SWR Symphonieorchester 2017/18 – Abo-Konzert 3

Foto ©swrclassic.de

Accanto ai concerti di maestri prestigiosi e di lunga esperienza come Christoph Eschenbach, Herbert Blomstedt, David Zinman e Sir Roger Norrington, la stagione 2017/18 della SWR Symphonieorchester presenta una serie di programmi diretti da giovani promesse della bacchetta. Due di questi concerti sono stati affidati a Omer Meir Wellber, trentaseienne direttore israeliano che qui in Germania si è fatto conoscere prima come assistente di Daniel Barenboim alla Staatsoper Unten den Linden e successivamente tramite alcune produzioni di successo alla Semperoper Dresden e alla Bayerische Staatsoper. Nato a Be’er Scheva nel Distretto Meridionale di Israele e discendente da una famiglia di ebrei russi emigrati, Wellber si è formato nella sua città di origine e dopo aver lavorato con tutte le principali orchestre del suo paese ha iniziato una interessante carriera internazionale che lo ha portato a esibirsi regolarmente, oltre che in Germania, in Italia e in Spagna dove dal 2011 al 2014 è stato direttore stabile del Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia. Oltre ad avere alle spalle una discreta attività come compositore, Wellber è impegnato in Israele anche nel campo dell’ integrazione sociale tramite il progetto Sarab – Strings of change da lui fondato nel 2015 insieme al mandolinista Jacob Reuven, finalizzato a sviluppare offerte di educazione musicale per i giovani beduini di Rahat, che tramite questi corsi hanno la possibilità di accedere al Conservatorio di Be’er Sheva per studiare insieme ai giovani musicisti ebrei.

Come molti lettori italiani certamente sapranno, le interpretazioni di Omer Meir Wellber hanno spesso diviso il pubblico e la critica a motivo di scelte abbastanza estreme e contrastanti nell’ approccio alle partiture. Dopo aver ascoltato alla radio diverse sue esecuzioni che mi avevano convinto solo in parte, ero quindi molto curioso di assistere al primo dei suoi due concerti alla Liederhalle programmati in questa stagione. Per quello che si è ascoltato nella serata in esame, Wellber è sicuramente un direttore dotato di una preparazione tecnica completa che lo mette in grado di realizzare senza problemi tutte le sue intenzioni esecutive. Il gesto è ampio, incisivo e abbastanza elegante anche se a volte il giovane maestro israeliano si compiace di certe pose un po’ narcisistiche da ballerino del podio, alla Bernstein per capirci. Il programma di questo concerto era abbastanza inusuale, per l’ accostamento di autori apparentemente contrastanti fra loro come Debussy, Schubert e Bernd Alois Zimmermann. Devo dire che l’ interpretazione dei due brani di Debussy non mi è sembrata troppo convincente. Il Prélude á l’ après-midi d’ un faune mancava a mio avviso in maniera abbastanza evidente di trasparenza orchestrale, sfumature timbriche e varietà dinamica, il suono appariva troppo corposo e denso nelle tinte. Anche in Jeux, partitura tecnicamente assai ostica per il direttore e l’ orchestra, l’ esecuzione formalmente inappuntabile non bastava a riscattare sonorità strumentali troppo caricate e materiche. Sicuramente di livello superiore è apparsa l’ esecuzione di Dialoge, concerto per due pianoforti e grande orchestra di Bernd Alois Zimmermann qui eseguito nella seconda versione, che fu presentata per la prima volta qui a Stuttgart nel 1965 dalla Südfunk-Sinfonieorchester con il celebre duo pianistico dei fratelli Kontarsky. Un brano originale e affascinante nel quale Wellber ha messo in gioco tutta la sua notevole esperienza nel repertorio contemporaneo per una lettura lucida, precisissima nel sottolineare tutta la complicata struttura di citazioni classiche e intrecci di microstrutture tematiche della partitura, sostenendo in maniera impeccabile il Bugallo-Williams Piano Duo formato dalle due pianiste statunitensi Helena Bugallo e Amy Williams, specialiste accreditate della musica moderna con un vasto curriculum di prime esecuzioni assolute. Come fouri programma, le due strumentiste hanno eseguito Hommage a Verdi, una breve fantasia per pianoforte a quattro di György Kurtág basata sulla melodia della celebre aria “Caro nome” e tratta dalla raccolta Játekók pubblicata nel 1975.

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La cosa migliore della serata era comunque senza alcun dubbio l’ esecuzione della Terza Sinfonia in re maggiore di Schubert, posta a conclusione del programma. Qui l’ approccio di Omer Meir Wellber è stato molto convincente nella sua impostazione, cogliendo in maniera pressoché perfetta il tono spensierato e sorridente che rappresenta la cifra stilistica peculiare nelle prime partiture sinfoniche schubertiane tramite un timbro orchestrale vaporoso e leggero, sul quale si basava un fraseggio di grande eleganza e raffinatezza, mobile e flessibilissimo. Una lettura frizzante, dai tempi mossi ma sempre molto equilibrati e accuratissima nella realizzazione delle sfumature dinamiche. La SWR Symphonieorchester, dopo aver realizzato in modo eccellente i brani novecenteschi, ha messo in mostra il meglio delle sue capacità virtuosistiche soprattutto nella vertiginosa esecuzione del finale, che ha ricevuto lunghi e intensi applausi da un pubblico che riempiva quasi completamente la Liederhalle. Il prossimo appuntamento con la stagione della SWR Symphonieorchester vedrà l’ attesissimo debutto di Teodor Currentzis, che dalla stagione 2018/19 assumerà l’ incarico di Chefdirigent del complesso e nel suo primo concerto con l’ orchestra presenterà la Nona Sinfonia di Bruckner nella versione con il finale originale ricostruito.


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