Musikfest 2018 – Sichten auf Bach 2

Foto ©Holger Schneider

Due concerti di altissimo livello hanno concluso il ciclo Sichten auf Bach della Musikfest 2018. Soprattutto il primo appuntamento era di quelli assolutamente imperdibili, per la presenza del celebre Thomanerchor Leipzig. Il pubblico è infatti arrivato in massa alla Stiftskirche, esaurita con diversi giorni di anticipo e davanti alla quale prima del concerto si vedevano molte persone in cerca di un biglietto. Per gli amanti della musica di Bach, il Thomanerchor è un vero e proprio mito: si tratta del gruppo che il Kantor diresse per 27 anni, per il quale compose la maggior parte delle Kantaten e che oggi è diretto da Gotthold Schwarz, diciassettesimo successore di Bach nel ruolo di Thomaskantor. Insieme al Dresdner Kreuzchor, ai Regensburger Domspatzen e ai Wiener Sangerknaben, il Thomanerchor Leipzig, fondato nel 1212, è uno tra i gruppi corali più antichi del mondo e ancora oggi prosegue la tradizione della musica sacra a Leipzig, della quale Bach fu il massimo rappresentante, con i suoi concerti settimanali e tournées in tutti i cinque continenti. A Leipzig, il concerto del Karfreitag nel quale da quasi due secoli il Thomanerchor, insieme alla Gewandhausorchester, esegue la Matthäuspassion è un appuntamento per il quale arrivano appassionati da tutto il mondo. Io ci sono stato diversi anni fa e posso dire che fu un’ esperienza indimenticabile: per fare un esempio pratico, più o meno come ascoltare Wagner a Bayreuth.

Foto ©Holger Schneider

Gotthold Schwarz, sessantaseienne nativo di Zwickau, subentrato ufficialmente a Georg Christoph Biller come Thomaskantor nel 2016 dopo un anno di direzione ad interim, è stato membro del Thomanerchor e ha lavorato per molti anni col gruppo come istruttore vocale. Per il concerto alla Stiftskirche, il direttore sassone ha portato insieme al Thomanerchor la Sächsischer Barockorchester, da lui fondata nel 1989 per fornire al gruppo una base strumentale adatta ai criteri dell’ esecuzione storicamente informata. Il risultato d’ insieme è assolutamente emozionante. I complessi lipsiensi eseguono la musica di Bach con una naturalezza, un’ idiomaticità espressiva e una penetrazione stilistica assolutamente senza paragoni. È un Bach con un carisma indiscutibile di autenticità, fluido e ricco di respiro, scorrevole e perfettamente definito negli impasti strumentali e vocali, quello che Schwarz e il Thomanerchor eseguono e che costituisce un vero e proprio modello di interpretazione. La base del programma era costituita naturalmente da due Kantaten scritte da Bach durante gli anni di Leipzig: Allein zu dir, Herr Jesu Christ BWV 33, composta per la tredicesima domenica dopo la Trinità del 1724 e Wer Dank opfert, der preiset mich BWV 17 per la quattordicesima domenica dopo la Trinità del 1726. Il livello dell’ esecuzione era ulteriormente impreziosito dalla presenza di tre notevolissimi solisti vocali. Il giovane controtenore Stefan Kahle possiede una morbidezza di timbro e un’ omogeneità di registri che raramente si può riscontrare nei cantanti della sua corda e la sua esecuzione dell’ aria “Wie furchtsam wankten meine Schritte” dalla Kantate BWV 33 era splendida per intensità e concentrazione espressiva. Il tenore Wolfram Lattke e il basso Tobias Berndt sono due tra gli specialisti bachiani più accreditati del momento e hanno dimostrato la loro perfetta padronanza stilistica di questa musica. Gli interventi della Kantate BWV 17 affidati alla voce del soprano erano eseguiti dall’ intera sezione del Thomanerchor, in omaggio allo spirito del complesso che privilegia il lavoro di gruppo rispetto all’ individualità. Tra le due Kantaten, il programma prevedeva tre brani per coro a cappella: il madrigale spirituale Zion spricht: Der Herr hat mich verlassen di Johann Hermann Schein, il Mottetto Der Gerechte kommt um, che Bach rielaborò sulla base di un brano scritto da Johann Kuhnau, suo predecessore nel ruolo di Thomaskantor, e Das ist je gewisslich wahr per coro a sei voci di Heinrich Schütz, una composizione del 1648 dedicata proprio al Thomanerchor. Il pubblico di una Stiftskirche gremita fino all’ ultimo posto ha seguito con intensa partecipazione un concerto di livello esecutivo assolutamente esemplare, destinato a rimanere per molto tempo nella memoria di chi era presente.

Foto ©Holger Schneider

Di grandissimo interesse era anche il quinto e ultimo concerto del ciclo, che proponeva l’ esecuzione di Ein musikalisches Opfer BWV 1079. Per chi come me e, penso, molti di voi, ama davvero la musica di Bach, questo straordinario trattato di scienza musicale in cui Bach utilizza tutte le possibilità combinatorie del cosiddetto Thema Regium fornitogli come prova di abilità dal re di Prussia Friedrich II durante la sua visita alla reggia di Potsdam del 7 e 8 maggio 1747 e consistente in tre note ascendenti che coprono i gradi dell’ accordo di tonica di DO minore seguite da un semitono ascendente e poi da una discesa di settima diminuita che dopo una cadenza riconduce alla tonalità fondamentale, costituisce una prova della incredibile capacità contrappuntistica di Bach che riserva spunti di meditazione e riflessione a ogni ascolto. Non si tratta naturalmente di una musica di facile e immediata comprensione e quindi il modo scelto dai quattro strumentisti del complesso Il Gusto Barocco, fondato nel 2008 a Stuttgart dal clavicembalista Jörg Halubek, era estremamente interessante come tipo di approccio. Halübek e gli altri membri del gruppo hanno spiegato le caratteristiche di tutti i brani del ciclo prima di eseguirli, fornendo esempi sonori del modo in cui il tema viene elaborato da Bach e dei vari tipi di strutture contrappuntistiche impiegate nel corso del ciclo. Ne è risultato un concerto estremamente coinvolgente per il pubblico, guidato in maniera efficace a scoprire tutte le caratteristiche di questa musica affascinante. Dal punto di vista della qualità esecutiva, Jörg Halubek e la violinista Leyla Schayeg hanno messo in mostra qualità strumentali di ottimo livello e una padronanza stilistica inappuntabile così come gli altri due strumentisti, la flautista Claire Genewein, eccellente nella Sonata a tre che forma il vero nucleo espressivo della raccolta in cui il Thema Regium viene esposto estesamente con ricchezza di accenti e di idee melodiche, con lo scopo di valorizzare ed esaltare principalmente il flauto, lo strumento che il re Friedrich II suonava con grande perizia, e il violoncellista Jonathan Pešek, che come continuista ha una ricca esperienza di attività con grandi specialisti del settore come Andrea Marcon, Vaclav Luks e il gruppo l’ Ornamento. Un concerto interessantissimo, che ha arricchito la nostra esperienza e le nostre conoscenze di questo vero e proprio monumento dell’ arte bachiana e che ha concluso in maniera perfetta le Sichten auf Bach di quest’ anno.


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