Mira Foron a Stuttgart

Foto ©Mozart2006

Fra i talenti musicali emergenti della giovane generazione uno tra i nomi più ricorrenti negli ultimi tempi è quello di Mira Foron, ventitreenne violinista nata a Stuttgart da padre tedesco e madre italiana, cresciuta in una famiglia di musicisti (i genitori sono violoncellisti e il fratello Nicolò Umberto è un apprezzato pianista e direttore d’ orchestra, che sta rapidamente bruciando le tappe di una carriera sempre più importante), formatasi con musicisti illustri come Kolja Blacher e che attualmente si sta perfezionando con Julia Fischer a München. La ragazza di Stuttgart ha già vinto alcuni concorsi importanti ed è stata invitata da Anne-Sophie Mutter a far parte del complesso dei Mutter’s Virtuosi. Le istituzioni musicali di Stuttgart la invitano sempre più di frequente e a distanza di tre mesi dalla sua ultima esibizione è tornata alla Liederhalle insieme alla Philharmonie Baden-Baden per un appuntamento sinfonico della stagione organizzata dalla società StuttgartKonzert.

Per il suo secondo incontro col pubblico di Stuttgart in questa stagione, Mira Foron ha scelto il Concerto op. 26 di Max Bruch. Alle prese con un pezzo che molti appassionati conoscono a menadito per averlo ascoltato dai più grandi virtuosi sia in teatro che in disco, la ragazzina di Stuttgart ha dimostrato una maturità musicale che la pone senz’ altro fra le più promettenti giovani violiniste del momento. Come tutti i violinisti delle ultime leve, anche Mira Foron, che suona uno strumento del 1710, opera del liutaio milanese Carlo Giuseppe Testore, possiede mezzi tecnici assolutamente completi. Il suono è limpido, cristallino, ben timbrato anche se non troppo corposo nella corda di sol e sempre intonatissimo. La condotta dell’ arco è è assolutamente impeccabile per purezza e precisione di attacchi, cavata, intensità del legato, perfetta articolazione delle agilità. Il suo fraseggio è incisivo e già ben definito nella personalità, con un eccellente senso del rubato e del respiro melodico. Fin dalla prima entrata del solista la flessibilità del fraseggio e il fervore espressivo della giovane violinista tedesca dimostravano una classe interpretativa e un carisma davvero da interprete di alto profilo. Stupenda, poeticissima è stata la resa dell’ Adagio, le cui linee melodiche sono state esposte da Mira Foron con una nobiltà di canto e un’ intensità espressiva da musicista di alta classe. Nel Finale, l’ esecuzione è stata ammirevole per fluidità, eleganza e souplesse virtuosistica. Tutte queste belle qualità sono state pienamente confermate anche dall’ esecuzione dell’ Introduction et Rondo capriccioso op. 28 di Camille Saint-Säens, scritta per il leggendario Pablo de Sarasate e diventata fin dalla sua prima esecuzione un cimento quasi obbligatorio per i grandi virtuosi. Mira Foron ha suonato il pezzo in maniera davvero eccellente per la squisita eleganza del fraseggio e la bellezza di un suono forse non eccessivamente ampio nella corda di sol ma limpido, cristallino e ricco di armonici. Dal punto di vista tecnico, la souplesse con cui la giovanissima virtuosa ha risolto tutti i passaggi virtuosistici è stata davvero ammirevole, soprattutto nei trilli e salti di ottava del secondo tema. Una realizzazione notevole per raffinatezza e flessibilità nei tempi rubati, ben sottolineati dalla realizzazione dell’ accompagnamento orchestrale compiuta da Heiko Mathias Förster. Dopo una prestazione di questo livello, sono sempre più convinto che Mira Foron abbia tutte le qualità per diventare una delle violiniste di riferimento nel mondo musicale dei prossimi anni.

La parte orchestrale del concerto era realizzata dalla Philharmonie Baden-Baden, orchestra fondata nel 1854 e quindi tra i più antichi complessi cittadini della Germania, che nella città del Festspielhaus svolge un’ attività sinfonica che nel corso degli anni l’ ha portata a collaborare con molti solisti celebri. Si tratta di una formazione sicuramente molto professionale e ben preparata, impeccabile dal punto di vista della precisione tecnica e della compattezza sonora. Dal settembre 2022 lo Chefdirigent del complesso è Heiko Mathias Förster, sessantenne direttore originario del Mecklemburg-Vorpommern che nella sua carriera ha ricoperto incarichi stabili in istituzioni di una certa importanza come il Brandeburger Theater, i Münchner Symphoniker e la Neue Philharmonie Westfale. Una bacchetta precisa e sempre affidabile, uno di quei Kapellmeister umili servitori della musica e del palcoscenico che formano la base solida della vita musicale tedesca e che in questa occasione ha diretto con grande professionalità i due brani di Dvořák, lo Scherzo Capriccioso op. 66 e la Sinfonia N° 9 op. 95 Dal Nuovo Mondo che completavano il programma, realizzando bei colori strumentali e atmosfere sonore interessanti, soprattutto nel movimento lento della Sinfonia. Pubblico assai numeroso e successo cordiale per questo appuntamento davvero pregevole soprattutto per la bella prova di una giovanissima violinista che sicuramente farà parlare di sè nei prossimi anni.


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