
Foto ©Mozart2006
Il Forum am Schlosspark di Ludwigsburg ha finalmente riaperto i battenti, con i concerti del mese di luglio previsti nel cartellone cancellato a causa della pandemia. Pochi giorni prima, la direzione artistica ha presentato la stagione 2021/22, particolarmente ambiziosa in quanto prevede sessanta serate complessive suddivise fra musica, teatro e balletto. Per quanto riguarda gli appuntamenti musicali, oltre al ciclo di concerti della Bachakademie Stuttgart, il cartellone prevede la partecipazione di grandi interpreti come Sabine Mayer, Dmitry Masleev, il Moskauer Kathedralchor, Sophie Pacini, Veronika Eberle e Anna Prohaska, Tabea Zimmermann con la Bundesjugendorchester, Arabella Steinbacher e Alisa Weilenstein. Di alto livello anche la sezione dedicata alla danza, in cui si potranno vedere compagnie prestigiose come l’ Aterballetto, il Ballett du Grand Théâtre de Genève, il Ballet am Rhein, il Nederland Dans Theater e Les Ballets de Monte-Carlo. Un programma decisamente notevole, per una città con poco più di 100.000 abitanti.
Per la ripartenza post lockdown, abbiamo ascoltato il concerto della Kammerakademie Potsdam con Julia Fischer, la trentottenne violinista monacense che il pubblico della nostra zona ha applaudito diverse volte in questi ultimi anni e che, insieme ad Arabella Steinbacher, è probabilmente la virtuosa tedesca più interessante della giovane generazione. Julia Fischer ha studiato a München con Ana Chumachenco, virtuosa italo-argentina di origini ucraine il cui padre era stato allievo del celeberrimo Leopold Auer e che è stata una delle più reputate insegnanti tedesche, dalla cui scuola sono uscite anche altre giovani violiniste di grande talento come Arabella Steinbacher, Lisa Batiashvili e Veronika Eberle. La Fischer, che è anche un’ apprezzata pianista, ha assunto dal 2010 anni la successione della sua insegnante come Professorin alla Hochschule für Musik und Theater München. Ho ascoltato diverse volte la giovane violinista bavarese negli anni passati e devo dire che la sua maturazione artistica è stata finora costante e notevole. Il suono si ha guadagnato dal punto di vista del volume, restando comunque timbratissimo e penetrante; la tecnica è sicuramente quella di una virtuosa di alto livello per quanto riguarda la condotta dell’ arco e la nitida chiarezza con cui vengono risolti i passaggi di agilità.
Per questa esibizione come solista e direttrice dell’ ensemble di Potsdam, la Fischer ha suonato la Sinfonia Concertante in mi bemolle maggiore K. 364 di Mozart insieme a Nils Mönkemeyer, quarantatreenne violista nativo di Bremen e formatosi ad Hannover, che in questi ultimi anni si è imposto come uno tra i migliori musicisti della giovane generazione. Una esecuzione di altissima qualità, per equilibrio e respiro melodico. Soprattutto la struggente cantabilità del celebre secondo movimento è stata resa in maniera incantevole dal timbro argentato e morbidissimo che Julia Fischer ha tratto dal suo magnifico violino Guadagnini del 1742, in perfetta combinazione con gli arabeschi sonori e i colori ambrati della viola di Mönkemeyer, che suona uno strumento costruito da Philipp Augustin. Questa perfetta intesa tra due musicisti che suonano insieme da anni era la caratteristica migliore di un’ interpretazione assoluramente esemplare per morbidezza di suono, ricchezza di sfumature e nobiltà di fraseggio, perfettamente sostenuta dal suono pieno, rotondo e ricco di armonici di una Kammerakademie Potsdam apparsa in eccellente stato di forma.
Nella seconda parte della serata, Julia Fischer ha diretto dal leggio di Konzertmeisterin la Serenata in do maggiore op. 48 di Tschaikowsky. La Kammerakademie Potsdam, complesso nato nel 2001 dalla fusione dell’ Ensemble Orion Berlin con il Persius Ensemble di Potsdam e dal 2010 diretta dall’ italiano Antonello Manacorda, è un gruppo che unisce bellezza timbrica a compattezza e Rotondità di suono. Sotto la guida di Julia Fischer, i ventuno archi dell’ ensemble hanno realizzato un’ interpretazione di raffinata eleganza, con il valzer del secondo movimento marcato in maniera flessibile e una intensa sottolineatura delle melodie nella Elégie del terzo tempo. per poi concludere con un Finale di bella vivacità ritmica. Il pubblico, felice di ritrovarsi a teatro dopo tanti mesi, ha chiesto e ottenuto due fuori programma. Ci voleva davvero una serata del genere qui a Ludwigsburg, dopo tutto quello che abbiamo passato da un anno a oggi.
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