
Foto ©Staatsorchester Stuttgart/FB
Ascoltare in concerto l’ Ottava Sinfonia di Mahler è un evento anche oggi non frequentissimo. A me personalmente era accaduto finora solo due volte, la prima a Venezia nel 1983, nella Chiesa di SS. Giovanni e Paolo, con Eliahu Inbal che in quegli anni eseguiva l’ integrale sinfonica mahleriana con i complessi della Fenice e la seconda al Gewandhaus Leipzig, diretta da Riccardo Chailly, circa una quindicina di anni fa. La terzultima composizione del musicista boemo non ha mai goduto di grande fortuna esecutiva, per le obiettive difficoltà causate dall’ imponente organico strumentale e vocale previsto dalla partitura e anche per l’ atteggiamento sprezzante degli studiosi che da sempre la considerano retorica, prolissa e di scarsa ispirazione. Devo dire che sin dai miei primi approcci con la musica di Mahler, ai tempi in cui ero ancora uno studente di liceo, mi sono sempre trovato in profondo disaccordo con tali giudizi e ho sempre amato l’ Ottava per la sua grandiosità e l’ ispirazione di melodie trascinanti delle quali è ricca la partitura, che nel suo gigantismo strutturale deve assere accostata a lavori coevi come il Prométhée di Skrjabin e i Gurre-Lieder di Schönberg nei quali lo smisurato organico non è impiegato solo come forza d’ urto ma molto più spesso per moltiplicare le possibilità di effetti coloristici inusuali. Del resto, anche i più severi critici della composizione riconoscono la presenza di momenti davvero toccanti e raffinatissimi come l’ introduzione strumenale alla seconda parte e il coro finale, una stupenda apoteosi che ogni mahleriano convinto dovrebbe portarsi nel cuore.

Foto ©Mozart2006
A Stuttgart la Sinfonia N° 8 in mi bemolle maggiore mancava dai programmi concertistici, secondo alcune mie sommarie ricerche, da almeno una quarantina d’ anni. Cornelius Meister ha voluto eseguirla nel concerto di chiusura della sua ultima stagione da Generalmusikdirektor della Staatsoper nell’ ambito dell’ integrale delle Sinfonie di Mahler che sta portando avanti dall’ inizio del suo incarico e che si concluderà il prossimo anno con l’ esecuzione della Prima, della Sesta e della Nona. Come era da ettendersi, le due repliche del concerto sono andate entrambe esaurite con qualche settimana d’ anticipo e l’ effetto che si vedeva entrando in una Liederhalle piena sino all’ ultimo dei suoi 2200 posti di capienza e con il palco occupato da più di 250 esecuroti era davvero elettrizzante. Come nelle altre sue precedenti interpretazioni mahleriane, anche nell’ Ottava il quarantacinquenne direttore di Hannover ha confermato di possedere idee esecutive di grande chiarezza e coerenza nel suo approccio a questa musica. A partire dalla grandiosa esplosione sonora delle battute iniziali, le grandiose architetture contrappuntistiche dell’ inno Veni creator spiritus sono state rese in maniera eccellente e con grande lucidità di realizzazione dalla lettura di Meister, sicurissimo nel tenere in pugno le masse orchestrali e corali in una progressione drammatica di grande effetto fino all’ ottima resa della monumentale parte conclusiva. Molto ben realizzato era anche il preludio strumentale alla seconda parte, nella quale Mahler ha messo in musica la scena finale del Faust di Goethe, per la scrupolosa realizzazione delle tinte strumentali che il giovane direttore ha ottenuto da una Staatsorchester Stuttgart davvero in ottimo stato di forma. Con un bel senso del racconto musicale e teatrale, Cornelius Meister ha reso al meglio i caleidoscopici effetti ispirati a Mahler dalla poesia goethiana grazie anche alla prestazione di un eccellente gruppo di solisti: i soprani Ricarda Merbeth, Simone Schneider e Natasha Te Rupe Wilson, il tenore Benjamin Bruns, il baritono Johannes Kammler e il basso Davis Steffens, tutti magnifici esecutori dei loro assoli. La Staatsorchester Stuttgart e i cori della Staatsoper, preparati da Manuel Pujol e Bernhard Moncado, hanno offerto una prestazione davvero ammirevole superando con disinvoltura tutti i pesanti problemi esecutivi posti da una partitura così complessa. Il pubblico, elettrizzato dall’ atmosfera dell’ evento e trascinato da una musica davvero avvincente, ha tributato un successo trionfale a una serata davvero indimenticabile.
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