Carmen alla Scala: prime impressioni

Impressioni a caldo dopo aver visto lo spettacolo in tv su ARTE. Barenboim ha diretto in modo fiacco, slegato e nettamente meno personale che a Berlino nella produzione del 2006 a cui avevo assistito. Regia inutilmente sovraccarica di gags da avanspettacolo; le scene di Richard Peduzzi devono essere state riciclate dal Tristan di due anni fà. Interessante la protagonista Anita Rachvelishvili, Kaufmann in cattiva forma vocale, Micaela inesistente, Schrott con la voce a pezzi e gravi problemi di intonazione nell’ aria. Per tutti, una pronuncia francese che al di lá delle Alpi non consentirebbe nemmeno di ordinare un caffè. Censura particolare in questo senso a Kaufmann, che canta in un singolare francese tedeschizzato, con tutte le “e” strette, cosa che si ripercuote fatalmente anche sull’ emissione della voce. Nei prossimi giorni entrerò nei dettagli, con un commento approfondito.

Come rendersi ridicoli

Copio dal sito del Teatro alla Scala:

Schubert, Bartok, Debussy e ritorno, a Chopin. Ha congegnato così, Lang Lang, il programma del suo prossimo concerto straordinario: un percorso quasi circolare che inizia e finisce con il romanticismo, dopo essere passato attraverso il Novecento ritmicamente scolpito di Bartok e timbricamente polverizzato di Debussy.

Non so chi sia attualmente l’ estensore dei comunicati stampa alla Scala, ma quel *Novecento…timbricamente polverizzato di Debussy* è una vera perla di comico involontario. E l’ aspirapolvere timbrico, chi lo ha composto, forse Stockhausen????

L’ ambiente scaligero

Ad integrazione di quanto scritto a proposito del Don Carlo, credo sia opportuna una postilla.
L’ esito della serata può essere stato condizionato dal fatto che nei giorni precedenti la serata di Sant’ Ambrogio, l’ atmosfera attorno alla Scala è più o meno questa:

Tipiche telefonate prese dal centralino della Scala un 7 dicembre qualsiasi
1 –  “C’ è  una bomba in teatro”
2 –  Al sovrintendente: “Hanno venduto 24 fischietti nella cartoleria vicino al teatro”.
3 –  Alla moglie del direttore: “Suo marito va a letto con il soprano” (o con il tenore, a seconda dei gusti e delle tendenze)
4 – Alla primadonna: “Ho fatto una novena a Sant’ Antonio che, come a tante altre, ti farà andar via la voce”
5 – Al tenore: “Sappiamo che sei arrivato fin qui perchè hai un politico tra gli amici o un mafioso tra i parenti, ma stasera te la faremo pagare”
6- Al baritono: “Sei uno str….”
Milano è sempre stata cosí…