Simon Rattle e Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks – Idomeneo

BRSO Idomeneo Rattle Solisten 20231216 (c)BR-Astrid Ackermann

Foto ©BR/Astrid Ackermann

Sir Simon Rattle ha iniziato la sua prima stagione da Chefdirigent della Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, succedendo al defunto Mariss Jansons. Da anni il direttore di Liverpool ha sviluppato un intenso rapporto di collaborazione con l’ orchestra bavarese e la sua nomina a Chefdirigent era data per certa in tutto l’ ambiente musicale tedesco. E si è trattato di una scelta senza alcun dubbio felice, sia per il rapporto di reciproca stima stabilitosi da tempo fra Rattle e i musicisti dell’ orchestra, sia per i pregevoli risultati finora raggiunti dal direttore britannico sul podio della formazione bavarese, alla quale lo lega da anni una stretta relazione artistica. Rattle del resto ha un rapporto speciale con la Germania: ha mantenuto la residenza a Berlino anche dopo la fine del suo contratto con i Philharmoniker, e nel 2021 ha chiesto e ottenuto la cittadinanza tedesca. Da tempo io sostengo che Sir Simon Rattle sia senza alcun dubbio un grande direttore, tra i migliori della nostra epoca anche se la critica italiana, sulla falsariga di quella statunitense, lo tratta con sussiego per motivi che sinceramente non comprendo, visto che si è esibito solo due o tre volte in Italia. Negli anni in cui ho potuto seguire il suo lavoro con i Berliner Philhamoniker agli Osterfestspiele di Baden-Baden ho ascoltato da lui diverse interpretazioni pregevoli, soprattutto nel repertorio novecentesco e nelle opere di Wagner: le sue esecuzioni del Tristan e del Parsifal a Baden-Baden, insieme alla formidabile Walküre di un paio d’ anni fa e al magnifico Siegfried dello scorso febbraio a München, sono sicuramente da includere tra le più belle serate wagneriane che io abbia visto negli ultimi decenni. Un direttore completo, molto stimato dalle orchestre per la collegialità e cordialità del suo modo di lavorare, che a Berlino ha svolto un lavoro comunque importante anche nel campo dell’ educazione e della comunicazione mediatica, per esempio contribuendo in maniera determinante alla creazione della Digital Concert Hall per le trasmissioni in diretta streaming dei concerti, primo esperimento del genere in Europa.

BRSO Idomeneo Rattle 20231216 (c)BR-Astrid Ackermann

Foto ©BR/Astrid Ackermann

Dopo il grande successo dei due Antrittskonzerte dedicati a Die Schöpfung di Haydn e alla Sesta Sinfonia di Mahler, per il terzo programma della sua stagione inaugurale Rattle ha scelto di eseguire in forma di concerto l’ Idomeneo, uno tra i capolavori assoluti del teatro mozartiano, presentato nella versione originale del 1781 con alcuni piccoli tagli nei recitativi. Una partitura ricca e complessa, che costituisce uno dei primi e più impressionanti saggi della genialità teatrale di Mozart per la vastità di respiro e la maestria nel trattamento di scene corali grandiose e di arie squisite per raffinatezza di scrittura vocale e strumentale. Rattle ama molto quest’ opera e l’ ha diretta in diverse produzioni, la più recente delle quali è stata quella del marzo scorso alla Staatsoper unter den Linden con la regia di David McVicar, accolta da un grandissimo successo di pubblico e di critica. Sfruttando al massimo le caratteristiche del formidabile complesso bavarese, a giudizio unanime una tra le migliori formazioni sinfoniche mondiali, il maestro inglese l’ ha diretta da interprete di grande livello, confermando una volta di più la sua classe di musicista e il suo senso del racconto teatrale che lo mette sempre in grado di trovare il giusto ritmo narrativo. Gli impasti ricchi e fluidi che il direttore di Liverpool ha saputo ricavare dagli splendidi strumentisti della sua orchestra, il respiro conferito ai vasti affreschi corali magnificamente evidenziati dall’ esecuzione dello straordinario Chor des Bayerischen Rundfunks e la raffinatezza squisita dei colori strumentali erano le caratteristiche salienti di un’ interpretazione davvero esemplare per coerenza e sagacia di scelte. Alla fine, restava solo un lieve rimpianto costituito dal fatto che Rattle abbia deciso di non eseguire le danze finali: sarebbe stato un autentico godimento sentirle da questa orchestra sotto la sua direzione. Ad ogni modo, quella che abbiamo ascoltato è stata una prova davvero superba da parte di un direttore che si conferma tra i più intelligenti e interessanti interpreti di oggi.

