Musikfest Stuttgart 2021 – Barock & Jazz

Joosten Ellée_Adam Baldych_Stuttgarter Kammerorchester (c) Holger Schneider

Foto ©Holger Schneider

Dopo quasi tre anni, è tornata la Musikfest Stuttgart. Dopo l’ ultima edizione tenutasi nel 2018, la Internationale Bachakademie Stuttgart aveva deciso una pausa per poi riprendere con un nuovo format  che prevede la collaborazione con tutte le altre istituzioni musicali cittadine, da organizzare nel mese di giugno anzichè tra la fine di agosto e i primi di settembre. A causa delle ben note vicende, l’ edizione 2020 non ha potuto avere luogo e anche questo cartellone della ripartenza è stato pesantemente condizionato dal blocco culturale di otto mesi appena terminato, che ha costretto gli organizzatori a riprogrammare tutta la rassegna in un cartellone misto di appuntamenti dal vivo e digitali, con un accesso di pubblico limitato. Fortunatamente anche il programma rivisto ha mantenuto uno tra i principali motivi che rendono particolarmente interessante la Musikfest Stuttgart, che è senz’ altro la varietà delle proposte di programma. Accanto al repertorio bachiano e alla musica classica, gli appassionati durante la rassegna hanno la possibilità di assistere a serate che accostano vari generi, in una programmazione estremamente diversificata e innovativa. Si tratta di un aspetto che da sempre costituisce uno tra i punti caratterizzanti del festival organizzato dalla Internationale Bachakademie Stuttgart e che naturalmente la direzione artistica ha cercato di mantenere anche nella situazione limitativa che ha condizionato il cartellone di quest’ anno, il cui motto identificativo è #geschmacksache.

Un buon esempio di questa impostazione era la prima serata a cui ho assistito. Il Club Im Wizemann, ex struttura industriale sita nel quartiere di Bad Cannstatt e recentemente riconvertita in sala concertistica, ospitava un concerto della Stuttgarter Kammerorchester con un programma dedicato all’ accostamento di musica barocca e jazz.Si trattava della prima esibizione pubblica per il complesso fondato nel 1945 da Karl Münchinger, che a causa del blocco di tutte le attivitá culturali tedesche non ha potuto svolgere la stagione che avrebbe dovuto celebrarne il settantacinquesimo anniversario. Il management della Stuttgarter Kammerorchester è già al lavoro per sviluppare i nuovi progetti discografici e le tournées internazionali che, insieme alla costante affluenza di pubblico per i concerti in abbonamento a Stuttgart, confermano il successo di una formula progettuale tra le più interessanti del panorama musicale tedesco.

Adam Baldych_Stuttgarter Kammerorchester (c) Holger Schneider

Foto ©Holger Schneider

Per questa serata in cui riprendeva a far musica per il suo pubblico, la Stuttgarter Kammerorchester ha presentato un brano jazzistico incorniciato da due lavori di compositori barocchi legati alla città di Stuttgart: Johann Sigismund Kusser (1660-1725) e Johann Christoph Pez (1664-1716), che furono entrambi nominati dal duca Eberhard Ludwig alla carica di Hofkapellmeister della corte del Württemberg. Pez fu il successore di Kusser il quale lasciò il suo ufficio nel 1704 per trasferirsi in Inghilterra e poi a Dublino come Chappel-Master of Trinity College. Nei due brani qui presentati, che erano l’ Ouverture-Suite N°1 in sol minore dal Festin des Muses di Kusser e il Concerto Sinfonia  in sol maggiore per archi di Pez si percepivano chiaramente influssi stilistici derivati da autori francesi come Lully, che Kusser aveva conosciuto durante un soggiorno a Parigi ricevendo da lui consigli, e il cui stile venne imitato anche da altri autori della scuola tedesca come Georg Muffat e Johann Caspar Fischer. La Stuttgarter Kammerorchester, in questa serata diretta al leggio di Konzertmeister da Joosten Ellée, ventinovenne violinista originario dell’ Ostfriesland, fondatore a Lüneburg del Festival ultraBACH e prossimo direttore artistico della rassegna PODIUM Esslingen, ha esibito un timbro d’ insieme filologicamente aggiornatissimo e impeccabile, senza vibrato e trasparente nel timbro, con fraseggi di notevole vivacità ed eleganza espressiva. Il musicista jazz ospite era il trentacinquenne polacco Adam Bałdych che ha suonato in prima esecuzione assoluta il suo Jazz Violinkonzert scritto su commissione della Stuttgarter Kammerorchester. Il violinista originario di Gorzow, che suona regolarmente nelle più importanti rassegne jazzistiche internazionali come il Montreux Jazz Festival  e il cui album The New Tradition è stato premiato nel 2014 come migliore incisione jazz dell’ anno, ha mostrato in questa occasione tutto il meglio del suo stile in un pezzo decisamente notevole per inventiva e originalità di soluzioni compositive. Successo caldissimo anche se il pubblico in sala era limitato a circa cento spettatori. Ancora una volta la Musikfest si conferma tra le rassegne musicali tedesche più interessanti.


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