente, sempre con grande successo di pubblico. Anche in questa occasione i biglietti per tutte le recite sono andati esauriti con mesi di anticipo e nel teatro regnava un vero e proprio clima di festa, col pubblico che è rimasto ancora una volta incantato da uno spettacolo che è tuttora una vera e propria festa per gli occhi grazie alla meravigliosa scenografia ideata da Jürgen Rose, con le sue immagini tutte basate su uno sfavillio di colori che spaziano dai toni al pastello alle tinte sgargianti e i sontuosi costumi.

Foto ©Stuttgarter Ballett/Roman Novitzky

La coreografia di Marcia Haydée è in sostanza un’ accurata revisione di quella originale creata da Marius Petipa per la prima esecuzione del balletto nel 1890 al Mariinsky Theater di St. Petersburg e recupera, tra le altre cose, l’ idea originale di affidare la parte di Carabosse, la fata malvagia che scaglia l’ incantesimo sulla principessa Aurora, a un danzatore di sesso maschile. Inoltre la presenza scenica di questo ruolo è considerevolmente ampliata per sottolineare in maniera più evidente la lotta fra le forze del bene e quelle del male.

Foto ©Stuttgarter Ballett/Roman Novitzky

Per il resto, lo spettacolo è tuttora assolutamente esemplare per la purezza espressiva dello stile coreutico e l’ eleganza raffinata dell’ atmosfera scenica, nella quale il virtuosismo tecnico viene sempre adoperato al servizio dell’ espressività. Nella scena del fidanzamento di Aurora e nel celebre divertissement che descrive la festa nuziale del terzo atto si apprezzano in particolare la perfetta coordinazione e l’ impeccabile ritmicità sincrona dei vari gruppi che si succedono nei numeri di danza, con la sfilata dei personaggi fiabeschi nell’ atto finale che immancabilmente spinge all’ entusiasmo gli spettatori più piccoli, sempre numerosissimi quando si rappresenta questa produzione. Dal punto di vista tecnico, dopo quasi quarant’ anni e centinaia di repliche tutta la recita si svolge come il perfetto funzionamento di un macchinario collaudato fin nei minimi dettagli, grazie alla bravura strepitosa di quella che è unanimemente considerata una tra le prime compagnie di danza del mondo.

Foto ©Stuttgarter Ballett/Roman Novitzky

Moltissimi sono stati i danzatori che hanno interpretato i ruoli principali di questa produzione, ivi compresi la stessa Marcia Haydée e Tamas Dietrich, l’ attuale Intendant dello Stuttgarter Ballett che durante la sua carriera come membro dell’ ensemble impersonò il protagonista maschile. Per la ripresa di quest’ anno, il compito di impersonare la principessa Aurora è toccato a Rocio Aleman, trentaquattrenne danzatrice messicana entrata nella compagnia nel 2008, direttamente dalla John Cranko Schule, e da quattro anni una tra le prime soliste dell’ ensemble. Il suo ritratto scenico della protagonista ha il suo fascino principale nella perfetta realizzazione della freschezza ingenua tipica del ruolo unita a una splendida padronanza del virtuosismo che le la consentito una resa altamente spettacolare del celebre Adagio della Rosa con le sue variazioni eseguite in maniera davvero perfetta e del lungo pas de deux nel terzo atto, dove insieme al suo partner, il trentenne catalano Marti Paixà, anche lui uscoto dalla John Cranko Schule, nel ruolo del Principe Desirè, ha letteralmente incantato il pubblico per la perfetta coordinazione e l’ assoluta unità d’ intenti messa in mostra dai due ballerini in un gioco di piroette, salti, pliés e arabesques realizzato in maniera assolutamente superba. Nella parte della Fata Carabosse il quarantaseienne canadese Jason Reilly ha realizzato un ritratto scenico minaccioso e inquietante, assolutamente perfetto nella caratterizzazione di una figura animata da sentimenti di fredda malvagità a cui faceva un efficacissimo contrasto la presenza della Fliederfee (la Fata Lilla) raffigurata con grande intensità e magnetismo dalla giovane americana Abigail Willson-Heisel, entrata nell’ ensemble dello Stuttgarter Ballett solo due anni fa e già arrivata al rango di solista. Tra gli interpreti del divertissement conclusivo meritano una menzione almeno Riccardo Ferlito e Irene Yang, bravissimi interpreti del pas de deux danzato dal Blauer Vogel e dalla Principessa Florine. Ma in realtà occorrerebbe in teoria nominare uno per uno tutti i componenti di questo fantastico ensemble nel quale ogni danzatore possiede qualità tecniche ed espressive da vero e proprio solista. Di alto livello era anche la realizzazione della parte orchestrale eseguita dalla Staatsorchester Stuttgart sotto la guida di Jonatha lo, trentanovenne direttore nato a Hong-Kong e formatosi a Londra che lavora con tutte le grandi compagnie internazionali di danza e attualmente è Music Director dell’ Australian Ballett. Alla fine, in un clima di festa con lunghi applausi per tutti i partecipanti, Marcia Haydée, ancora in forma nonostante gli ottantanove anni di età, è salita sul palco per ricevere il Petipa Award, prestigioso riconoscimento internazionale da aggiungersi ai tanti ricevuti da questa leggendaria figura della danza classica, che qui a Stuttgart è letteralmente adorata dal pubblico.


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