Abbiamo giá avuto modo di parlare altre volte a proposito di Joana Mallwitz, trentaquattrenne direttrice d’ orchestra originaria di Hildesheim la cui carriera sta assumendo una reputazione internazionale dopo il suo debutto della scorsa estate al Salzburger Festspiele con una nuova produzione di Cosí fan tutte che ha ottenuto grandi consensi di pubblico e di critica. La Mallwitz, che nel 2019 è stata nominata Dirigent des Jahres dalla rivista Opernwelt, è divenuta a partire dalla stagione 2018/19 Generalmusikdirektorin dello Staatstheater Nürnberg, succedendo a Markus Bosch. Dopo Simone Young all’ Oper Hamburg, si tratta della seconda donna a ricoprire una tale carica nella vita musicale tedesca. Del resto, le donne che si dedicano alla direzione d’ orchestra non sono più una eccezione da tempo anche se la stampa in qualche occasione non riesce ancora a superare i pregiudizi. Proprio la Mallwitz è stata protagonista di un episodio del genere quando, un paio di anni fa, è stata invitata per la prima volta qui a Stuttgart dalla SWR Symphonieorchester. Alla domanda di un giornalista che le chiedeva se per una donna non fosse troppo faticoso dirigere Der Ring des Nibelungen, la Mallwitz ha risposto con grande senso dell’ humour dicendo che non capiva dove fosse il problema, dal momento che una bacchetta da direttore pesa solo diciotto grammi. Del resto, questa giovane musicista ha alle spalle una carriera iniziata con il classico apprendistato da maestro collaboratore e assistente di Cornelius Meister ad Heidelberg e proseguita poi con la nomina a GMD del Theater Erfurt, ottenuta a soli ventisette anni, diventando l’ artista più giovane a ricoprire una tale carica in Europa. Joana Mallwitz in questi anni ha diretto in teatri di prestigio come l’ Oper Frankfurt (dove lo scorso anno, proprio poco prima della chiusura dei teatri dovuta alla pandemia, ha ottenuto un autentico trionfo personale con una nuova produzione di Salome allestita da Barrie Kosky), la Hamburgische Staatsoper, l’ Opera di Kopenhagen, la Bayerische Staatsoper e l’ Opernhaus Zürich, e durante i suoi anni da GMD a Erfurt si è costruita una fama abbastanza notevole fra gli appassionati e gli addetti ai lavori qui in Germania, per il suo lavoro nel campo del repertorio sinfonico svolto tramite concerti impostati in maniera molto innovativa nei quali lei stessa presentava e spiegava i pezzi dal podio, molto spesso con l’ aiuto di esempi al pianoforte.
Come è logico che sia, anche le grandi orchestre stanno invitando la giovane artista nativa del Niedersachsen a collaborare con loro e dopo i debutti sul podio della Philharmonia Orchestra, della City of Birmingham Symphony Orchestra, delle orchestre sinfoniche dell’ Hessiches Rundfunk e della SWR, della Royal Danish Orchestra e della Kremerata Baltica, la Mallwitz ha diretto per la prima volta anche la Konzerthausorchester Berlin in una serata trasmessa in diretta streaming anche dal canale franco-tedesco ARTE. L’ orchestra berlinese, che dal 1984 ha la sua sede permanente nello stupendo edificio della Schauspielhaus in Gendarmenmarkt, fu fondata nel 1925 come Berliner Symphonie-Orchester e poi fusa con i Berliner Philharmoniker nel 1932 a causa della crisi finanziaria imperante nella Repubblica di Weimar. Nel 1952 il complesso venne rifondato a Berlino Est sotto la direzione di Hermann Hillebrandt e si guadagnò una fama internazionale con Kurt Sanderling, che ne fu Chefdirigent dal 1960 al 1977. Durante gli ultimi vent’ anni, le direzioni stabili di Eliahu Inbal, Lothar Zagrosek e Iván Fischer hanno consolidato la fama e il livello dell’ orchestra, che dalla stagione 2019/20 ha nominato Christoph Eschenbach come nuovo Chefdirigent.
Avevo già ascoltato Joana Mallwitz in occasione dei suoi concerti qui a Stuttgart, prima con la SWR Symphonieorchester e poi con gli Stuttgarter Philharmoniker, e in entrambe le occasioni ne avevo riportato una impressione molto positiva. Si tratta di una musicista con idee chiare e ben definite, in possesso di un gesto sintetico e molto efficace nel trasmettere le indicazioni agli strumentisti oltre che di una personalità artistica di notevole livello abbinata a un tono interpretativo molto misurato, capace di trovare nel fraseggio accenti espressivi di giusta e intensa drammaticità senza mai cadere in toni troppo plateali. Tutto questo mi è apparso evidente anche nella serata alla Schauspielhaus, dove la Mallwitz ha diretto in maniera assai carica di entusiasmo nonostante l’ atmosfera emotivamente fredda causata dalla mancanza del pubblico in sala. Nella Ouverture dalla Zauberflöte la lettura di Joana Mallwitz si faceva apprezzare per la vivacità, la leggerezza del suono e l’ eleganza dei fraseggi. A partire dai tre celebri accordi di mi bemolle maggiore che aprono il brano, l’ esecuzione è apparsa efficace per l’ impostazione ritmica vivace e scattante, con un taglio lodevolmente caratterizzato da una scansione leggera e fluida, oltre che per la bravura tecnica nel coordinare le entrate degli strumentisti in una situazione che risultava, come sempre accade in questo periodo a causa delle distanze tra le varie sezioni imposte dai criteri di sicurezza, abbastanza complicata da gestire. Notevole, davvero da lodare, mi è sembrata l’ impostazione che la Mallwitz ha dato alla sua lettura della Sesta Sinfonia di Tschaikowsky, la celebre Patetica secondo il nome attribuitole dal fratello del compositore. La Mallwitz ne ha dato un’ interpretazione intensa ma assolutamente priva di eccessi retorici, coinvolgente al massimo nei suoi toni di asciutta e drammatica intensità. La giovane musicista di Heidensheim ha sfruttato le possibilità offertole da un’ orchestra di ottimo livello come la Konzerthausorchester per una lettura di grande coerenza e personalità, soprattutto nella raffinatezza delle scansioni ritmiche ottenuta nel secondo movimento e nel tono intenso e drammatico conferito dalla giovane direttrice all’ Adagio finale, in cui la sezione archi del complesso berlinese ha offerto una prestazione davvero decisamente di tutto riguardo, per compattezza di legato e precisione di cavata. In sostanza, un concerto di ottima qualità che ha riconfermato il talento di una sicura realtà del podio, in possesso di tutti i requisiti necessari per una carriera di alto livello. Aspettiamo di poter riascoltare Joana Mallwitz dal vivo, speriamo il più presto possibile
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