Festspielhaus Baden-Baden – Sol Gabetta e Mikko Franck

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Foto ©Andrea Kremper

L’ Orchestre Philharmonique de Radio France sta effettuando in questi giorni una tournée europea sotto la guida di Mikko Franck, che ne è il direttore musicale dal 2015 e terminerà il suo mandato alla fine della stagione in corso. Fondato nel 1937 con il nome di Orchestre radio-symphonique, il complesso attuale è il risultato della fusione, avvenuta nel 1976, fra le tre orchestre radiofoniche francesi e ha raggiunto una dimensione di rango internazionale a partire dal 1989 con la direzione stabile di Marek Janowski e quella del suo successore Myung-Whun Chung che l’ ha guidato sino al 2015 lasciando successivamente il posto a Mikko Franck, direttore finlandese uscito anche lui dalla Sibelius Academy di Helsinki, una scuola da cui proviene una quantità impressionante di direttori attivi presso tutte le grandi orchestre mondiali. Per fare qualche nome, oltre a Franck, a Esa-Pekka Salonen e a Santtu Matias Rouvali che dal 2021 è diventato il nuovo Music Director della Philharmonia Orchestra, ci sono quelli di Jukka-Pekka Saraste, Osmo Vänskä, Hannu Lintu, Pietari Inkinen, Sakari Oramo a cui si sono agiunti in epoca recente due giovanissimi talenti come Klaus Mäkela e Tarmo Peltokoski. Credo non esista, in tutto il mondo, un’ altra scuola di direzione che abbia ottenuto simili risultati.

Mikko Franck, oggi quarantacinquenne, ha iniziato gli studi musicali come violinista e a partire dai soui esordi sul podio si è progressivamente guadagnato una reputazione che lo ha portato a collaborare con tutte le grandi formazioni sinfoniche mondiali ottenendo grandissimi successi di pubblico e di critica con le sue interpretazioni di autori come Sibelius, Brahms, Tschaikowsky, Strauss e dei grandi compositori francesi. Il programma da lui scelto per questa tournée che ha toccato anche il Festspielhaus Baden-Baden iniziava con l’ Ouverture dall’ opera Béatrice et Bénédict di Berlioz, il suo ultimo lavoro, composto nel 1862 su un testo tratto dalla celebre commedia shakespeariana Much Ado About Nothing e che proprio a Baden-Baden ebbe la sua prima rappresentazione assoluta. Mikko Franck ne ha dato un’ esecuzione vivace e briosa, con una bella leggerezza di tinte strumentali ottimamente realizzate da un’ orchestra che ha dimostrato un eccellente grado di preparazione.

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Foto ©Andrea Kremper

Come solista in questa tournée, l’ Orchestre Philharmonique de Radio France ha invitato sol Gabetta, quarantatrenne violoncellista argentina che da più di quindici anni si è imposta come una fra le migliori virtuose del suo strumento e ha raggiunto una grande popolarità anche grazie alla fantasia creativa dei suoi programmi e dei suoi dischi, come ad esempio quelli di duetti insieme a Patricia Kopatchinskaja e Cecilia Bartoli che hanno ottenuto un grande successo di vendite. Per la sua esibizione a Baden-Baden la violoncellista sudamericana ha scelto il Concerto in mi minore op. 85 di Elgar, un brano da lei presentato nelle maggiori sale da concerto mondiali e registrato in un album pubblicato nel 2010 dalla RCA, segnalato come Editor’s Choice dalla rivista inglese Gramophone. All’ ascolto dal vivo, Sol Gabetta ha dimostrato senza dubbio di meritare pienamente la considerazione di cui gode da parte del pubblico e della critica. Si tratta senz’ altro di una concertista di alta classe, preparatissima dal punto di vista tecnico, in grado di sfoggiare un suono rotondo, caldo, vibrante e ricchissimo nella dinamica. Dal punto di vista interpretativo, il fraseggio è contraddistinto da una carica espressiva e da un’ ampiezza di respiro davvero molto notevoli e la cantabilità appassionata con cui sono state rese le frasi più intense della partitura di Elgar, a partire dallo struggente recitativo iniziale, dimostrava eloquentemente la personalità spiccata di una strumentista matura e dotata di grande personalità. Una prestazione di notevole rilievo, perfettamente sostenuta dalla bacchetta di Mikko Franck, attentissimo nel calibrare colori e pesi strumentali in perfetta sintonia con la solista che ha ripagato i lunghi applausi del pubblico del Festspielhaus con un originale fuori programma, Flamengo del compositore spagnolo Rogelio Huguet.

Nella seconda parte, Mikko Franck e l’ Orchestre Philharmonique de Radio France hanno presentato una bella esecuzione della Sinfonia in re minore di César Franck, un brano di grande bellezza le cui esecuzioni in concerto non sono purtroppo frequentissime. Accolta freddamente al suo apparire, non tanto presso il pubblico, che seguiva e apprezzava Franck anche come organista nella chiesa di Sainte Clotilde a Parigi, quanto nell’ambiente dei musicisti e dei professori di conservatorio che la trovarono poco francese e troppo legata al modello beethoveniano, specie per quello che riguarda il senso della costruzione, cioè la cosiddetta forma ciclica, che consiste nella scelta e nella elaborazione di cellule tematiche che si rincorrono e si integrano nei vari movimenti e conferiscono alla composizione un nesso organico e unitario, la Sinfonia in re minore è stata successivamente rivalutata a livello critico ed è entrata a far parte del repertorio concertistico in maniera abbastanza stabile. La direzione di Mikko Franck si è fatta apprezzare soprattutto per la bellezza delle tinte strumentali e i fraseggi mobili, nervosi e scattanti nel movimento iniziale seguiti dalla cantabilità nobile conferita all’ Allegretto in si bemolle minore con la stupenda melodia affidata al corno inglese, una tra le più belle invenzioni timbriche della partitura, messa in splendida evidenza. Energica e animata era anche l’ esecuzione del Finale, a concludere in maniera eccellente un’ interpretazione di notevole rilievo da parte di un direttore che ha mostrato una maturità musicale e una capacità analitica sicuramente degne di un musicista di alta classe. Successo vivissimo.


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