SWR Symphonieorchester 2025/26 – All’ Ongarese

Foto ©swr.de

Oltre al ciclo in abbonamento, a quello dei Mittagskonzerte e agli appuntamenti per le scuole, la SWR Symphonieorchester ha introdotto da qualche anno nelle sue stagioni la serie Linea 2, formata da quattro serate brevi con programmi nei quali trova ampio spazio la musica moderna e contemporanea, che si tengono nel Club In Wizemann, ex struttura industriale sita nel quartiere di Bad Cannstatt e recentemente riconvertita in sala concertistica utilizzata soprattutto per serate di musica rock e altri eventi di vario genere. Per la stagione 2025 la gestione artistica di questo ciclo è stata affidata ad Antoine Tamestit, quarantaseienne violista parigino che collabora regolarmente con l’ orchestra e dopo le sue affermazioni in concorso importanti come come il Primrose International Viola Competition di Chicago e l’ Internationale Musikwettbewerb der ARD a München si è afermato in campo internazionale come uno tra i più autorevoli specialisti odierni del suo strumento. Tamestit, che dispone di uno strumento assolutamente favoloso come la viola Stradivari del 1672, una tra le pochissime oggi ancora disponibili fra quelle prodotte dal celebre liutaio cremonese, ha un repertorio che spazia dal barocco sino alla musica contemporanea, con diverse composizioni appositamente scritte per lui da autori come Jörg Widmann, Thierry Escalch, Bruno Mantovani e Olga Neuwirth e nei programmi ideati per questo ciclo ha inserito un’ ampia panoramica della letteratura musicale del nostro tempo dedicata alla viola.

Il concerto si apriva con le Old Hungarian Ballroom Dances di György Ligeti, breve suite appartenente alla vasta produzione dedicata alla rielaborazione di melodie folkloristiche ungheresi in cui il compositore, tramite un taffinatissimo e sottile gioco di citazioni, ha creato un’ eco delle tradizioni danzanti magiare. Al centro della serata era l’ Andante e Rondò ungarese op. 35 per viola e orchestra di Carl Maria von Weber, composto nel 1809 Un pezzo brioso e dal virtuosismo scintillante, che mette in mostra tutte le risorse virtuosistiche dello strumento eseguito da Antoine Tamestit con tutta la sua abilità da musicista di altissima classe, capace di conferire una carica elettrizzante ai passaggi di bravura e di nobilitare le linee melodiche dell’ Andante con Variazioni in do minore introduttivo, grazie anche allo splendido colore ambrato e alla ricchezza di armonici del timbro del suo strumento.

Completava il programma la Serenata N° 2 in la maggiore op. 16 di Brahms. Scritta per una formazione strumentale che comprende solo le viole e gli archi bassi escludendo i violini, è uno dei brani di cui il compositore fu particolarmente soddisfatto, come testimoniano le sue lettere a Clara Schumann e a Joseph Joachim scritte da Detmold, dove il musicista svolgeva attività di pianista e direttore di coro presso la locale corte principesca, subito dopo aver terminato il lavoro. Molto pregevole la lettura che ne ha dato Antoine Tamestit sfruttando molto bene le possibilità offertegli dagli strumentisti della SWR Symphonieorchester per evidenziare con grande efficacia il colore della strumentazione ideata da Brahms, che conferisce un tono malinconico e pensoso alle linee melodiche. Bella anche la resa del Rondò finale, un brano dal sapore quasi rustico, nel quale spicca il carattere festoso e popolaresco del primo tema affidato dapprima ai clarinetti ma ripreso, elaborato e ripetuto poi con tono gioioso da tutti gli strumenti dell’ orchestra. Successo assai vivo per una bella serata di musica svoltasi in una cornice inusuale.


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