BRSO Idomeneo Rattle Dreisig 20231216 (c)BR-Astrid Ackermann

Foto ©BR/Astrid Ackermann

Per la compagnia di canto, Sir Simon Rattle ha scelto tre elementi che avevano lavorato con lui nella produzione berlinese sopra citata. Il quarantaquattrenne tenore londinese Andrew Staples ha impersonato il protagonista con grande senso dello stile e un fraseggio intenso, anche se la voce presenta spesso nasalità non troppo gradevoli. Anche le colorature della celebre aria Fuor dal mar ho un mare in seno, pur nella versione semplificata che quasi tutti gli interpreti eseguono, sono state rese con una bella sicurezza. Il giovane tenore olandese Linard Vrielink ha cantato ottimamente le due arie di Arbace, entrambe ricche di fascino musicale anche se spesso inspiegabilmente omesse nelle normali esecuzioni. Magdalena Kožená non ha una voce di quelle che ti fanno innamorare al primo ascolto, ma possiede sufficiente esperienza e personalità per caratterizzare Idamante come una figura tormentata e ricca di dignità.

BRSO Idomeneo Rattle tutti 20231216 (c)BR-Astrid Ackermann

Foto ©BR/Astrid Ackermann

Ma a mio giudizio le prestazioni vocali più interessanti della serata sono venute dalle altre due protagoniste femminili, due soprani francesi di nascita considerate fra le voci più notevoli delle ultime generazioni. La Ilia della trentasettenne Sabine Devieilhe era davvero notevole per l’ intensità commossa del fraseggio e la qualità del suono, in particolare nei pianissimi dolci e ben timbrati che la cantante normanna è riuscita a trovare nell’ aria Se il padre perdei. Elsa Dreisig, trentaduenne soprano franco-danese da qualche anno lanciatissima a livello internazionale, che io ero molto curioso di ascoltare per la prima volta dal vivo dopo averla apprezzata in numerose dirette radiofoniche e streaming, ha risolto la difficile parte di Elettra con una sicurezza tecnica davvero molto notevole e grande personalità interpretativa. La voce è a mio avviso un po’ leggerina per le esigenze del ruolo, ma la Dreisig ha una classe di fraseggiatrice che le ha permesso di rendere molto bene gli accessi di furore della principessa figlia di Agamennone e di trovare accenti espressivi intensi e partecipi dell’ aria del secondo atto Idol mio nella quale la giovane cantante ha messo in mostra un legato fluido e mezze tinte davvero pregevoli. Molto buona anche la prova di Allan Clayton, subentrato all’ ultimo momento della parte del Gran Sacerdote e un vero lusso la presenza di Tareq Nazmi, una tra le migliori voci gravi dell’ ensemble della Bayerische Staatsoper, nell’ intervento risolutivo della Voce Celeste. Il successo è stato assolutamente trionfale e il pubblico che riempiva sino all’ ultimo posto disponibile la Herkulessaal della Residenz ha applaudito per parecchi minuti tutti i protagonisti. La prima stagione di Sir Simon Rattle alla guida della Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks ci offrirà sicuramente altre serate meritevoli di un viaggio sino a München.


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