
Foto ©IHWA/FB
La Hugo-Wolf-Akademie, storico sodalizio didattico e concertistico fondato nel 1967 dal compositore Hermann Reutter che richiamò in vita il progetto dell’ Hugo-Wolf-Verein la cui attività ebbe inizio nel 1898 per merito dell’ avvocato Hugo Faißt, amico intimo e sostenitore di Hugo Wolf, occupa un posto di rilievo fra le istituzioni culturali di Stuttgart. L’ associazione organizza, oltre a masterclasses tenute dai massimi interpreti del Lied e all’ Internationale Wettbewerb für Liedkunst, anche una stagione concertistica nella quale si alternano cantanti di fama e giovani interpreti segnalatisi nei corsi. Per il primo appuntamento del ciclo dei Galeriekonzerte che si tengono nella sala conferenze della Staatsgalerie, il principale museo della città, è stata invitata Fleur Barron, giovane mezzosoprano nata in Irlanda del Nord da padre inglese e madre originaria di Singapore, che sotto la guida artistica di Barbara Hannigan ha iniziato una carriera concertistica che la sta portando a esibirsi in moltre fra le più importanti sale concertistiche internazionali. Suo partner per questa serata era il sessantacinquenne pianista inglese Julius Drake, considerato uno dei maggiori specialisti odierni nel campo del Lied e collaboratore di molti cantanti illustri in teatro e in incisioni discografiche più volte insignite di premi e riconoscimenti da parte della stampa specializzata.

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Per la sua serata di esordio qui a Stuttgart, Fleur Barron ha presentato un programma che sotto il titolo HOME(land) raggruppava musiche di compositori di diverse nazionalità, comprendente anche brani di autori cinesi e una prima esecuzione assoluta: un Lied del venticinquenne Kian Ravaei, nato a Los Angeles da genitori iraniani, su un testo della poetessa Forough Farrokhzad, famosa per essere stata una tra le prime a denunciare la situazione femminile nella società iraniana, in particolare il ruolo della donna nel matrimonio convenzionale e le prevaricazioni maschili della sua nazione. Gli altri punti salienti del concerto erano i Lieder di Brahms, Berg e Ravel oltre al ciclo Detskaja di Mussorgsky, uno tra i maggiori capolavori di tutta la letteratura musicale ispirata all’ infanzia. Chiudevano la serata alcune canzoni di Charles Trenet, che insieme a Maurice Chevalier fu uno tra i più illustri cantautori francesi, l’ ultima delle quali era la celebre Boum! del 1938, quasi la colonna sonora degli spensierati anni prima dello scoppio della guerra in Francia.
Oltre a una voce di timbro assai gradevole e tecnicamente molto ben gestita, Fleur Barron ha messo in mostra nel concerto una notevole versatilità nel cantare in sei lingue diverse con molta proprietà di accento. In particolare erano molto apprezzabili le belle intuizioni di fraseggio nei Vier Lieder op. 2 di Alban Berg e nei brani di Ravel, oltre alla verve e alla piquanterie con cui la giovane cantante ha eseguito le canzoni di Trenet in maniera spiritosa e coinvolgente dimostrando notevoli doti comunicative, sostenuta in maniera pressochè perfetta dal pianismo di Julius Drake, abilissimo nell’ assecondare tutte sue le intuizioni di fraseggio. In complesso una gran bella serata, caratterizzata da una grande varietà di atmosfere, che il pubblico ha dimostrato di apprezzare.
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