Staatsorchester Stuttgart – Cornelius Meister ed Emmanuel Tjeknavorian

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Foto ©Staatsorchester Stuttgart/FB

La Staatsorchester continua la serie degli appuntamenti sinfonici alla Liederhalle e per il terzo concerto del ciclo il Generalmusikdirektor Cornelius Meister ha potuto finalmente eseguire in pubblico un programma che era previsto per l’ estate del 2020 e poi cancellato a causa delle note vicende pandemiche, le cui disturbanti conseguenze hanno purtroppo tuttora lasciato tracce nella riduzione dei biglietti posti in vendita e nell’ obbligo di pass vaccinale e pezza facciale per gli spettatori. Nella prima parte del programma, dedicata a Jean Sibelius, il Concerto per violino in re minore op. 47 costituiva il debutto a Stuttgart del ventiseienne Emmanuel Tjeknavorian, violinista austriaco di origini armene che io avevo già ascoltato suonare questo brano due anni e mezzo fa a Baden Baden con Riccardo Chailly e la Filarmonica della Scala e che anche in questa occasione ha ripetuto la bella prova da me sentita in quell’ occasione, dimostrando nuovamente di possedere un talento davvero fuori dal comune. Una splendida esecuzione per bellezza e pienezza di suono, con una quarta corda incisiva e una perfetta intonazione in tutta la gamma. La tecnica è assolutamente impeccabile, il suono è pulito e timbricamente di grande qualità, grazie anche allo splendido strumento che il giovane Tjeknavorian adopera, uno Stradivari del 1698 dalla voce ambrata e piena. Perfettamente sostenuto dalla direzione ispiratissima di Cornelius Meister alla guida di una Staatsorchester Stuttgart impeccabile come compattezza e pulizia timbrica, il giovane virtuoso ha suonato con una carica espressiva e una varietà di colori tali da poter definire questa esecuzione come assolutamente esemplare. Già le battute iniziali, esposte con un pianissimo impalpabile ma perfettamente timbrato e una stupenda flessibilità agogica, rivelavano una personalità da concertista di alto profilo, impressione poi pienamente confermata nel procedere di un’ esecuzione che ha avuto i momenti più ragguardevoli nell’ Adagio. Il gusto squisito con cui Emmanuel Tjeknavorian  ha veramente “cantato” più che suonato questa pagina era più che sufficiente a confermare il valore davvero notevole di un’ artista già dotato di spiccata personalità interpretativa. Trascinante è apparsa a´nche l’ esecuzione del finale, in cui il giovane virtuoso armeno ha messo in mostra tutte le sue notevolissime capacità virtuosistiche. Un violinista dotato, che suona in modo incisivo e personale a dispetto dell’ ancor giovane età, da riascoltare assolutamente. Come bis, Tjeknavorian ha suonato, certamente in omaggio alle sue origini, la melodia Der Kranich del compositore armeno Komitas Vardapet.

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Foto ©Staatsorchester Stuttgart/FB

Nella seconda parte la Staatsorchester Stuttgart era attesa dalla sfida posta da una partitura impegnativa come Le Sacre du Printemps di Strawinsky, un pezzo le cui grosse difficoltà di scrittura costituiscono un banco di prova molto severo per le capacità dei complessi che lo affrontano. Sotto la direzione di Cornelius Meister, tesa, aggressiva e perfetta nella definizione delle strutture ritmiche, dal tono narrativo ampio ed intenso, la Staatsorchester ha esibito un vero e proprio caleidoscopio coloristico, in una prestazione virtuosisticamente ragguardevole per compattezza ed incisività sonora, con un’ ampiezza e varietà dinamica veramente eccellenti, soprattutto pensando che si tratta pur sempre di un’ orchestra d’ opera. Gli attacchi affilati e taglienti, le sonorità squassanti e aggressive ma senza mai degenerare in fracasso, io tono interpretativo teso e avvincente nella varietà delle atmosfere e dei fraseggi erano le caratteristiche di una prestazione ammirevole che ha confermato una volta di più il talento fuori dal comune del quarantaduenne direttore di Hannover e la qualità del suo lavoro con l’ orchestra di Stuttgart. Un’ esecuzione che posso definire tranquillamente tra le migliori che io abbia ascoltato negli ultimi anni di questo capolavoro assoluto della musica novecentesca, a concludere degnamente un concerto di livello davvero elevato. Trionfo finale per Cornelius Meister e la sua orchestra, con applausi di un’ intensità che faceva quasi dimenticare il numero ridotto degli spettatori ammessi in sala.


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4 pensieri riguardo “Staatsorchester Stuttgart – Cornelius Meister ed Emmanuel Tjeknavorian

      1. Tchumburidze sagt mir nun gar nichts… Was die Solisten bei Orchesterkonzerten angeht, gibt es sowie wenig Unterschiede zwischen Berlin und München zB sowie den anderen Klassikzentren.

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      2. Es ist schade, dass die RSOs keine eigenen Websites bekommen, BRSO ausgenommen, und beim SWR alle Orchester unter SWR Classic laufen, aber gut, die Konzertstreams sind viel besser aufbereitet als bei den Berlin er RSOs

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