Un vero e proprio trionfo di pubblico, di quelli che negli ultimi anni raramente si sono visti qui a Stuttgart, ha accolto l’ esordio ufficiale di Teodor Currentzis come Chefdirigent della SWR Symphonieorchester. Dopo la fulminante Nona di Bruckner del gennaio scorso, tutto il mondo musicale di queste parti è accorso alla Liederhalle per ascoltare la Terza Sinfonia di Mahler con la quale il direttore greco-russo ha voluto inaugurare la sua prima stagione da direttore stabile, dando di questo capolavoro un’ interpretazione assolutamente straordinaria per capacità espressiva e profondità di analisi. Per quanto mi riguarda, il concerto ha dissolto definitivamente i dubbi residui che avevo sulla figura di Currentzis. Senza discussioni, dopo questa serata posso affermare che siamo di fronte a un musicista di straordinaria classe, dotato di una personalità e di una forza evocativa che hanno pochissimi eguali tra i direttori del nostro tempo e che in questa occasione si è dimostrato interprete mahleriano di levatura assolutamente eccezionale, senza alcun dubbio tra i massimi nella nostra epoca.
Qui a Stuttgart il concerto era attesissimo: lo Stuttgarter Zeitung, il giornale più importante della città, aveva addirittura messo la foto di Currentzis e l’ annuncio del concerto come titolo di apertura della prima pagina. I biglietti per tutte le repliche sono andati esauriti con diverse settimane di anticipo e arrivando alla Liederhalle si poteva vedere una lunga fila di gente che, in attesa davanti alla cassa e fuori nella Robert-Bosch-Platz, cercava di procurarsi un ingresso all’ ultimo momento. Due giorni prima della serata inaugurale, Teodor Currentzis ha voluto dare inizio a un nuovo format di introduzione, da lui fortemente voluto, intitolato Currentzis Lab. Si tratta di incontri con il pubblico che il maestro greco-russo terrà prima di tutti i suoi appuntamenti della stagione, per spiegare i brani in programma e rispondere alle domande del pubblico. In una Mozartsaal letteralmente stipata di appassionati in gran parte giovani, Currentzis ha illustrato la sua concezione della Terza di Mahler analizzando anche incisioni storiche, con l’ ausilio di due pianisti e degli interventi della musicologa Renate Stark-Voit, vicepresidente della Internationale Gustav Mahler Gesellschaft Wien e direttrice della nuova edizione critica delle opere mahleriane. Currentzis, parlando in un inglese scorrevole e chiarissimo, ha illustrato la sua concezione della Terza Sinfonia analizzando in particolare l’ Adagio conclusivo che nella sua visione è un percorso di raggiungimento della salvezza eterna costellato da dubbi e paure, dimostrando notevoli doti di comunicatore oltre a grande disponibilità e cortesia nel rispondere alle domande del pubblico, attento e coinvolto durante tutte le due ore abbondanti della conferenza.
La sera del concerto, Teodor Currentzis ha messo in pratica fino in fondo, con una coerenza e lucidità infallibili, la sua idea interpretativa esposta nella prolusione. Il decorso del grandioso primo tempo era scorrevole, lucidissimo nei particolari, vitalissimo quasi come una traduzione in termini sonori delle analogie con Die fröhliche Wissenschaft, il libro di Friedrich Nietzsche il cui titolo Mahler aveva pensato di utilizzare per il suo lavoro. Sfavillante bellezza orchestrale e una cura attentissima nella realizzazione delle dinamiche erano le caratteristiche principali di un’ interpretazione tesa, vibrante ma senza la minima traccia di concessione alla retorica. Lo squisito lirismo del secondo movimento, con le sognanti linee melodiche suonate in maniera superba dagli archi della SWR Symphonieorchester, era davvero uno tra i momenti magici di questa superba interpretazione. Currentzis, oltre a essere un direttore tecnicamente preparatissimo, possiede come pochi altri maestri da me sentiti negli ultimi anni il carisma e la capacità di persuasione che lo rendono in grado di ottenere il massimo da un’ orchestra. Lo Scherzo iniziava in un’ atmosfera quasi grottesca, con sonorità a tratti aspre e taglienti punteggiate dai