Forum am Schlosspark – Kristian Bezuidenhout e Jan Caeyers

Foto ©Mozart2006

Si aprono in questi giorni ufficialmente le celebrazioni per il duecentocinquantesimo anniversario della nascita di Beethoven, che cadrà il 16 dicembre del prossimo anno. Molto opportuna è stata quindi la acelta del Forum am Schlosspark di Ludwigsburg, che ha inserito in cartellone un concerto di musiche del compositore di Bonn eseguite da due specialisti della prassi esecutiva storicamente informata come il pianista sudafricano Kristian Bezuidenhout e il direttore belga Jan Caeyers alla guida del complesso Le Concert Olympique, da lui fondato nel 2010. Jan Caeyers, che ha studiato a Vienna e ha iniziato la carriera come assistente di Claudio Abbado alla Gustav Mahler Jugendorchester dal 1993 al 1997, è uno tra i più accreditati specialisti odierni della musicologia beethoveniana, conosciuto a livello internazionale soprattutto per il suo volume biografico pubblicato nel 2009 e uscito tre anni dopo in traduzione tedesca con il titolo Beethoven. Der einsame Revolutionär. Il libro è diventato rapidamente un bestseller qui in Germania ed è stato successivamente tradotto in molte altre lingue, riscuotendo anche i consensi unanimi da parte della stampa specializzata per il rigore meticoloso della ricerca e l’ originalità dell’ approccio musicologico. Contemporaneamente, Jan Caeyers ha iniziato a mettere in pratica i risultati delle sue ricerche dedicando tutta la sua attività come direttore d’ orchestra a programmi beethoveniani concepiti ed eseguiti secondo un approccio rigorosamente storico. Il concerto da lui presentato a Ludwigsburg insieme al pianista Kristian Bezuidenhout in una tappa di una tournée nelle migliori sale da concerto tedesche, voleva infatti riprodurre il programma delle celebri Akademien viennesi in cui Beethoven si produceva come pianista improvvisatore, con l’ orchestra e come direttore. Non potendo per ovvi motivi riprodurre una delle improvvisazioni con cui Beethoven apriva questo tipo di serata, il programma iniziava con la Sonata in do minore op. 13 Patetica per poi proseguire con il Terzo Concerto op. 37 per piano e orchestra, sempre in tonalità di do minore. Kristian Bezuidenhout , quarantenne pianista e clavicembalista nato in Sudafrica ed emigrato nel 1988 in Australia con tutta la sua famiglia per ragioni politiche, è dal 2017 insieme a Gottfried von der Goltz il direttore artistico della Freiburger Barockorchester e da diversi anni si è specializzato nell’ esecuzione su strumenti d’ epoca come il pianoforte Érard del 1837 da lui utilizzato in questo concerto.

Foto ©Mozart2006

L’ esecuzione della Sonata, molto raffinata ed elegante nel fraseggio e non priva di energia a partire dal cupo suono dei tre DO, due MIb e due SOL dell’ accordo di apertura, era carattarizzata da un’ impostazione basata su una grande libertà agogica e dinamica, con sonorità leggere, parco uso del pedale e rubati di ampio respiro. Anche la lettura del Concerto N°3 in do minore di faceva apprezzare per l’ interpretazione di tono aristocratico ed elegante, che ha toccato i suoi momenti migliori nella resa ben definita delle architetture nel movimento iniziale e nella cantabilità nobile ed ispirata con cui Bezuidenhout ha reso il Largo centrale, chiudendo con una scintillante esibizione di tutto il meglio delle sue qualità virtuosistiche nel Rondò. Come bis, Bezuidenhout ha eseguito il Largo con gran espressione dalla Sonata op. 7. La direzione di Jan Cayers è stata ottima nell’ assecondare il solista e nel fornire un bel sostegno di colori realizzati da un’ orchestra tecnicamente assai ben preparata. Le Concert Olympique è un complesso belga formato da 50 elementi che non svolge un’ attività stabile ma si riunisce periodicamente per sessioni di lavoro e concerti in diverse città europee. Il nome dell’ orchestra è ispirato a quello della celebre istituzione Le Concert de la Société Olympique, attiva a Parigi fra il 1782 e il 1789 e che nel 1785 commissionò ad Haydn il celebre ciclo delle sei Pariser Sinfonien. Nella seconda parte del programma, Jan Cayers ha diretto il gruppo nella celebre Terza Sinfonia op. 55 Eroica. Una bella esecuzione dal punto di vista formale in cui l’ orchestra, che usa strumenti moderni con qualche elemento antico nella sezione fiati, ha messo in mostra un bel suono, molto pulito e senza quelle asprezze che caratterizzano troppo spesso le esecuzioni storicamente informate.

Dal punto di vista interpretativo, almeno per quanto mi riguarda, il giudizio in questo caso è lievemente più complesso. La concezione di Jan Caeyers è quella degli interpreti che si rifanno allo studio e al ripristino delle prassi esecutive secondo lo stile d’ epoca, che il direttore e musicologo belga ha già messo in pratica in una serie di incisioni discografiche dedicate alla produzione sinfonica del compositore di Bonn. Secondo questi criteri, Beethoven va distaccato dai suoi legami con il grande sinfonismo romantico e va piuttosto sottolineata la sua relazione con il mondo classico haydniano e mozartiano e con autori come Spohr, Cherubini, Diabelli e Mayr. C’ è molto di vero in tutto questo e non ho difficoltà ad ammetterlo, ma almeno per il mio gusto non si possono ignorare le profonde caratteristiche innovative su cui si basano partiture come la Terza Sinfonia, che costituiscono un deciso atto di cesura con tutto quanto avvenuto in precedenza e un tentativo audace e aperto di aprire nuove strade. Siamo d’ accordo che avrebbe poco senso riproporre i criteri esecutivi tipici dei grandi direttori di scuola romantica, ma questo non mi impedisce di dire che la grandezza delle architetture sinfoniche beethoveniane esce piuttosto sminuita da questo tipo di interpretazioni, nonostante la lucidità della direzione di Jan Caeyers, la precisione con cui sono stati resi i dettagli strumentali e la commossa espressività del fraseggio nella Marcia Funebre, che costituivano gli elementi sicuramente più interessanti di questa esecuzione. Ad ogni modo, per chi apprezza questo tipo di interpretazioni, quella che abbiamo ascoltato nella serata al Forum Schlosspark era sicuramente tra le migliori ascoltabili al giorno d’ oggi. Teatro gremito, e grande successo coronato dall’ Allegretto della Settima Sinfonia eseguito come fuori programma..


Scopri di più da mozart2006

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.