François-Xavier Roth ha inaugurato la sua seconda stagione da Chefdirigent della SWR Symphonieorchester con uno dei suoi tipici programmi, molto spesso basati sulla giustapposizione di autori appartenenti ad epoche diverse. Per la serata di apertura della nuova stagione alla Liederhalle, il maestro francese ha impaginato una successione di brani che comprendeva musiche del barocco francese, del classicismo viennese e contemporanee. In apertura di serata, la Suite di danze dall’ opera Les Indes galantes di Rameau, uno tra i lavori più popolari del compositore francese per la sapienza dello stile musicale e la magnifica orchestrazione dalle tinte seducentissime. Roth, che durante la sua lunga attività con l’ orchestra Les Siècles, da lui fondata nel 2003, si è dedicato in modo approfondito al repertoio barocco e all’ esecuzione di tipo storicamente informato, ha condotto l’ orchestra con perfetta aderenza stilistica e grande fantasia, ottenendo splendide sonorità e una bellissima varietà di fraseggi orchestrali.
Seguiva poi la prima esecuzione assoluta del Concerto per violoncello e orchestra della compositrice italiana Francesca Verunelli, allieva prima di Azio Corghi all’ Accademia di Santa Cecilia e poi perfezionatasi all’ IRCAM, che per la sua produzione è stata insignita di importanti riconoscimenti come il Premio Abbiati e il Siemens Prize. Il brano, commissionato dalla SWR e da Milano Musica, è una partitura sicuramente interessante che dal punto di vista dello stile di scrittura è basata sull’ atmosfera di pulviscolo sonoro generata tramite l’ uso dei microintervalli, che poi si sviluppa in abili contrasti di effetti come ad esempio la presenza di elementi quasi jazzistici. François-Xavier Roth, che è un accreditato specialista del repertorio contemporaneo, l’ ha diretta in maniera assolutamente impeccabile e la SWR Symphonieorchester, da sempre abituata a questo tipo di repertorio, ha suonato con perfetta precisione e assoluta bellezza di suono. Nicolas Altstaedt, dedicatario del pezzo, ha suonato la difficile parte solistica come meglio non si sarebbe potuto desiderare. Oltre alla sua perfetta padronanza stilistica del repertorio contemporaneo, il violoncellista franco-tedesco, che ha già collaborato più volte con l’ orchestra nelle passate stagioni, ha messo in mostra anche in questa occasione una classe esecutiva di altissimo livello, confermando in pieno di essere uno tra i migliori giovani solisti della nostra epoca. Un interprete di grande personalità, dotato di splendida qualità sonora, sicurezza tecnica impeccabile e grandi doti di fraseggio. Non un artista emergente, ma davvero una splendida realtà del panorama concertistico attuale.
La seconda parte del programma era dedicata alla Harmoniemesse in si bemolle maggiore di Haydn, l’ ultimo lavoro del grande compositore austriaco, così chiamata per il ruolo preminente affidato alla sezione fiati dell’ orchestra, come ipotizzato dai principali studiosi haydniani. Le ultime sei Messe di Haydn, purtroppo non di frequente esecuzione, sono tra le composizioni sacre più anticonvenzionali e interessanti del periodo classico viennese. L’ esecuzione ascoltata alla Liederhalle è stata senza dubbio di livello molto elevato. La direzione stilisticamente inappuntabile di François-Xavier Roth era di un livello davvero ragguardevole per profondità di comprensione della partitura, omogeneità, morbidezza di suono, chiarezza di articolazione e assoluta padronanza stilistica. La lucidità espositiva con la quale strumentisti e coristi, sotto la guida del maestro di Neuilly, dipanavano tutte le complesse architetture sonore della partitura di Haydn era qualcosa di assolutamente esemplare. Pochissime volte mi è capitato di ascoltare una definizione così perfetta delle grandi pagine corali che costituiscono la struttura portante della musica sacra di Haydn, in una lettura di tono contenuto ma sempre eloquentissimo, costellata di splendidi particolari strumentali negli assoli e caratterizzata da tinte coloristiche sempre perfettamente delineate e di grande bellezza. Ma non si può fare a meno di ricordare anche la flessibilità e il respiro degli accompagnamenti agli interventi del coro e dei solisti, realizzati da Roth con affascinante trasparenza e magnifico equilibrio di impasti sonori. Eccellente, per omogeneità e chiarezza di articolazione, era anche la prestazione dell’ MDR Rundfunkchor, che con Roth aveva già collaborato nella scorsa stagione per il concerto raveliano e per il Rosenkavalier a Baden-Baden, e di ottimo livello anche quella dei quattro solisti, il soprano Siobhan Stagg, il mezzosoprano Olivia Vermeulen, il tenore Thomas Blondelle e il basso Peter Rose. Grande successo finale per una serata davvero ricca di spunti interessanti.
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