Internationale Hugo-Wolf-Akademie – The Great European Song Book

Foto ©Reiner Pfisterer

Chi segue regolarmente le mie recensioni sa benissimo come io abbia più volte affrontato il tema dell’ importanza del Lied e di cosa esso rappresenti per la cultura musicale tedesca. Ma si può vedere questa forma musicale anche sotto altri punti di vista, diversi da quelli della classica serata concertistica di impostazione tradizionale? La Internationale Hugo-Wolf-Akademie ci ha proposto una serata davvero insolita. Il sodalizio di Stuttgart, che opera scelte davvero intelligenti alla ricerca di nuove fasce di pubblico, ha avuto l’ insolita idea di proporre una Liederabend in cui il repertorio liederistico veniva presentato sotto forma di accostamento con lo stile e il mondo del jazz. Protagonista della serata, ambientata nel Theaterhaus, era la quarantenne cantante e compositrice austriaca Lia Pale, musicista che da anni si dedica a questi esperimenti crossover di esecuzioni liederistiche nello stile del jazz, i cui risultati ha documentato in cinque album che hanno ottenuto ottimi successi di vendtita e appprezzamenti da parte della stampa specializzata. Lia Pale, il cui vero nome è Julia Pallanch, ha iniziato a far musica come flautista nellaEisenbahner Musikkapelle Wels, il gruppo musicale del suo paese di nascita e poi nel genere Elektropop con un suo gruppo di nome ROh LeX prima in Austria e poi a Chelsea. Insieme con Matthias Rüegg ha poi messo a punto l’ idea di ambientare la letteratura liederistica in un altro contesto musicale, presentando il suo lavoro in programmi come quello eseguito in questa occasione, che comrpendeva alcuni tra i Lieder più conosciuti di Schubert, Schumann e Brahms insieme a un blocco centrale formato da sette brani di Hugo Wolf. Il risultato è molto interessante e di grande originalità, soprattutto nei Lieder del compositore austro-sloveno che utilizza una scrittura vocale spaziante dal canto vero e proprio sino a sfiorare lo Sprechgesang e che in questo nuovo contesto strumentale e compositivo suona assolutamente moderna.

Foto ©Reiner Pfisterer

Lia Pale, che collabora con diversi gruppi musicali in un repertorio spaziante dalla musica classica al rock, rielabora i brani di Schubert con notevole gusto e inventiva. La cantante austriaca, che suona anche il flauto con notevole abilità tecnica, rielabora i Lieder in stile improvvisativo jazzistico, ottenendo effetti musicali sicuramente notevoli per sapienza compositiva e freschezza di ispirazione. Per fare un esempio, la sua versione di Ich grolle nicht dal celebre ciclo schumanniano Dichterliebe con un accompagnamento tutto basato su ritmi sincopati era davvero originale e trascinante. Notevole anche la prestazione dell’ ensemble strumentale che la accompagnava, formato dal pianista e compositore svizzero Matthias Rüegg, fondatore e direttore per anni dell’ emsemble jazzistico Vienna Art Orchestra e che collabora con Lia Pale sin dagli inizi della sua carriera, dal violinista slovacco Stanislav Palüch, dal contrabbassista Hans Strasser e dalla percussionista austriaca Ingrid Oberkannis. In definitiva, una serata molto divertente ma anche raffinata nella concezione, utilissima a scoprire nuove prospettive di ascolto in brani assai conosciuti e giustamente premiata da un grande successo di pubblico.


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