Anche la Bachakademie Stuttgart ha ripreso la sua attività dopo la pausa imposta dalla quarantena, con un concerto del coro della Gaechinger Cantorey diretta da Hans-Christoph Rademanntenutosi nel Rosengarten dell’ Hospitalhof, il centro spirituale della chiesa evangelica sorto dopo la guerra sullo spazio un tempo occupato dal Dominikanerkloster incorporando quanto restava della quattrocentesca Hospitalkirche, parzialmente distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e completamente ristrutturato tramite lavori terminati nel 2014. Sfruttando al meglio le possibilità evocative offerte dalla sede, Hans-Christoph Rademann ha impaginato un bellissimo programma dedicato al Lied corale romantico che è risultato estremamente affascinante. I dodici membri della Gaechinger Cantorey hanno aperto la serata eseguendo i diciotto Liebeslieder-Walzer op. 52 per coro e pianoforte a quattro mani di Johannes Brahms scritti tra il 1868 e il 1869 ed eseguiti per la prima volta nel Museumsaal di Karlsruhe. Insieme alle Danze Ungheresi, si tratta dell’ omaggio più rilevante tributato dal musicista amburghese al mondo dei motivi provenienti dalla danza popolare, che si traduce in brani caratterizzati da un penetrante fascino melodico e armonico e ricchi di crepuscolare tenerezza, pur nel tono complessivo di piacevole festosità, tipicamente viennese, che li contraddistingue dal principio alla fine. Per quanto riguarda l’ esecuzione, Rademann ha sfruttato al meglio le splendide capacità tecniche della Gaechinger Cantorey per un’ interpretazione ricchissima di finezze e incantevole nella sottolineatura estremamente attenta di tutti i dettagli delle linee melodiche. Pregevole anche il contributo di Sabine Layer e Manon Parmentier, le due giovani strumentiste che hanno realizzato in maniera assai efficace l’ accompagnamento pianistico. Di alto livello è stato anche il lavoro sull’ articolazione del testo. Nelle esecuzioni di Rademann alla guida della nuova Gaechinger Cantorey, uno degli aspetti più attraenti per l’ ascoltatore è proprio quello di poter capire con assoluta chiarezza tutti i minimi dettagli della parola cantata. Rademann sfrutta le possibilità offertegli dai suoi complessi per compiere un vero e proprio lavoro di cesello sulle sfumature testuali, che vengono sbalzate con una chiarezza e una evidenza assolute.
Di grande raffinatezza è apparsa anche l’ esecuzione dei brani tratti dalle due raccolte Lieder im Freien zu singen per coro misto a cappella op. 59 e op. 78 di Mendelssohn. Nel piccolo cortile dell’ Hospitalhof in cui il coro era posizionato dietro alle aiuole delle rose con un effetto visivo di grande bellezza, la freschezza melodica di questi brani in cui il compositore di Leipzig mescola sapientemente lo stile dei canti popolari con soluzioni di scrittura estremamente raffinate, come accade ad esempio nel celebre “Abschied vom Walde” op. 59 N°3 in cui la struttura strofica del testo di Joseph von Eichendorff è trattata con una serie di delicatissime sottigliezze strutturali, si univa alla suggestione evocata dal luogo per un risultato complessivo musicalmente davvero affascinante. Si tratta di brani che tutti i sodalizi corali tedeschi hanno nel loro repertorio e quindi amatissimi da un pubblico che li conosce quasi come una lingua materna. Il successo non manca mai quando vengono eseguiti in concerto e anche in questa occasione il pubblico è stato conquistato dall’ effetto complessivo scaturito dalla combinazione di musica e ambiente. Davvero una bella ripartenza, questa serata di livello assai raffinato che la Bachakademie Stuttgart ha presentato per poter riprendere contatto con il suo pubblico in attesa della prossima stagione, che dovrebbe avere inizio regolare nel prossimo mese di ottobre con i due cicli di Akademiekonzerte a Stuttgart e a Ludwigsburg già presentati alla stampa e al pubblico nelle scorse settimane.
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