
Foto ©Roman Novitzky/Stuttgarter Ballett
Una visita al Weihnachtsmarkt e poi una serata a teatro per vedere Der Nussknacker (Lo Schiaccianoci), magari insieme ai bambini: questo è un tipico programma di una famiglia abitante a Stuttgart, nel periodo dell’ Avvento. Lo Stuttgarter Ballett ripropone sempre nel mese di dicembre la deliziosa fiaba natalizia tratta da un racconto di E.T.A. Hoffmann musicata da Tchaikowsky fra il 1891 e il 1892, rappresentata per la prima volta il 18 dicembre dello stesso anno al Mariinsky-Theater di St. Petersburg e divenuta rapidamente una tra le sue composizioni che godono di una popolarità pressochè universale. A buon diritto, perché si tratta di una partitura tra le più belle e raffinate in tutta la produzione del compositore russo che vi inserì una stupenda serie di assolute squisitezze strumentali del tutto moderne tra le quali spicca in particolare l’ impiego della celesta, strumento allora sconosciuto in Russia e che Tchaikowsky portò personalmente da Parigi tenendolo nascosto sino alla prima recita per impressionare maggiormente il pubblico, abbinate a una strabiliante ricchezza di inventiva melodica.

Foto ©Roman Novitzky/Stuttgarter Ballett
Come tutte le grandi compagnie di danza, anche lo Stuttgarter Ballett ha da sempre in repertorio Der Nussknacker e quella che attualmente si rappresenta è la terza versione coreografica ideata per l’ ensemble: quella di John Cranko, risalente a circa sessant’ anni fa, non fu un successo e la seconda, nella quale Marco Goecke utilizzò solo solo una parte della musica, si basava su una ricerca delle profondità psicologiche invece che su un colorato mondo da favola adatto a una serata per tutta la famiglia. La nuova versione, ideata dal coreografo Edward Clug insieme a Jürgen Rose che ha disegnato le scene, ha il suo focus drammaturgico principale nella visualizzazione del fantasioso mondo di giocattoli che gradualmente prendono vita, in un’ atmosfera visiva raffinata e ricca di colori oltre che estremamente divertente. La coreografia di Clug punta principalmente sulla ritmicità sincrona dei vari gruppi e sul loro coordinamento reciproco. Soprattutto la sfilata di creature animate che forma il divertissement del secondo atto, con la sfilata di topi, scarafaggi, dinosauri e di due cammelli applauditissimi dal pubblico, insieme a toreri, arlecchini, matrioske e cosacchi, liberati dalle enormi noci che sempre di più invadono la scena, è stata ammirata dal pubblico che ha applaudito entusiasticamente ogni numero di danza.

Foto ©Roman Novitzky/Stuttgarter Ballett
Ho già detto in altre occasioni che io, pur non essendo un particolare intenditore dell’ arte della danza anche se in passato ho avuto modo di ammirare dal vivo grandi ballerini come Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov, Carla Fracci, Margot Fontayn, Elisabetta Terabust e Alessandra Ferri, ogni tanto approfitto della possibilità che abbiamo noi residenti in questa zona zona di seguire lo Stuttgarter Ballett e mi concedo il piacere di assistere a una delle rappresentazioni di questo meraviglioso ensemble, nel quale agiscono danzatori tecnicamente tutti di livello assolutamente strepitoso. Non potendo menzionare per esteso tutti gli elementi di una compagnia in cui ogni ballerino possiede qualità da vero e proprio solista, in questa occasione devo nominare almeno Martino Semenzato, Jacopo Biancucci, Emanuele Babici, Yerin Ok e Luana Pop, che raffiguravano i giocattoli di Clara nei movimentati eventi della vigilia di Natale trascorsa dalla famiglia Stahlbaum.

Foto ©Roman Novitzky/Stuttgarter Ballett
Anche se questa versione coreografica lascia un limitato spazio ai virtuosismi individuali, gli interpreti dei ruoli principali hanno dimostrato ugualmente tutta la loro classe. Elisa Badenes, trentaduenne spagnola che dal 2013 ricopre il ruolo di prima solista della compagnia e nel dicembre scorso è stata insignita del titolo di Kammertanzerin, oltre che del prestigioso riconoscimento Dancer of the Year assegnatole dai critici della rivista specializzata inglese Dance Europe, e che recentemente ha interpretato Marcia Haydée nel film biografico sulla vita di John Cranko che da più di due mesi è in programmazione in tutti i cinema di Stuttgart, mi aveva entusiasmato otto mesi fa con la sua intensa e drammatica interpretazione di Odette/Odile e anche come Clara ha delineato in maniera assolutamente perfetta la combinazione di ingenua gioia infantile, paura e curiosità, nonché la crescita attraverso gli incontri onirici che sono i caratteri principali del personaggio, sfoderando poi il meglio delle sue capacità tecniche nel Grand Pas de Deux insieme allo splendido Principe Schiaccianoci di Friedemann Vogel, da anni una tra le colonne dell’ ensemble, che in questo ruolo mette in mostra tutta la sua esperienza unita a lampi di ardore giovanile. Magnifico anche il giovane Henrik Erikson nella parte di Fritz, il fratello di Clara, dolce e allo stesso tempo un po’ sfacciato, animato da un’ allegria contagiosa unita a un gioco di gambe impeccabilmente preciso. Jason Reilly ha realizzato il ruolo di Drosselmeier con grande prestigio scenico e una gestualità efficace ed essenziale, formata solo da movimenti scenici e qualche salto. Non si può fare a meno di menzionare anche la splendida resa della parte musicale da parte della Staatsorchester Stuttgart guidata dal maestro assiano Wolfgang Heinz, il direttore musicale dello Stuttgarter Ballett che ha messo ottimamente in evidenza tutte le preziosità strumentali della partitura in un gioco dinamico estremamente accurato e preciso. Clima di festa in un teatro completamente pieno, con lunghi applausi a tutti i danzatori durante la recita e alla conclusione. Vale sempre la pena assistere a uno spettacolo dello Stuttgarter Ballett!
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