Per chiudere in bellezza il 2014, vi propongo un’ interpretazione del Concerto in la minore op. 54 di Schumann. Solista è il grandissimo Wilhelm Kempff, uno dei più grandi interpreti del repertorio tedesco classico e romantico. Nato a Jüzeborg nel Brandeburg il 25 novenbre 1895 e formatosi musicalmente a Berlino, dove il padre era Königlicher Musikdirektor alla Nikolaikirche di Potsdam, esordì in pubblico nel 1918 suonando il Quarto Concerto di Beethoven con i Berliner Philharmoniker diretti dal leggendario Arthur Nikisch. La sua carriera durò fino agli anni Ottanta ed è documentata da una copiosa discografia, nella quale spiccano soprattutto le integrali delle Sonate di Beethoven e Schubert, ancor oggi considerate versioni di riferimento per la profondità e completezza dello stile interpretativo. Morì a Positano, dove si era stabilito negli ultimi anni della sua vita, il 23 maggio 1991. In questo video, risalente agli anni Settanta, Kempff suona insieme alla Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks diretta da Rafael Kubelik (1914 – 1996) il celebre direttore boemo figlio del grande violinista Jan Kubelik, che fu Chefdirigent del complesso dal 1961 al 1979. La qualità del video lascia a desiderare, ma il valore assoluto dell’ esecuzione compensa ampiamente i difetti di immagine.
Robert Schumann
Concerto in la minore op. 54 per pianoforte e orchestra
1. Allegro affettuoso – Andante espressivo
2. Intermezzo. Andantino – attacca
3. Allegro vivace
Wilhelm Kempff, pf.
Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks
direttore Rafael Kubelik
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Un grande. L’ultima volta l’ho ascoltato a Asolo. Magari c’eri anche tu.
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Sí, era l’ estate del 1979 se non ricordo male. Ricordo una lettura straordinaria delle due Sonate op. 27 di Beethoven.
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A occhio direi che era a metà degli anni ’80. Potrei sbagliarmi.
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No, ho controllato. Il concerto risale alla Stagione 1979 degli Amici della Musica di Asolo.
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Purtroppo, per una forma di presunzione che riconosco deleteria, disdegno i programmi di sala, per cui non posso fare ricerche di archivio. 1979 sia.
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Grazie per il bellissimo ascolto. Maestoso Kempff; mi verrebbe quasi da dire “pesante”, ma nel senso buono del termine: niente, nessuna nota, nessun passaggio è “buttato là”: tutto sembra conocorrere a formare un disegno coerente. Quanto a Kubelik, è un direttore di cui non si parlerà mai bene a sufficienza. La sua integrale Mahleriana, dopo cinquant’anni, rimane secondo me una delle meglio riuscite, in parecchi punti (tipo la Terza e la Sesta) la preferisco (e non di poco) anche a quella di Bernstein.
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D’ accordissimo. Lo stesso dicasi delle sue integrali di Schumann e Dvorak e del ciclo Ma Vlast, inciso tre volte sempre con esiti stupendi!
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Ah, e già che ci sono, approfitto della tua pazienza e della tua competenza e vado un poco OT: un’altra integrale Mahleriana che a me piace moltissimo (anzi, direi che è la mia preferita) è quella diretta da Neumann, altro grande direttore Ceco che però, a differenza di Kubelik, è sempre (o quasi) rimasto oltre-cortina e per questo è poco conosciuto. La sua incisione con l’Orchestra Filarmonica Ceca (orchestra “Mahleriana” se ce n’è una), è il lato della medaglia più “cattivo”, più espressionista rispetto a quello di Kubelik. Però con la stessa grande comprensione “diretta” del linguaggio Mahleriano, tipica degli interpreti “storici” tipo Walter o Klemperer.
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Concordo anche in questo caso. Neumann era un grandissimo direttore. Oltre a Mahler e agli autori della sua terra, ha lasciato quella che secondo me è la migliore incisione in assoluto di Orfeo ed Euridice, registrata nel 1967 con la Bumbry, la Rothenberger e la Gewandhausorchester di Lipsia.
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