
Foto ©Oliver Röckle
Una tra le caratteristiche particolari nei programmi della Stuttgarter Kammerorchester è la collaborazione con personalità musicali di tipo particolare. Una di queste è appunto Lera Auerbach, cinquantaduenne artista nata in Russia e da diversi anni residente a New York, che all’ attività compositiva affianca quelle di pianista, direttrice d’ orchestra e scrittrice oltre a prodursi anche nel campo della pittura e della scultura. Nel suo concerto alla Liederhalle la Auerbach si è esibita dirigendo e suonando un programma dedicato al clasicismo viennese nel quale ha inserito Eterniday (Homage to W. A. Mozart), un pezzo da lei composto su commissione della Staatsorchester Rheinische Philharmonie Koblenz che lo ha eseguito per la prima volta il 25 aprile 2010 sotto la direzione di Daniel Raiskin. Il brano, strumentato per archi, celesta e tamburo basso, ebbe una gestazione curiosa perché la partitura originale andò perduta in un incendio nell’ appartamento newyorkese di Lera Auerbach, causato da un cortocircuito, e fu poi ricomposto dall’ autrice in forma modificata. La struttura è quella di un Concerto Grosso, con gli archi divisi in due gruppi che si contrappongono, e il lavoro è pensato come una sorta di omaggio ai soggiorni in Koblenz del giovane Mozart. Musicalmente molto piacevole da ascoltare, il pezzo è notevole per la varietà delle atmosfere dinamiche e l’ estrema pulizia della scrittura che si concretizza in effetti sonori di grande raffinatezza. La Stuttgarter Kammerorchester lo ha eseguito in maniera assolutamente impeccabile, mettendo in mostra tutta la sua lunga esperienza nel repertorio contemporaneo.

Foto ©Oliver Röckle
Per la sua performance pianistica Lera Auerbach ha scelto il Concerto in do minore K. 466 di Mozart, che ha suonato in maniera accentuatamente drammatica mettendo in evidenza tutte le connessioni stilistiche di questo lavoro con quelli della prima maniera beethoveniana, della quale in parecchi punti anticipa lo stile. Molto bella in particolare mi è sembrata l’ esecuzione della Romanze centrale, resa con grande nobiltà di fraseggio e scrupolosa attenzione alla struttura delle linee melodiche. All’ inizio e alla fine del programma stavano due composizioni di Haydn, l’ Ouvertire dall’ opera L’ isola disabitata e la Sinfonia N° 49 La Passione, unica partitura nell’ intero cospus sinfonico haydniano ad essere scritta in tonalità di fa minore. Qui la Stuttgarter Kammerorchester ha messo in mostra tutte le sue migliori qualità. Il suono è morbido, compatto e ricco di armonici, con archi dal timbro fluido e pieno e fiati di buona intonazione e luminosità timbrica. La personalità sonora è senza dubbio quella di un’ orchestra di rango, che risponde in maniera eccellente alle sollecitazioni della bacchetta. Lera Auerbach, che tecnicamente è una direttrice sicura e affidabilissima, ha sfruttato al meglio le qualità del complesso per una lettura caratterizzata da sonorità omogenee e di bella qualità complessiva, sottolineando opportunamente le scansioni ritmiche e marcando molto bene il passo complessivo dell’ esecuzione, che appariva molto convincente per vitalità di fraseggio e chiarezza nella sottolineatura dei dettagli. In una Mozastsaal piena sino all’ ultimo posto disponibile, il pubblico ha tributato un caloroso successo alla musicista russo-americana e all’ orchestra.
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