
Foto ©Filmarchiv Austria
Tra gli appuntamenti della stagione degli Stuttgarter Philharmoniker, una fra le proposte più interessanti era sicuramente quella dedicata al film muto Der Rosenkavalier, girato nel 1926 da Robert Wiene, il celebre regista tedesco autore di Das Cabinet der Dr. Caligari, anche oggi considerato uno tra i massimi capolavori cinematografici dell’ Espressionismo. Per l’ adattamento filmico della sua opera, Richard Strauss compose una Suite sinfonica comprendente, oltre a tutti i motivi più conosciuti della partitura originale, anche musiche tratte da altri suoi lavori come la Couperin Suite e alcune pagine appositamente composte. Il film venne girato a Schönbrunn e per gli esterni nella Niederösterreich, con l’ impiego di un imponente massa di comparse per le scene di guerra e per quella della festa finale. Nal cast, insieme ad alcuni tra i migliori attori cinematografici dell’ epoca, prese parte anche il basso-baritono renano Michael Bohnen, uno tra i massimi divi dell’ opera tedesca in quell’ epoca, nel ruolo di Ochs del quale era uno tra i migliori interoreti della versione operistica, molto apprezzato dallo stesso Strauss. La prima proiezione pubblica si tenne il 10 gennaio 1926 a Dresden nella Semperoper (che quindici anni prima aveva ospitato la premiere dell’ opera) con la Staatskapelle Dresden diretta personalmente da Strauss. Era stata progettata una tournée del film negli USA insieme al compositore e all’ orchestra, ma l’ avvento del cinema sonoro pochissimo tempo dopo rese il progetto obsoleto e invendibile. Il film è stato restaurato nel 2005, anche se la parte finale è andata perduta e ne sono stati ricostruiti i momenti salienti grazie alla sceneggiatura e a diverse fotografie, e proiettato alla Semperoper il 6 settembre 2006 con l’ accompagnamento orchestrale eseguito nuovamente dalla Staatskapelle Dresden diretta da Frank Stroebel.
L’ intero progetto era tanto insolito quanto innovativo per l’ epoca: adattare un’ opera lirica, forma artistica basata esclusivamente sulla parola cantata, in un film muto, sincronizzare l’ orchestra dal vivo con la proiezione del film e sviluppare una drammaturgia cinematografica unica con le necessarie aggiunte sceniche e musicali: erano tutte sfide complicate da superare, soprattutto con i mezzi tecnici allora a disposizione. La versione ricostruita del 2006 ha ripristinato con successo la composizione complessiva originariamente prevista, composta da immagini in movimento e poema sinfonico orchestrale, e ricostruito in modo coerente il finale perduto. La trama del libretto scritto da Hugo von Hofmannsthal fu rielaborata per il film, includendo tra gli altri cambiamenti l’ introduzione del personaggio del marito della Marschallin, che nell’ opera non appare e il cui ruolo serve sostanzialmente a giustificare la presenza di spettacolari scene di guerra, e orientando tutta la drammaturgia in senso marcatamente più cinematografico, eliminando quindi le scene di stasi lirica e dando più risalto alla commedia degli equivoci. Naturalmente, la tecnica recitativa del cinema muto, basata prevalentemente sulle espressioni facciali e su movimenti che oggi possono anche apparire artificiosi, richiede un minimo sforzo di adattamento allo spettatore di oggi, ma da questo punto di vista colpisce in maniera particolare nel film la recitazione di Michael Bihnen, che durante la sua carriera di cantante lirico frequentava assiduamente anche i set cinematografici, per come delinea un Ochs istrione, incisivo e vicinissimo al gusto moderno.
Frank Stroebel, sessantenne direttore bavarese considerato uno tra i massimi esperti odierni del rapporto interdisciplinare tra film e musica, attivo nel campo dell’ esecuzione di colonne sonore tra le quali ha eseguito in prima assoluta quelle di Alfred Schnittke per Master/Margarita di Yuri Kara, adattamento cinematografico dell’ omonimo romanzo di Mikhail Bulgakov, e le versioni ricostruite delle musiche per i film di Eisenstein Generalnaja linija, scritte da Taras Bujevsky e di quelle di Prokofiev per Alexender Newski, conosce la partitura di Strauss come nessun altro avendola eseguita per la prima volta in tempi moderni e ha diretto gli Stuttgarter Philharmoniker in un’ esecuzione ricca di slancio e respiro melodico, oltre che impeccabile dal punto di vista della narrazione e suonata in maniera eccellente da un’ orchestra apparsa in ottimo stato di forma. Il pubblico della Liederhalle ha apprezzato molto questa proposta assolutamente originale, salutata da lunghi applausi alla fine di una serata culturalmente davvero ricca di significato.
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