
Foto ©Mozart2006
Anna Tifu è tornata per la terza volta a far musica insieme agli Stuttgarter Philharmoniker e personalmente la cosa mi ha fatto davvero molto piacere perché da tempo stimo e apprezzo le qualità della trentottenne violinista nata a Cagliari da padre rumeno e madre italiana, allieva per dieci anni di Salvatore Accardo e che si è definitivamente imposta come la migliore violinista italiana delle ultime generazioni, ospite delle migliori stagioni concertistiche del suo paese e apprezzatissima anche all’ estero. Dopo il successo di questo concerto, che verrà ripetuto a Ludwigsburg e poi a Milano, posso solo aggiungere che le qualità musicali e interpretative di questa ragazza meriterebbero un’ attenzione ancora maggiore da parte delle grandi istituzioni concertistiche internazionali, perché attualmente il suo modo di suonare è senza il minimo dubbio perfettamente all’ altezza di quello dei massimi esponenti odierni del suo strumento.
Per la sua terza esibizione qui a Stuttgart Anna Tifu ha scelto il Concerto N°1 op. 77 di Shostakovich, un brano fra i più impegnativi della letteratura violinistica. La giovane e graziosa strumentista italo-rumena anche questa volta ha messo in mostra un suono di bellissima qualità timbrica ottenuto sfruttando tutte le qualità del suo splendido strumento (lo Stradivari Marèchal Berthier ex-Napoleon del 1716), un’ intonazione precisissima e una padronanza davvero notevole nella gestione del vibrato, che la ragazza sarda riesce a impiegare come un vero e proprio mezzo espressivo con una perfetta consapevolezza, in tutte le sfumature possibili. Il fraseggio è fluido, grazie a una tecnica dell’ arco impeccabile, e la dinamica cesellata nei minimi dettagli, con una vastissima gamma di tinte e variazioni dinamiche. Il dominio della forma è quello dell’ interprete di classe e la padronanza tecnica di livello assoluto, da virtuosa di alto rango, la mette in grado di dominare senza il minimo problema le grosse difficoltà presentate da una parte solistica ideata su misura da Shostakovich per il formidabile virtuosismo di un artista leggendario come David Oistrakh. Ma quello che ho apprezzato maggiormente in questa esecuzione è stato il carisma interpretativo e la capacità dimostrata dalla virtuosa cagliaritana nel creare atmosfere timbriche estremamente raffinate nel primo e nel terzo movimento, dove le sonorità quasi spettrali del violino si combinavano splendidamente con i timbri e i colori di un’ orchestra in ottimo stato di forma. Dal punto di vista tecnico, Anna Tifu ha mostrato tutta la sua abilità in particolare nella lunghissima cadenza conclusiva della Passacaglia, suonata in maniera assolutamente impeccabile. Assolutamente avvicente poi è stata l’ aggressività sardonica che la Tifu è riuscita a conferire allo Scherzo e alla Burlesque finale, con una chiusa altamente spettacolare che ha scatenato l’ entusiasmo del pubblico della Liederhalle. Un’ esecuzione che ha segnato il gradito ritorno a Stuttgart di una solista che, ripeto ancora una volta, si può davvero considerare all’ altezza dei migliori nel panorama violinistico attuale.

Foto ©Mozart2006
Sul podio degli Stuttgarter Philharmoniker per questa serata era Adrian Prabava, direttore tedesco-indonesiano impostosi all’ attenzione del pubblico internazionale nel 2005 vincendo il Concours International de Jeunes Chefs d‘Orchestre de Besançon e che in seguito ha lavorato come assistente di Kurt Masur e Bernard Haitink prima di assumere l’ incarico di 1. Kapellmeister und stellvertretender Generalmusikdirektor al Theater Altenburg Gera dal 2006 al 2008. Un direttore di buona esperienza, che la lavorato con diverse orchesttre importanti in Germania e all’ estero, ottenendo giudizi positivi di pubblico e di critica grazie a una grande professionalità e sicurezza del suo modo di far musica. Forse l’ interpretazione della Akademische Ouverture di Brahms in apertura di programma sembrava un po’ carente di personalità, ma l’ ottimo sostegno orchestrale fornito alla solista nel Concerto di Shostakovich e la bella esecuzione della Fantasia Sinfonica Aus Italien op. 16 di Richard Strauss, opera giovanile del compositore bavarese ispirata ai poemi sinfonici di Berlioz e Liszt, erano pregevoli per il suono di bella qualità e i fraseggi molto pertinenti che Adrian Prabava è riuscito ad ottenere dagli Stuttgarter Philharmoniker grazie anche a una gestualità molto chiara ed efficace. Successo assai vivo per un concerto davvero molto benriuscito.
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Splendida interpretazione che si può riassumerete in purezza e profondità del suono, intonazione assoluta, dominio del virtuosismo, memoria prodigiosa e tanta poesia interpretativa !!
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