
Foto ©Ludwigsburger Schlossfestspiele
Il programma 2023 dei Ludwigsburger Festspiele, finalmente tornati completamente al normale svolgimento dopo tre edizioni pesantemente mutilate a causa delle follie covidare, si è concluso con un ottimo successo complessivo di pubblico e di critica. Secondo i dati ufficiali forniti alla stampa, circa 22500 spettatori hanno assististo alle 54 serate di 44 produzioni, con una media dell’ 82% di biglietti venduti e 15 appuntamenti che hanno fatto registrare il tutto esaurito. Inoltre, il nuovo ciclo di concerti gratuiti all’ aperto ogni venerdì sera nella Marktplatz è stato visitato da circa 3650 persone. Sono dati che in complesso equivalgono e in qualche caso superano quelle precedenti il periodo della pandemia, a testimonianza del fatto che il pubblico vuole dimenticare quei tre anni orribili e tornare ad ascoltare musica e che la nuova impostazione della rassegna ideata da Jochen Sandig, che dal 2020 riveste la carica di Intendant come successore di Thomas Wördehoff, riscuote il gradimento degli spettatori.
Come è tradizione da 25 anni, l’ evento finale del festival era il classico concerto all’ aperto denominato Monrepos Open Air, anch’ esso di nuovo svoltosi senza assurde limitazioni. 7365 spettatori sono venuti ad assistere al concerto, che si tiene nella splendida cornice del parco del Seeschloss Monrepos. Si tratta di una serata sinfonica il cui programma è dedicato al grande repertorio popolare e viene conclusa da uno spettacolo di fuochi artificiali. Un evento che col tempo è diventato uno degli appuntamenti immancabili per tutti gli appassionati della zona, che arrivano a frotte sia in auto che con bus navetta da tutte le città del vicinato per godersi due ore di musica in un ambiente rilassato, con la possibilità di fare anche un picnic e trovare un po’ di sollievo dalla calura imperante in mezzo ai castagni secolari del parco del Monrepos, antica palazzina di caccia dei re del Württemberg annessa nel XIX secolo al complesso del Residenzschloss e del Lustschloss Favorite.

Foto © Ludwigsburger Schlossfestspiele
Come sempre avviene, il programma ufficiale del concerto che vedeva protagonisti l’ Orchester der Ludwigsburger Festspiele e Ryan McAdams, quarantunenne direttore nativo di St. Louis, è stato introdotto dall’ esibizione dei sessanta ragazzi dell’ orchestra del Goethe-Gymnasium diretti da Benedikt Vennefrohne, il loro insegnante di musica, che hanno eseguito brani di Brahms e Dvořák dando prova di buona preparazione e compattezza d’ insieme, suonando con disinvoltura ed entusiasmo. Subito dopo iniziava la parte ufficiale della serata, quest’ anno dedicata a brani sinfonici basati su ritmi di danza ispanoamericani. Nella prima parte, abbiamo ascoltato l’ Ouverture dal Candide e le Symphonic Dances da West Side Story di Leonard Bernstein seguite dal poema sinfonico An american in Paris di George Gershwin, autore che Bernstein ha sempre indicato come suo modello. Dal punto di vista della qualità musicale, l’ orchestra dello Schlossfestspiele suona assai bene, soprattutto tenendo conto del fatto che si tratta di un complesso stagionale anche se guidato ai primi leggii da strumentisti appartenenti a formazioni sinfoniche autorevoli come la Staatsorchester Stuttgart e la SWR Symphonieorchester. Ryan McAdams, direttore statunitense formatosi come assistente di Alan Gilbert e poi di Lorin Maazel, è un musicista dotato di ottime qualità tecniche oltre che di un gesto chiaro, elegante ed efficace. La consapevolezza stilistica, l’ incisività di fraseggio e i toni appassionati conferiti nella seconda parte agli interludi dalla Carmen di Bizet, ai brani di Astor Piazzolla e alla celebre Danza ritual del fuego da El amor brujo di Manuel De Falla erano di livello davvero eccellente anche per il senso infallibile del ritmo che il giovane musicista ha dimostrato di possedere.

Foto ©Ludwigsburger Schlossfestspiele
Come sfondo sonoro allo spettacolo di fuochi artificiali che chiude da sempre il Monrepos Open Air, quest’ anno è stato prescelta la Danza final Malambo dal ciclo Estancias op. 8 del compositore argentino Alberto Ginastera. Io frequento da molti anni questa serata al Monrepos e devo dire che l’ effetto spettacolare dello show pirotecnico è sempre altamente emozionante e di grande effetto. Come sempre accade, la serata si è conclusa in un clima festoso, con il pubblico che ha applaudito a lungo l’ orchestra e Ryan Mcadams, che nell’ esecuzione delle danze di Ginastera ha ottenuto effetti strumentali di livello davvero eccellente, scatenando l’ orchestra in una vera e propria esplosione di colori strumentali che si adattava prefettamente a quelli visivi prodotti dai fuochi d’ artificio. Anche per quelli che dalla musica cercano qualcosa di più del semplice piacere auditivo, ogni tanto fa bene assistere a una serata di grande repertorio sinfonico. In questo senso, la formula del concerto nel Monrepospark continua ad essere efficace nel suo rivolgersi sia agli intenditori che a coloro i quali cercano da un concerto solo la possibilità di passare un paio d’ ore a rilassarsi.
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