Per i lettori che hanno poca pratica di tedesco, qui la mia recensione tradotta in italiano
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Mi fido di quello che dici, ci mancherebbe, e rafforzo il mio pensiero a riguardo della regista De Beer che ho visto all’opera (si fa per dire) alla Bayerische Staatsoper in Suor Angelica dove ha preteso da quest’ultima, interpretata da Ermonela Jaho, di comportarsi, nella famosa scena dell’incontro, con sprezzo e violenza nei confronti della Zia Principessa, una idea assurda che poteva venire in mente solo a persone che non conoscono la storia che vorrebbero rappresaentare. Mi sono permesso, con mail al teatro, di stigmatizzare il suo lavoro con una feroce critica nei suoi confronti. Prima di decidere se andare a vedere un’opera guardo in primis il regista e se trovo quel nome abbandono senza ulteriori indugi.
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Immagino che ulteriori spiegazioni a quanto ho cercato di descrivere fossero contenute nel programma di sala, che io come sempre ho evitato di leggere per quella che considero una questione di principio. Secondo il mio modo di vedere, nella sua interpretazione del testo un regista deve spiegarsi esclusivamente tramite ciò che si vede sulla scena e se uno spettacolo richiede un chiarimento preliminare per essere compreso, ciò vuol dire che la produzione è sbagliata già in partenza. Come dice il Conte nel quarto atto delle Nozze di Figaro: “Tu sai che là per leggere io non desio d’ entrar”. Riprendendo una vecchia battuta di Fedele D’ Amico, anche all’ opera non è per leggere che desiamo d’ entrar.
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