
Insieme alle Liederabende di stampo classico, la Internationale Hugo-Wolf-Akademie propone regolarmente anche programmi concepiti in maniera inusuale. Una serata di questo genere è stata l’ occasione per ascoltare nuovamente Julian Prégardien, trentanovenne tenore nativo di Frankfurt proveniente da una famiglia di illustri tradizioni musicali (suo padre è il famoso tenore Christoph Prégardien e il soprano Julia Kleiter è sua cugina) oggi considerato uno tra i migliori liederisti della giovane generazione, che qui a Stuttgart mi aveva profondamente impressionato quasi due anni fa in una fulminante lettura del celebre ciclo Die schöne Müllerin di Franz Schubert in una serata della Musikfest. Ricordando quel concerto davvero memorabile, sono andato ad ascoltare con grande curiosità Prégardien che in questa occasione presentava un programma costruito partendo dalla Winterreise, un altro ciclo schubertiano che senza il minimo dubbio è da considerare tra i vertici assoluti nel repertorio del Lied romantico. Il cantante assiano ha sviluppato questo progetto, che ha avuto la sua prima esecuzione pubblica al Global Art Song Kongress der MHS Freiburg, insieme alla giovane pianista spagnola Neus Estarellas e alla musicologa Natasha Loges, docente alla Musikhochscule di Freiburg.

Foto ©IHWA/FB
In pratica il programma era concepito in modo da mettere a confronto una decina di brani della Winterreise, eseguiti in ordine sparso, con musica vocale proveniente dalle culture africane, sudamericane, slave, siriane, turche e orientali. A realizzare il filo conduttore della serata provvedeva Natasha Loges, che nei suoi interventi parlava dell’ idea di viaggio e confronto di civiltà ispirata dalla musica e dai testi del ciclo liederistico schubertiano. L’ idea era sicuramente molto interessante e realizzata con intelligenza, grazie alla qualità complessiva della parte musicale e alla capacità comunicativa dimostrata dalla Loges nelle sue presentazioni, condotte con garbo e ricchezza di dettagli.

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Naturalmente il nucleo espressivo del concerto era costituito dai brani schubertiani. I ventiquattro Lieder della raccolta Die Winterreise furono composti fra la primavera e l’ autunno del 1827, come specificato nel titolo completo apposto dal musicista allo spartito autografo: Winterreise. Ein Cyclus von Liedern von Wilhelm Müller. Für eine Singstimme mit Begleitung des Pianoforte komponiert von Franz Schubert. Op. 89. Erste Abtheilung (Lied I–XII). Februar 1827. Zweite Abtheilung (Lied XIII–XXIV). October 1827. Capolavoro indiscutibile della letteratura vocale di tutti i tempi e di tutte le epoche, il ciclo è da sempre considerato un banco di prova obbligatorio per i cantanti che si cimentano con questo repertorio. Per rendere pienamente l’ atmosfera di cupa e disperata malinconia che caratterizza quella che molti studiosi schubertiani hanno definito “una Via Crucis in ventiquattro stazioni”, nella quale i testi di Wilhelm Müller e la musica di Schubert creano il lancinante ritratto di un emarginato sociale dai tratti cupi, quasi da eroe byroniano, un ribelle che combatte inutilmente contro un destino avverso che lo schiaccia, occorre infatti un interprete dotato di eloquenza espressiva e inventiva di fraseggio.

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Julian Prégardien è a mio avviso uno fra i due o tre massimi interpreti liederistici della nostra epoca e anche in questa occasione ha dato una superba prova della sua classe. La voce del tenore assiano è di bel colore, chiaro e luminoso, messo in rilievo da una tecnica eccellente che rende il suono timbrato e omogeneo in tutta l’ estensione. L’ interprete è dotato di una personalità interpretativa spiccata e originale, che lo rende capace di utilizzare l’ ampia gamma dinamica consentitagli dal suo strumento per animare e colorire la scansione del testo con una perfetta resa delle atmosfere espressive. Ottimamente sostenuto dal pianismo elegante ed espressivo di Neus Estarellas, abilissima nell’ adattare il suono ai colori e all’ espressività del canto, Prégardien ha conquistato l’ attenzione del pubblico della sala da concerto della Hoschschule für Musik und Darstellende Kunst, pubblico intervenuto assai numeroso sin dall’ inizio con i colori di morbida, quasi allucinata melanconia e il fraseggio dolce e sfumato con cui ha cantato il desolato commiato di Der Leiermann. Il cantante di Frankfurt è riuscito a creare un’ atmosfera generale di malinconia amara e disillusa, ottimamente sottolineata dalle sfumature di un fraseggio che rivelava uno scavo analitico della parola e un dominio delle sfumature davvero da liederista di grande classe, chiudendo la serata con un Gute Nacht squisitamente cesellato con un’ infinità di variazioni dinamiche. Ottima era anche l’ esecuzione delle musiche di genere etnico, che sono state rese in maniera assolutamente esemplare. In una così grande varietà di stili vocali, Julian Prégardien ha messo in mostra una ammirevole versatilità oltre a doti naturali da intrattenitore consumato, come si è visto anche nei Volkslieder eseguiti come fuori programma. Alla fine il pubblico ha applaudito in maniera convinta tutti i protagonisti di un concerto davvero interessante e impostato con grande originalità.
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