sarcastici incisi dei fiati fino all’ improvviso apparire della magica sciabolata di luce costituita dall’ assolo del corno da postiglione, eseguito in maniera assolutamente sensazionale da Jörge Becker, da anni prima tromba della RSO des SWR e ora del nuovo complesso. Sullo squisito pianissimo orchestrale con cui iniziava il quarto movimento, la voce ambrata e i toni ammonitrici quasi da Erda di Gerhild Romberger, insieme ai magnifici assoli di violino della Konzertmeisterin Natalie Chee, preparavano l’ inizio dell’ ascesa mistica conclusiva che proseguiva con il tono fantastico, quasi allucinato in una sorta di sospensione temporale, dell’ Armer Kinder Bettlerlied. Qui Currentzis cesellava stupendamente i motivi semplici e le armonie depurate che arieggiano il tono arcaico della ballata popolare, messo in risalto anche dalla partecipazione di due complessi corali di altissimo livello come la sezione femminile del MDR Rundfunkchor Leipzig e le voci bianche del Knabenchor collegium iuvenum Stuttgart preparati da Hannes Reich, in un clima espressivo che introduceva magnificamente il secondo intervento del contralto, concluso da quell’ inciso melodico che Mahler riutilizzerà nel Lied Das himmlische Leben posto a conclusione della Sinfonia N°4.
Dopo che l’ ultimo rintocco delle campane si spegneva lentamente, cominciava l’ Adagio finale. Nell’ ultimo tempo Currentzis ha compiuto il vero e proprio capolavoro della sua interpretazione: credo di non aver mai ascoltato prima, nelle dieci o quindici volte in cui ho ascoltato la Terza di Mahler dal vivo e nelle incisioni discografiche a me note, una simile tensione espressiva e un senso dell’ esposizione di questo livello. Per il direttore greco-russo, come lui stesso aveva esposto a parole nella sua presentazione, l’ Adagio della Terza è un cammino verso la salvezza eterna punteggiato di timori e momenti di dubbio, da lui magnificamente sottolineati tramite l’ asprezza conferita a certe dissonanze. Con una progressione drammatica perfetta, l’ orchestra esplodeva letteralmente nella perorazione melodica degli archi che conduce direttamente alla sezione conclusiva. Qui Currentzis ci ha fatto ascoltare un esaltante esempio della sua tecnica direttoriale riuscendo a conferire una spazialità progressiva, quasi tridimensionale a un suono di una luminosità abbagliante che nelle battute finali evocava una luce spirituale e metafisica di un’ intensità quasi insostenibile. Dopo l’ ultimo accordo orchestrale, il pubblico della Liederhalle è rimasto in un silenzio attonito per circa mezzo minuto prima di esplodere in una vera e propria tempesta di applausi, come raramente si è visto finora da queste parti. Per più di dieci minuti gli spettatori hanno tributato ovazioni frenetiche a un Currentzis felice ed esausto e a un’ orchestra quasi incredula di aver potuto realizzare un simile capolavoro esecutivo. Con questa interpretazione, che senza dubbio va collocata fra le migliori esecuzioni della Terza ascoltate negli ultimi decenni, Currentzis ha definitivamente conquistato il pubblico di Stuttgart: personalmente, io aspetto con il massimo interesse i suoi prossimi concerti con la SWR Symphonieorchester, anche per la profonda intesa e consonanza che il nuovo Chefdirigent sembra aver stabilito con i musicisti dell’ orchestra. Ci sarà da discutere dopo le sue esecuzioni, magari in qualche caso anche da dissentire, ma di sicuro non ci si annoierà mai con questo musicista a volte controverso, qualche volta radicale nelle sue concezioni ma che in questa serata ha dato la definitiva dimostrazione di una profondità di ispirazione e di una classe esecutiva assolutamente straordinarie, davvero da interprete di altissimo livello. Un direttore che quando si misura con il grande repertorio sinfonico dell’ Ottocento e Novecento, possiede tutte le caratteristiche dell’ interprete di genio e la capacità di coinvolgere al massimo gli strumentisti con cui collabora. La vita musicale di Stuttgart sarà enormemente arricchita dalla presenza di un maestro come lui.
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