
Foto ©Holger Schneider
Un complesso con una grande tradizione esecutiva nel campo del repertorio moderno e contemporaneo come l’ SWR Vokalensemble non poteva esimersi dal partecipare alle iniziative per celebrare il centesimo anniversario della nascita di György Ligeti. Per questa occasione il complesso vocale di Stuttgart ha impaginato un programma che accostava musiche di Ligeti a brani di due autori contemporanei, l’ ungherese Márton Illes e il ceco Martin Smolka, che è stato eseguito in una tornée europea prima di approdare a Stuttgart nel cartellone della Musikfest. Ho già parlato più volte dell’ approfondimento scrupoloso e continuo che l’ SWR Vokalensemble porta avanti da anni nel campo della musica del nostro tempo. A partire dalle prime prove tenutesi nella primavera del 1946 in un locale della Neckarstraße sotto la denominazione di Kammerchor von Radio Stuttgart in una città semidistrutta dopo la fine della guerra, l’ SWR Vokalensemble, pur eseguendo abitualmente il grande repertorio corale classico, ha infatti focalizzato il suo lavoro sull’ esecuzione della musica vocale contemporanea imponendosi nel corso degli ultimi decenni come complesso di riferimento nel campo della Neue Musik. Più di 250 prime esecuzioni assolute di brani composti da autori come Luigi Nono, Penderecki, Carl Orff, Mauricio Kagel, Peter Eötvös, Wolfgang Rihm, Stockhausen, Hans Zender e Vinko Globokar, esibizioni internazionali presso tutti i massimi festival, una cospicua serie di incisioni discografiche insignite dei massimi riconoscimenti come il Preis der Deutschen Schallplattenkritik, il Diapason d’ Or, il premio Choc de la musique e per quattro volte l’ Echo Klassik Preis sono i risultati che testimoniano l’ eccellenza assoluta dell’ SWR Vokalensemble, oggi considerato unanimemente come il miglior coro attivo nel campo della musica contemporanea.

Foto ©Holger Schneider
La parte celebrativa della serata, in cui l’ SWR Vokalensemble era diretto da Yuval Weinberg, il trentatreenne musicista nativo di Tel Aviv che dall’ ottobre 2019 è succeduto a Marcus Creed nel ruolo di Chefdirigent del gruppo, comprendeva brani per coro a cappella di Ligeti spazianti in un arco temporale compreso tra il 1946 e il 1983. Appartenenti al periodo giovanile trascorso in patria dal compositore ungherese erano i pezzi scritti su testi di poeti ungheresi ancora influenzati dallo stile popolare che caratterizza molta parte della produzione del musicista. Seguiva quello che io ritengo un vertice dell’ arte di Ligeti, ossia il il Lux aeterna per coro misto a sedici voci, un’ affascinante trenodia di squisita fattura dall’ effetto quasi ipnotico nella sua atmosfera sonora preziosamente rarefatta. Nella seconda parte la chiusura era affidata a un altro esempio dello stile più maturo e compiuto del musicista magiaro, le Drei Phantasien nach Friedrich Hölderlin scritte nel 1982. Il tipico stile di Ligeti, basato su un lavoro di cesello nell’ impiego dei microintervalli, viene qui impiegato per ottenere effetti di contrasto tramite l’ inserimento di improvvisi e rapidi squarci melodici su una base armonica nella quale l’ utilizzo insistito dei tritoni contribuisce a creare un’ atmosfera cangiante e rarefatta. La prima parte era completata da Chorrajzok per coro a ventiquattro voci di Márton Illés, autore particolarmente legato alla città di Stuttgart dove ha presentato in prima esecuziome assoluta diversi suoi lavori come ad esempio Emily Dickinsons Uhr per soprano, quattro clarinetti ed elettronica e appunto Chorrajzok, commissionato dall’ SWR Vokalemsemble che lo ha presentato in prima assoluta durante questa tournée. L’ altro pezzo che completava la seconda parte era Walden the Distiller of Celestial Dews per coro a cappella e percussioni, scritto nel 2000 sempre su commissione della SWR dal compositore praghese Martin Smolka, anche lui collaboratore frequente del gruppo vocale. La musica di Martin Smolka evidenzia influssi stilistici derivati dal post webernismo, dagli autori minimalisti e dalla musica sperimentale americana. Quello che si percepiva all’ ascolto del brano era una sorta di vortice timbrico evocante effetti di rumori e suoni di natura ottenuto tramite un impiego insistito di una scrittura microintervallare spinta fino ai sesti di tono e una scomposizione fonetica delle parole estremamente complessa.
Per quanto riguarda l’ esecuzione, è difficile trovare aggettivi adeguati a descrivere la bravura incredibile e la perfezione tecnica con cui l’ SWR Vokalensemble è in grado di eseguire queste musiche. Sotto la guida attentissima e scrupolosa di Yuval Weinberg il coro ha esibito una serie di virtuosismi timbrici davvero di altissima scuola e una sbalorditiva gamma dinamica e coloristica nel mettere in evidenza tutte le preziosità di scrittura e tutte le complesse strutture formali dei brani eseguiti. Un concerto veramente di altissimo livello, che conferma in pieno la statura artistica straordinaria di questo complesso corale che attualmente ha ben pochi rivali al mondo nell’ interpretazione di questo tipo di repertorio. Il pubblico, che riempiva quasi al completo la Mozartsaal della Liederhalle, ha seguito con una concentrazione ammirevole questi novanta minuti di musica non facile nè di immediata comprensione e alla fine ha tributato un successo trionfale a Yuval Weinberg e ai cantanti del gruppo, giusta conclusione per una serata assolutamente esemplare nella sua elevatissima qualità artistica.
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