
Foto ©Mozart2006
Come vuole la tradizione, le orchestre di Stuttgart hanno provveduto anche quest’ anno a fornire l’ atmosfera musicale per il passaggio dal vecchio al nuovo anno. Il compito di concludere il 2025 spettava come sempre alla SWR Symphonieorchester con il suo Silvesterkonzert organizzato dalla società impresariale StuttgartKonzert, un appuntamento seguitissimo che fa regolarmente registrare il tutto esaurito. Quest’ anno sul podio era Ruth Reinhardt, trentasettenne direttrice originaria di Saarbrucken che in questi anni ha sviluppato una interessante carriera internazionale soprattutto negli USA, dove ha lavorato con quasi tutte le orchestre più importanti e dalla prossima stagione assumerà la carica di Music Director della Rhode Island Philharmonic. Una musicista molto preparata, dal gesto chiaro ed efficace unito a una tecnica solida e completa, che le permette di trasmettere in maniera efficace le sue idee agli strumentisti.

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Il programma della serata, con i vari brani illustrati in maniera competente e chiarissima da Tabea Dupree, la giovane giornalista della SWR che segue regolarmente come Redakteurin i concerti dell’ orchestra, iniziava con una suite strumentale tratta da Die Dreigroschenopera, di Kurt Weill, il compositore originario di Dessau noto soprattutto per la sua lunga collaborazione con Bertolt Brecht dalla quale oltre a questo ebbero origine altri lavori come Die sieben Todsünden e Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny. Il clima espressivo dei lavori ideati da Weill e Brecht è quello di un’amara ironia che veicola un messaggio di critica sociale spietata. La verità amara presa di mira dai due autori era la struttura della società di quel tempo e il messaggio di base attuale ancora oggi: per fare denaro bisogna mercificare se stessi. Castigat mores ma non ridendo, nei loro lavori teatrali viene presa di mira la struttura della società capitalistica, spietata nei riguardi della donna, spesso trattata come puro oggetto di lucro e piacere, e dei piccoli borghesi cui, agli inizi del secolo, aveva già pensato Gorkij. La musica di Kurt Weill mescola lo stile orchestrale della Seconda Scuola di Vienna con elementi jazz e Ruth Reinhardt ne ha evidenziato assai bene il tono amaramente sarcastico, che ricorda irresistibilmente pagine come il Rondò-Burleske della Nona Sinfonia di Mahler. Seguiva poi il Poème op. 25 per violino e orchestra di Ernst Chausson, in cui la parte solistica era suonata da Christian Ostertag, il sessantenne Konzertmeister della SWR Symphonieorchester sin dalla fondazione del complesso, che ha messo in mostra una bel suono di timbro pieno e vibrante, oltre a un fraseggio molto intenso e ispirato. La musica evidenzia influssi stilistici provenienti da Cesar Franck e Jules Massenet, dei quali Chausson fu allievo, oltre a quelle ricche armonie cromatiche introdotte nella musica francese alla fine del XIX secolo tramite la progressiva diffusione oltralpe del repertorio wagneriano. La prima parte del programma si concludeva con una scattante e vivace esecuzione dell’ Ouverture da Prodaná nevěsta (La sposa venduta), l’ opera di Bedřich Smetana, in cui la SWR Symphonieorchester ha messo in mostra tutta la precisione di cavata e la qualità timbrica della sezione archi.
Nella seconda parte, dopo la deliziosa freschezza melodica dell’ Ouverture da Die Heimkehr aus der Fremde op.89, un Singspiel scritto da Mendelssohn per essere eseguito in famiglia durante la festa per le nozze d’ argento dei suoi genitori, abbiamo ascoltato la Tanzsuite di Bela Bartòk, scritta nel 1923 in occasione dei festeggiamenti per il settantesimo anniversario dell’ unificazione di Buda e Pest, che ha dato l’ occasione alla SWR Symphonieorchester di sfoggiare tutto il meglio delle sue capacità virtuosistiche, soprattutto negli interventi della sezione fiati. Sul podio, Ruth Reinhardt ha mostrato un gesto sobrio ed efficace, con una notevole tecnica della bacchetta che le ha consentito di sottolineare con perfetta precisione tutte le complicate scansioni ritmiche richieste dalla scrittura del compositore. Ne è risultata un’ interpretazione lucida, carica di una tensione espressiva perfettamente sviluppata fino a una conclusione spettacolare nella sua incandescenza. Il programma si chiudeva con una elettrizzante e spiritosa esecuzione della Tritsch Tratsch Polka di Johann Strauss seguita dalla Teufelstant di Joseph Hellmesberger come fuori programma, che ha siglato alla perfezione il carattere di una serata dal tono vivace, divertente e spritzig, applaudita in maniera entusiastica dal pubblico della Liederhalle.
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