
Foto ©Harald Hoffmann
La nuova generazione di musicisti sta esprimendo una serie di talenti veramente ragguardevoli. Tra quelli che negli ultimi tempi si sono messi in mostra vale la pena di segnalare i giovani del Trio E.T.A., un nome che vuol essere un omaggio al grande scrittore E.T.A. Hoffmann. Si tratta di Elene Melpariani (violino), Till Schuler (cello) e Till Hoffmann (pianoforte), tre ragazzi del nostro Baden-Württemberg, il piú vecchio dei quali ha 26 anni, che nello scorso gennaio sono stati proclamati vincitori del prestigioso premio SWR2 New Talent dopo aver ricevuto altri riconoscimenti come il Preis des Deutschen Musikwettbewerbs, il Sonderpreis des Rotary-Clubs Bonn e il Preis der Freunde junger Musiker Deutschland. Dopo averli conosciuti tramite alcuni video dei quali mi aveva particolarmente colpito quelli del meraviglioso primo tempo dal Trio N° 2 in do minore di Mendelssohn registrato alla SWR e altri, uniti al loro primo CD registrato per la Genuin Records di Leipzig e pubblicato da poco in cui mettono in mostra una maturità interpretativa di molto riguardo oltre a una classe strumentale di primissimo ordine, ho avuto la possibilità di ascoltarli dal vivo in un concerto al Neckar Forum di Esslingen per la stagione della Sks. In linea generale, direi che posso confermare le impressioni positive da me riscontrate negli ascolti delle registrazioni. I tre giovani strumentisti del Trio E. T. A. suonano benissimo, con un dominio tecnico e una preparazione assolutamente completi, un suono d’ insieme omogeneo timbrato in tutta la gamma dinamica e un temperamento interpretativo davvero notevole. Ma questo non è raro al giorno d’ oggi. Ho avuto più volte occasione di scrivere nei miei resoconti che nella nostra epoca si sta affermando una generazione di giovani concertisti dal livello di preparazione elevatissimo, tanto da far pensare ad una vera e propria epoca d’ oro soprattutto per quanto riguarda i violinisti e i pianisti. La cosa che mi interessa verificare in questi casi è se e come tali qualità tecniche siano al servizio di una personalità musicale definita e dopo questo recital a Esslingen posso confermare che i tre ragazzi possiedono in pieno questa caratteristica.
Tutto questo è apparso evidente sin dal primo brano del programma, che era il Trio in la minore attribuito a Brahms, scoperto nel 1924 e pubblicato quattordici anni dopo, un brano che a me sembra assolutamente opera del compositore amburghese anche se gli studiosi esprimono ancora qualche dubbio in proposito e qui eseguito con una carica emotiva e una perfezione musicale notevolissime, soprattutto pensando che si tratta di musicisti ancora molto giovani. La maturità stilistica dei ragazzi del Trio E. T. A. è poi stata confermata dall’ elegantissima lettura del Trio in mi bemolle maggiore Hob.XV:10, in cui si imponeva particolarmente all’ attenzione il pianismo scintillante del ventiseienne Till Hoffmann, attivo come i suoi coleghi anche da solista e vincitore di numerosi concorsi importanti.
Nel Trio in fa diesis minore op. 1 N° 1 di César Franck che occupava la seconda parte della serata veniva fuori al meglio tutta la personalità interpretativa dei ragazzi, a partire dalla perfetta realizzazione dei pianissimi trasparenti delle battute iniziali e del progressivo crescere della temperatura emotiva sino all’ esplosione della chiusa. Dopo la virtuosistica lettura dell’ Allegro molto che nel pezzo ha la funzione di Scherzo, nella carica passionale con cui è stato eseguito l’ ultimo tempo si mettevano in luce le sonorità piene e timbrate dei due strumentisti ad arco, la venticinquenne violinista Elena Maipariani che suona un Montagnana del 1740 e il ventireenne violoncellista Till Schuler con il suo strumento di scuola italiana del 1840. La capacità di far musica insieme e di ascoltarsi reciprocamente, un requisito fondamentale per chi si accosta alla musica da camera, è apparsa molto ben sviluppata in questi ragazzi che oltre alla loro classe di strumentisti hanno dimostrato in questa serata di possedere una personalità assolutamente originale e una consapevolezza stilistica che può sicuramente metterli in grado di realizzare cose molto interessanti nei prossimi anni. In poche parole, il Trio E. T.A. è un gruppo da seguire con attenzione. Grande successo alla conclusione del concerto. Ennesima conferma del fatto che abbiamo dei giovani veramente straordinari!
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