Internationale Bachademie Stuttgart – Salzburger Mozart

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Foto ©Holger Schneider

Per il terzo concerto della stagione 2022/23, la Bachakademie Stuttgart ha impaginato un bellissimo programma dedicato alle musiche scritte da Mozart durante il suo periodo di servizio alla corte di Salzburg. Una serata impreziosita dalla partecipazione di un eccellente quartetto di giovani voci oltre che da quella di Isabelle Faust, la cui presenza ha richiamato una gran folla di pubblico alla Liederhalle come accade per tutte le sue esibizioni da queste parti visto che la violinista è nativa di Esslingen am Neckar, e la sua magnifica interpretazione del Concerto in la maggiore K. 219 ha risposto pienamente alle aspettative del pubblico. Isabelle Faust, che suona lo Stradivari “Bella Addormentata” del 1709, ha un modo di far musica che non concede nulla all’ esibizionismo spettacolare ma si basa soprattutto sulla concentrazione espressiva e sulla tensione del fraseggio oltre che su un infallibile senso dello stile che le consente di adattare il suo violinismo sia alla prassi storicamente informata che alle orchestre tradizionali . Il suono è di timbro chiaro e squillante, non di grande volume ma ricco di sfumature affascinanti e messo in rilievo da una tecnica dell’ arco davvero impeccabile. Negli ultimi anni, Isabelle Faust ha raggiunto una maturità interpretativa che le consente risultati di rilievo assoluto, come nel caso di questa esecuzione sostenuta in modo eccellente da Hans-Christoph Rademann con una perfetta sintonia di concezione. Una prestazione che conferma la posizione di assoluto rilievo occupata da Isabelle Faust nel panorama concertistico del nostro tempo.

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Foto ©Holger Schneider

Per quanto riguarda la parte corale, Hans-Christoph Rademann e la Gaechinger Cantorey hanno aperto la serata con i Vesperae Solennes de Dominica K. 321, uno stupendo esempio della freschezza inventiva di Mozart, purtroppo di non frequente esecuzione concertistica. Nella seconda parte del programma, Rademann ci ha fatto ascoltare una splendida esecuzione della celebre Krönungsmesse in do maggiore K.317, uno tra i vertici assoluti nella produzione sacra del compositore salisburghese. In entrambi i brani il direttore sassone ha raggiunto vertici di assoluta eccellenza nel cesellare i dettagli e nel creare un’ atmosfera di splendida intensità nelle parti corali, perfettamente coadiuvato dalla Gaechinger Cantorey che per morbidezza di impasti vocali e echiarezza di articolazione del testo si conferma sempre di più come uno dei migliori complessi corali tedeschi del momento nel repertorio sacro. Un’ interpretazione ricca di espressività, oltre che di chiarezza nella definizione delle strutture contrappuntistiche, basata su tempi vivaci e scelte dinamiche molto accurate.

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Foto ©Holger Schneider

Tra i solisti, quattro fra le migliori giovani voci della scena tedesca attuale, splendida è stata la prova di Katharina Konradi, che ha messo in mostra i pregi di uno strumento vocale luminoso e di una preparazione tecnica assolutamente completa, dimostrandosi stilisticamente ottima e fraseggiatrice scrupolosa soprattutto nel lungo assolo dell’ Agnus Dei. Ottima anche la prova del mezzosoprano Anna Harvey, anche lei in possesso di una voce di accattivante freschezza utilizzata con gusto perfettamente calibrato. Eccellenti sono apparse anche le due voci maschili, che erano il tenore lipsiense Patrick Grahl e il trentanovenne basso-baritono croato Krešimir Stražanac, una tra le voci più interessanti uscite in questi ultimi anni dalla Hochschule für Musik und darstellende Kunst di Stuttgart, che collabora assiduamente con la Bachakademie. Perfetta la resa dei passaggi orchestrali, che la condotta di fraseggio impostata da Rademann sottolineava splendidamente in tutti i particolari, grazie alla prova assolutamente eccellente degli strumentisti della Gaechinger Cantorey. Nel complesso una bellissima serata, che il pubblico della Liederhalle ha dimostrato di apprezzare.


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