Stuttgarter Kammerorchester – The Paris Concert 1949 – Jubiläumskonzert

Foto ©Oliver Röckle

La Stuttgarter Kammerorchester ha inaugurato la stagione 2025/26, ottantesima dalla fondazione del complesso che tenne il suo primo concerto pubblico il 18 settembre 1945 sotto la direzione di Karl Münchinger, fondatore dell’ orchestra e suo direttore stabile per più di quarant’ anni. Vale la pena riassumere brevemente la storia di questo gruppo, divenuto negli anni un vero e proprio ambasciatore della città di Stuttgart nel mondo. Formatosi come violinista e organista, Münchinger studiò direzione d’ orchestra con Hermann Abendroth e Clemens Krauss. Dopo un inizio di carriera molto promettente, che lo portò a dirigere diverse orchestre tedesche tra le più importanti anche grazie al sostegno ricevuto da Wilhelm Furtwängler, il musicista svevo maturò gradualmente l’ idea di fondare un suo complesso stabile per poter eseguire il repertorio barocco e preclassico. Nel 1945, dopo essere rientrato a Stuttgart come prigioniero di guerra e successivamente rilasciato dalle autorità d’ occupazione, Münchinger riunì alcuni dei migliori musicisti disponibili sulla piazza per fondare la Stuttgarter Kammerorchester. Il gruppo tenne il suo primo concerto il 18 settembre di quello stesso anno nella Furtbachhaus, unica sala al momento disponibile in una città semidistrutta dai bombardamenti alleati. Tenendo conto delle difficili condizioni di vita derivate dalla situazione economica della Germania nel dopoguerra, Münchinger nei primi tempi si adoperò attivamente per assicurare ai suoi strumentisti uno stipendio fisso e un inquadramento istituzionale, che portò all’ istituzione di un ciclo annuale di concerti in abbonamento.

Nel 1949 la Stuttgarter Kammerorchester tenne una serie di concerti in Francia, primo complesso strumentale tedesco ad esibirsi all’ estero dopo la fine della guerra. Negli anni successivi l’ orchestra iniziò una serie di viaggi che la portarono ad esibirsi in tutta Europa, negli USA e in Giappone assumendo un ruolo di vero e proprio ambasciatore culturale della nuova Repubblica Federale di Germania. Nello stesso anno la Stuttgarter Kammerorchester eseguí la sua prima registrazione discografica, alla quale fecero seguito più di cento album pubblicati dalla DECCA che ottennero un grandissimo successo di critica e di pubblico, con record assoluti di vendite. Moltissimi melomani della mia generazione si sono avvicinati alle musiche di Bach, Händel e Mozart attraverso i dischi di Münchinger, che fu il primo ad applicare a questo repertorio criteri esecutivi desunti dallo studio delle fonti originali e basati sulla trasparenza strumentale di un organico ridotto nelle proporzioni e su un fraseggio depurato dalle deformazioni di stampo romanticheggiante. Questo lavoro costituì la base necessaria e imprescindibile su cui si svilupparono le interpretazioni dei musicisti della generazione successiva, come ad esempio Karl Richter, Helmuth Rilling, Raymond Leppard e Neville Marriner. All’ inizio degli anni Settanta, come sappiamo, si affermarono i nuovi criteri di prassi esecutiva storicamente informata introdotti da musicisti come Nikolaus Harnoncourt e Gustav Leonhardt, basati sull’ impiego di strumenti d’ epoca o costruiti alla maniera antica. In seguito a tutto questo Münchinger, la cui salute iniziava a declinare, si trovò a dover affrontare una serie di contrasti con i membri del suo complesso, che reclamavano un aggiornamento dei principi esecutivi e un allargamento del repertorio. Nel 1987, traendo le conseguenze di questa situazione, Münchinger lasciò la direzione della Stuttgarter Kammerorchester, tre anni prima della sua morte avvenuta a Stuttgart il 13 marzo 1990. I suoi successori, che furono Martin Sieghart, Dennis Russell Davies e Michael Hofstetter, intrapresero il compito di ripensare radicalmente il modo di suonare e la programmazione del gruppo, con risultati che hanno consentito alla Stuttgarter Kammerorchester di mantenere una posizione di alto livello tra i complessi del suo genere.

Dal 2011 il successore di Hofstetter alla guida del gruppo è stato Matthias Foremny, che ha ulteriormente rinnovato la composizione dei programmi e sviluppato un interessante lavoro nel campo dell’ attività educativa rivolta ai giovani. Con il concerto inaugurale della stagione 2019/20, Thomas Zehetmair ha ufficialmente assunto l’ incarico di Chefdirigent della Stuttgarter Kammerorchester, il sesto nella storia del complesso. Il cinquantasettenne musicista austriaco originario di Salzburg, che da diversi anni affianca alla sua attività di violinista tra i più quotati della nostra epoca un intenso impegno nel campo della direzione orchestrale con regolari collaborazioni sul podio di complessi rinomati come la St. Paul Chamber Orchestra e soprattutto la Royal Northern Sinfonia della quale è stato Music Director dal 2002 al 2014, è uno tra i musicisti odierni più accreditati nel campo dell’ esecuzione storicamente informata. La Stuttgarter Kammerorchester continua a sviluppare progetti discografici e tournées internazionali che, insieme alla costante affluenza di pubblico per i concerti in abbonamento a Stuttgart, confermano il successo di una formula progettuale tra le più interessanti del panorama musicale tedesco.

Foto ©Oliver Röckle

Per inaugurare la sua ottantesima stagione, la Stuttgarter Kammerorchester ha scelto di eseguire lo stesso programma del concerto tenuto a Parigi nel novembre 1949 che fu la prima esibizione in assoluto di un’ orchestra tedesca all’ estero nel dopoguerra, formato interamente da musiche di Bach: i primi tre Concerti Brandeburghesi e il Concerto in re minore BWV 1043 per due violini, archi e continuo. La serata si teneva nella Paul-Lechner-Saal dell’ Hospitalhof, il centro spirituale della chiesa evangelica sorto dopo la guerra sullo spazio un tempo occupato dal Dominikanerkloster incorporando quanto restava della quattrocentesca Hospitalkirche, parzialmente distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e completamente ristrutturato tramite lavori terminati nel 2014. Una sala purtroppo dall’ acustica non molto felice, che penalizzava in parte il suono dell’ orchestra. Thomas Zehetmair, alla sua settima stagione come Chefdirigent del complesso, è un interprete bachiano di grande autorevolezza e uno tra i musicisti odierni più accreditati nel campo dell’ esecuzione storicamente informata: la sua integrale delle Sonate e Partite, registrata nel 2007 per la Teldec, è considerata dalla critica una tra le migliori apparse negli ultimi anni. Per vivacità ritmica, scorrevolezza, flessibilità di fraseggio e scrupolo analitico nella realizzazione dei passaggi più elaborati il Bach di Zehetmair, basato su sonorità trasparenti e vibrato degli archi ridotto al minimo, può essere considerato come assolutamente esemplare. La Stuttgarter Kaammerorchester ha suonato al meglio delle sua capacità esecutive e nel Concerto per due violini Susanne von Gutzeit e Yu Zhuang, i due Konzertmeister, hanno eseguito le parti solistiche con una bella carica di virtuosismo espressivo. Notevolissima anche la prova di Kurt Körner, capace di eseguire in maniera altamente spettacolare la parte della tromba nel Secondo Concerto Brandeburghese. Il pubblico di Stuttgart è arrivato numeroso a festeggiare la Stuttgarter Kammerorchester e ha applaudito a lungo tutti i protagonisti del concerto.


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