
Foto ©Reiner Pfisterer
L’ edizione 2023 dei Ludwigsburger 2023 prevede, come sempre, una interessante serie di concerti dedicati alla musica da camera. La maggior parte degli appuntamenti si tengono nella splendida cornice del Residenzschloss, uno tra i massimi capolavori dell’ architettura barocca tedesca, costruito tra il 1704 e il 1733 per iniziativa del Duca Eberhard Ludwig von Württemberg su un progetto iniziale ideato da Johann Friedrich Nette; successivamente, la costruzione venne ampliata dall’ architetto italiano Donato Giuseppe Frisoni, che per la concezione di insieme si ispirò allo stile della Reggia di Versailles e vi aggiunse i giardini del Blühendes Barock, con giochi d’ acqua e grotte e successivamente si occupò anche della ristrutturazione complessiva del centro storico di Ludwigsburg. Oggi il Residenzschloss, oltre ad ospitare una parte delle serate del festival e di varie altre manifestazioni culturali, è uno dei monumenti tedeschi più visitati dai turisti, che arrivano da tutta la Germania e dall’ estero per ammirare le stupende decorazioni interne, il museo delle porcellane antiche, quello della moda e la collezione di quadri settecenteschi proveniente dalla Staatsgallerie Stuttgart. Di solito, i concerti solistici e di musica da camera si tengono nella bellissima Ordenssaal, uno spazio stupendamente decorato che costituisce una tra le principali attrattive del palazzo.
Per il primo appuntamento nello Schloss abbiamo ascoltato Midori, la celebre violinista giapponese che da poco ha festeggiato il quarantesimo anno di una splendida carriera iniziata quando, appena undicenne, suonò alla Carnegie Hall con la New York Philharmonic diretta da Zubin Mehta. Oltre alla sua attività concertistica che l’ ha portata a suonare in tutte le più prestigiose sale del mondo e con le più grandi orchestre, Gotō Midori (questo è il suo nome completo) ha alle spalle studi di psicologia coronati da un Master’s Degree alla New York University e si dedica ad attività benefiche tramite una sua fondazione che opera per l’ educazione musicale dei ragazzi di New York e in collaborazione con un istituto giapponese organizza corsi per far conoscere la musica classica occidentale ai bambini dei paesi asiatici. In definitiva, quindi, un bel personaggio oltre a una violinista che con le sue doti di carisma e comunicativa unite a una tecnica eccezionale si è imposta da tempo come una tra le più grandi virtuose della nostra epoca. L’ arte di Midori è documentata da una nutrita serie di registrazioni discografiche, tra le quali io prediligo in particolare lo stupendo CD dei Concerti di Tschaikowsky e Shostakovich con Claudio Abbado e i Berliner Philharmoniker.

Foto ©Reiner Pfisterer
Nel suo recital alla Ordensaal, la violinista nipponica ha presentato un programma comprendente la Seconda e la Terza Sonata di Bach seguite dalla celebre Partita in re minore, insieme a due brani di compositori contemporanei ispirati alla musica bachiana. Molto interessante era a mio avviso Nun komm del cinquattottenne compositore e organista francese Thierry Escaich, dal 1994 titolare dello strumento posto nella chiesa parigina di Saint-Étienne-du-Mont e autore di una vasta produzione con lavori per diversi organici strumentali. Nun komm, per violino solo, è un pezzo scritto nel 2001 la cui melodia principale, derivata dal celebre Corale per l’ Avvento più volte usato da Bach nelle sue composizioni, è al centro di lunghi passaggi polifonici in uno stile che ricorda vagamente quello di Shostakovich. Tecnicamente davvero spattacolare era Passagen, brano del 2011 scritto dal compositore e sassofonista americano John Zorn e basato sulle quattro note B-A-C-H che corrispondono al nome del musicista secondo la notazione anglosassone, dalla scrittura estremamente virtuosistica che impegna l’ esecutore in tutte le acrobazie estreme possibili sul violino come le doppie corde, gli armonici e il pizzicato con la mano sinistra, tutte risolte da Midori con una souplesse da autentica virtuosa di classe mondiale.

Foto ©Reiner Pfisterer
Per quanto riguarda le Sonate e Partite di Bach, l’ interpretazione di Midori è conosciuta dal pubblico tramite una riuscita incisione discografica di qualche anno fa e un successivo DVD, entrambi recensiti molto positivamente dalla stampa specializzata. La violinista di Osaka suona questa musica con un perfetto senso della misura, una rivisitazione moderna dello stile tradizionale che evita i vibrati esagerati e i portamenti e si caratterizza per un fraseggio spiritualmente intenso, sottolineato dal timbro prezioso, scuro e vellutato dello splendido Guarneri del Gesù “ex Huberman” del 1734 che Midori ha ottenuto in affido perpetuo dalla Hayashibara Foundation. L’ eleganza sovrana e la perfezione nell’ uso dei rubati con cui la virtuosa nipponica ha realizzato i passaggi polifonici delle Sonate erano davvero qualcosa di notevole. Bellissimo in particolare l’ attacco iniziale della Sonata in do maggiore, con uno stupendo pianissimo appena sostenuto e quasi senza vibrato, che introduceva magnificamente una Fuga suonata con forza espressiva e accorto uso dei vibrati. Superfluo lodare poi la perfetta condotta dell’ arco, la sicurezza virtuosistica nei passaggi tecnicamente impegnativi e la sicurezza dell’ intonazione sfoggiati da Midori. Vertice espressivo del concerto era sicuramente la Partita in re minore che concludeva il programma, culminante in una Ciaccona suonata con intensa carica espressiva, un fraseggio ampio e nobile, un suono di una bellezza commovente e un tono di umanità commossa e severa al tempo stesso. Davvero una grande prova di una violinista che è senz’ altro da considerare un modello di perfezione esecutiva. Il pubblico di Ludwigsburg ha applaudito a lungo Midori, che ha chiuso la sua esibizione con una superba lettura del Preludio dalla Partita in mi maggiore.
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