
Foto ©SWR/Patricia Neligan
Una Liederhalle esaurita sino all’ ultimo posto, con gente davanti all’ ingresso a cercare biglietti, ha salutato il ritorno di Teodor Currentzis a Stuttgart per il suo primo impegno stagionale da Chefdirigent della SWR Symphonieorchester. Serate come questa, con la partecipazione di più di duemila spettatori felici di ritrovarsi a teatro, costituiscono un segnale di ritorno alla normalità che non sarà mai gradito abbastanza dopo tutto quello che abbiamo sopportato negli ultimi due anni. Un altro motivo di grande interesse offerto da questo appuntamento era la presenza di Yulianna Avdeeva come solista del Concerto N° 2 in sol minore di Prokofiev. La trentasettenne pianista moscovita, arrivata alla fama internazionale con la vittoria nell’ edizione 2010 del prestigioso Premio Chopin di Varsavia, negli anni successivi ha svolto una carriera di grande prestigio tenendosi abbastanza lontano dalle lusinghe dei mainstream mediatico. Dal punto di vista della preparazione tecnica e della maturità musicale, nelle sue precedenti esibizioni qui a Stuttgart io avevo definito la Avdeeva un’ artista completa e dotata di grande personalità, come ha dimostrato nuovamente in questa occasione con una lettura caratterizzata da un virtuosismo scintillante e da un fraseggio di grandissima incisività e personalità.

Foto ©SWR / Henrik Hoffmann
Scendendo nei particolari, l’ interpretazione della virtuosa moscovita mi è sembrata notevolissima per originalità e senso della forma, oltre che naturalmente per il dominio sbalorditivo di una scrittura pianistica di estrema complessità. Nel primo tempo, la Adveeva ha sfoderato fraseggi e dinamiche di altissima classe interpretativa, culminando in una splendida esecuzione della grandiosa cadenza che chiude il movimento. Tecnicamente di altissima qualità anche la resa dello Scherzo, una sorta di frenetico moto perpetuo dove il solista è impegnato a fondo da numerosi passi estremamente disagevoli, pungolato da intrusioni di fiati e percussioni e col sostegno discreto degli archi. Si pensi che in questo brano il pianista, in tempo vivace, deve suonare, con entrambe le mani, esattamente 1500 semicrome (più la croma finale). Il tutto in circa 2’30”, quindi 10 tocchi di semicroma al secondo con ciascuna mano per 150 volte di fila, senza una sola presa di respiro. Molto ben graduato e di grande eloquenza espressiva il fraseggio con cui la Adveeva ha risolto l’ Intermezzo e davvero ottima la resa del tempestoso Finale, autentico pezzo di bravura per il solista, qui scatenato in ardui salti di registro e passi in ottava, dove il martellante percussivismo diviene la cifra stilistica più caratteristica del trascendentale élan dell’ autore. In conclusione, abbiamo avuto la riconferma che Yulianna Adveeva è un’ interprete interessante e sicuramente da seguire con attenzione nei prossimi anni. Come fuori programma, una Mazurka di Władysław Szpilman, il pianista polacco sopravvissuto alle persecuzioni naziste nascosto nel ghetto di Warschau la cui autobiografia, intitolata Śmierć miasta (Morte di una città), è diventata celebre in tutto il mondo grazie alla trasposizione fattane da Roman Polański nel film The Pianist.

Foto ©SWR/Patricia Neligan
Entusiasmo del pubblico alle stelle nella seconda parte, in cui Teodor Currentzis ha presentato due tra le più famose partiture sinfoniche del Novecento, il Sacre du printemps di Strawinsky e il Bolero di Ravel. La SWR Symphonieorchester frequenta assiduamente questo tipo di repertorio e i suoi strumentisti vantano anni e anni di esperienza nelle più accreditate rassegne di musica moderna come Donaueschingen, dove svolgono la funzione di Orchestra in residence e Darmstadt. Grazie a questi requisiti e alla direzione ispirata, piena di fuoco e slancio oltre che tecnicamente impeccabile di Currentzis, l’ esecuzione di questi due conosciutissimi brani è stata assolutamente entusiasmante per la disinvoltura virtuosistica e la profonda penetrazione espressiva con cui l’ orchestra e il direttore hanno risolto tutte le aspre difficoltà tecniche delle due partiture. La lettura tesa, violenta, squassante impostata da Currentzis nel Sacre era davvero da annoverare tra le migliori ascoltate in questi ultimi anni e il pubblico è esploso un una vera e propria standing ovation dopo il secco accordo orchestrale che chiude il pezzo. Come era facile da prevedere, la serata si è conclusa in un clima festoso, con il pubblico che ha applaudito a lungo la SWR Symphonieorchester e il direttore greco-russo dopo l’ esecuzione del Bolero reso dal direttore e dall’ orchestra in maniera travolgente, con un progressivo accumularsi di tensione culminante in una conclusione davvero grandiosa, che ha scatenato nuovamente l’ entusiasmo del pubblico della Liederhalle. Alla fine, come accade in tutti i concerti di Currentzis a Stuttgart secondo una procedura da lui fortemente voluta, la serata offriva un’ attrazione supplementare con un brano di musica da camera. Yulianna Adveeva insieme a due prime parti della SWR Symphonieorchester, la Konzertmeisterin bulgara Mila Georgieva e il primo violoncello Frank-Michael Guthmann, ha eseguito una stupenda interpretazione del Trio N° 2 in mi minore op. 67 di Dmitri Shostakovich, perfetta conclusione per una serata di grande musica.
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