
Foto ©Staatsorchester Stuttgart/FB
Per il concerto inaugurale delle stagione sinfonica, la Staatsorchester Stuttgart ha ideato un programma piuttosto insolito affidato alla bacchetta di Tiyani Lu, trentaquattrenne direttrice nata a Shangai e cresciuta in Nuova Zelanda che dopo la vittoria in due importanti concorsi, la Sir Georg Solti International Conductors’ Competition di Frankfurt e il Premio Guido Cantelli, ha iniziato una carriera che l’ ha già portata ad esibirsi insieme a molte importanti orchestre internazionali. Da quello che si è visto in questa serata, si tratta di una musicista dotata di una tecnica direttoriale sicura ed efficace oltre che di una grande energia, carisma e capacità di ottenere dall’ orchestra tutto quanto richiesto tramite la mimica sul podio.
La serata iniziava con Largo and Allegro, brano per archi, pianoforte e timpani scritto nel 1963 da Giya Kancheli (1935-2019), compositore georgiano la cui produzione è stata diffusa in occidente soprattutto da Gidon Kremer, che gli ha anche commissionato alcuni lavori. Il taglio spiritualistico per cui la musica di Karcheli viene spesso paragonata a quella di autori come Arvo Pärt e John Taverner era molto evidente in questa composizione di raffinata scrittura evocante un’ atmosfera di arcaica sospensione temporale. A seguite, la prima esecuzione assoluta di The Order of Time, brano per percussioni e orchestra commissionato dalla Staatsorchester a Mischa Tangian, trentaseienne compositore nato a Mosca e formatosi prima a Düsseldorf e poi al King’s College London, che in questa partitura ha ideato una struttura polistilistica finalizzata a unire elementi della musica occidentale con una base ritmica eseguita da strumentisti della Babylon Orchestra, un Fusion Ensemble da lui fondato nel 2016 che nel suo repertorio accosta brani occidentali e mediorientali. La combinazione fra gli strumenti persiani e l’ orchestra sinfonica tradizionale era senza dubbio interessante, soprattutto per quanto riguarda le raffinate combinazioni ritmiche sovrapposte ad effetti orchestrali di grande fantasia.

Foto ©Staatsorchester Stuttgart/FB
La seconda parte del concerto proponeva una selezione dalle Danze Slave op. 46 e op. 72 di Dvořák, che per la loro struttura basata su melodie tratte dalla musica popolare si combinavano molto bene con il resto del programma. Qui Tiyani Lu ha messo in mostra tutto il meglio della sua personalità musicale in una lettura energica e ben sottolineata nelle linee melodiche oltre che di notevole gusto nella realizzazione della tavolozza timbrica quasi caleidoscopica che di questa musica è una tra le caratteristiche principali. La varietà di tinte e la raffinatezza di atmosfere sonore che la giovane direttrice è riuscita ad ottenere da una Staatsorchester Stuttgart devvero eccellente per precisione, compatezza e rotondità di suono, rendevano questa interpretazione assolutamente rimarchevole. Nel complesso, abbiamo ascoltato una prestazione molto notevole da parte di un giovane talento del podio che in questa occasione dimostrato di essere sicuramente in possesso di tutti i requisiti per fare una bella carriera. Successo cordialissimo da parte del pubblico della Liederhalle, che ha applaudito a lungo Tiyani Lu e l’ orchestra.
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