Stuttgarter Kammerorchester – Anfang und Ende

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Foto ©Oliver Röckle

Con il titolo Anfang und Ende (inizio e fine) la Stuttgarter Kammerorchester ha presentato un programma composto da brani appartenenti all’ inizio e alla fine della parabola compositiva di Mozart eseguito, oltre che alla Liederhalle, in altre tre città: Aschaffenburg, Göppingen e Dornbirn. Questo appuntamento rappresentava anche la prima collaborazione dell’ orchestra con Pierre-Laurent Aimard, sessantacinquenne pianista lionese allievo di Yvonne Loriod, oggi considerato una vera e propria autorità nel campo della musica contemporanea come appartenente alla formazione originaria dell’ Ensemble InterContemporain e per le sue celebri interpretazioni di autori come Boulez, Messiaen, Stockhausen, Ligeti e Tristan Mourail, molti dei quali da lui presentati in prima esecuzione assoluta. Oltre al repertorio degli autori del nostro tempo, Aimard è anche apprezzatissimo interprete degli autori del classicismo viennese, come documentato dalle sue famose incisioni dei Concerti di Beethoven insieme a Nikolaus Harnoncourt e dall’ integrale dei Concerti per piano di Mozart eseguiza nel 2006 insieme alla Chamber Orchestra of Europe per le celebrazioni del 250° anniversario della nascita del compositore. Oltre a questo, dal 2009 Aimard ha assunto la direzione artistica del celebre Aldeburgh Festival of Music and the Arts, fondato nel 1948 da Benjamin Britten.

Per la sua prima esibizione insieme alla Stuttgarter Kammerorchester, diretta in questa serata dal suo Chefdirigent Thomas Zehetmair, il pianista lionese ha scelto l’ ultimo Concerto di Mozart, quello in si bemolle maggiore K. 595. È l’ ultimo dei ventisette composti da Mozart per questa combinazione strumentale ed ebbe una gestazione piuttosto lunga perché fu iniziato nel 1788 e terminato solo tre anni più tardi, il 5 gennaio 1791. Mozart stesso suonò la parte solistica alla prima esecuzione pubblica, avvenuta il 4 marzo dello stesso anno nella Konzertsaal dell’ Hoftraiteurs Ignaz Jahn nella Himmelpfortgasse. Questa serata viennese fu anche l’ ultima apparizione pubblica di Mozart come concertista. L’ esecuzione è stata davvero degna della fama di Aimard come interprete del classicismo viennese. Scioltissimo ed elegantissimo nel fraseggio, il Mozart del pianista francese si caratterizza per la raffinatezza di un tocco attento a sottolineare ogni minima sfumatura. La perfetta tornitura delle linee melodiche realizzata tramite un legato di alta classe e un controllo millimetrico delle sfumature dinamiche era la caratteristica peculiare di un’ interpretazione che può essere sicuramente definita di riferimento assoluto. Una lettura ricca di sfumature, che sottolineava perfettamente, grazie anche a una sintonia assoluta con il complesso sttumentale, il tono di musica da camera che molti commentatori hanno evidenziato descrivendo questo brano. Bellissimo anche il brano di Ligeti eseguito da Aimard come fuori programma.

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Foto ©Oliver Röckle

In apertura di programma, Zehetmair e la Stuttgarter Kammerorchester hanno eseguito la Sinfonia N° 1 in mi bemolle maggiore K. 16, scritta nel 1764 a Londra da Mozart all’ età di otto anni e che rappresenta la sua prima prova in questa forma musicale, stilisticamente abbastanza influenzata dalla produzione orchestrale di Johann Christian Bach che Mozart aveva conosciuto a Londra, è stata resa con una bellissima freschezza di fraseggio e una grande cura nel dosaggio complessivo delle sonorità, che hanno permesso al maestro salisburghese di evidenziare pienamente nella sua esecuzione l’ eleganza fluida delle linee melodiche e la luminosità leggera della paletta timbrica, tipiche di questo Mozart agli inizi della sua straordinaria parabola creativa.

La seconda parte del programma era dedicata all’ esecuzione della Sinfonia Jupiter K.551 di Mozart. Qui la Stuttgarter Kammerorchester sotto la guida del suo Chefdirigent ha messo in mostra tutte le sue migliori qualità. Il suono è morbido, compatto e ricco di armonici, con archi dal timbro fluido e pieno e fiati di buona intonazione e luminosità timbrica. La personalità sonora è senza dubbio quella di un’ orchestra di rango, che risponde in maniera eccellente alle sollecitazioni della bacchetta. Per vivacità, scorrevolezza e scrupolo analitico nella realizzazione dei passaggi più elaborati la lettura di Zehetmair, basata su sonorità trasparenti e vibrato degli archi ridotto al minimo, si imponeva per la coerenza e il senso dello stile. A partire dal fraseggio teso e nervoso del primo movimento, esposto con una scelta di tempi molto vivace e ricca di slancio, il direttore austriaco ha trovato subito il giusto tono espressivo e una perfetta definizione dei contrasti. Molto ben riuscita anche la lettura dello splendido secondo movimento. Oltre alla freschezza di fraseggio, ricercatezza di tinte strumentali e coerenza di concezione, la lettura di Zehetmair si caratterizzava anche per le sonorità orchestrali morbide, sfumate e di grande trasparenza. Perfetta la resa dei passaggi contrappuntistici, che la condotta di fraseggio impostata dal podio sottolineava splendidamente in tutti i particolari. Lunghi applausi alla fine di una bellissima serata, che il pubblico della Liederhalle ha dimostrato di apprezzare.


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